Trafficando con le forze tecnologiche emergenti, tra il 1966 e il 1967 Andy Warhol crea l’Exploding Plastic Inevitable, formando uno spazio contradditorio e sperimentale. Invece di una loro naturalizzazione, produceva un montaggio che scomponeva lo spazio nel quale diversi media interferivano ed entravano in competizione gli uni con gli altri (…). Improvvisamente, il ritmo della musica suonata dai Velvet Underground e dall’attrice/cantante Nico, i giochi di luce, i movimenti dei diversi film di Warhol, le performance dei ballerini si univano per creare qualcosa di significativo, ma prima di cogliere il senso di quello che stava avvenendo, tutto diventava nuovamente confuso e caotico. Il rumore ti colpiva. Volevi urlare, o lanciarti in una danza sfrenata, dovevi muoverti, agire (…). Nell’apparente oscurità e nel caos dell’Exploding Plastic Inevitable, si poteva trovare una possibilità di trasformazione, se non di liberazione”. – [Branden W. Joseph, My Mind Split Open]

Conosciamo una Milano che dagli anni Cinquanta è stata progettata “a somiglianza dell’organizzazione generale del lavoro, i quartieri sono divisi per ceti, si calcolano le distanze tra luogo di lavoro e abitazione. Si progetta una specifica famiglia. Si pianifica un certo tipo di abitazione (…). La sensazione generale era quella di un futuro bloccato, dominato da eventi in gran parte incomprensibili e a cui non si poteva partecipare (…). Nella ‘cava esistenzialista’ della Milano degli anni Cinquanta, ai codici tradizionali della sala da ballo meneghina si sostituisce la sperimentazione di nuovi generi musicali e nuove modalità di scambio tra suoni e visioni che comportano a loro volta dinamiche specifiche. Il rapporto di seduzione si manifesta attraverso la liberazione del corpo mosso dai ritmi musicali e non più dalle ‘figure classiche’ della danza da balera. Il look delle persone si libera dell’estetica borghese del ‘giacca e cravatta’ (…). – [John Martin, Primo Moroni, La Luna sotto casa ]

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Con duplice riferimento sia alle “cave esistenzialiste” della Milano degli anni Cinquanta da un lato che alle sperimentazioni dell’”Exploding Plastic Inevitable” di Andy Warhol dall’altro, “Exploding Cave” è un evento della durata di due giorni, che si terrà a Milano il prossimo 17 e 18 Aprile presso gli spazi di Cox18, articolato attraverso una serie di incontri, workshop e performance che indagano il rapporto e il minimo comune denominatore che lega cinema, suono, video e digitale.

Organizzato dallo stesso Cox18 in collaborazione con Digicult , Exploding Cave suggerisce l’idea di esplosione, di un “andare oltre” la normale percezione audiovisiva verso direzioni multiple, sia nelle pratiche di creazione audiovisiva che nelle modalità performative. Indaga il fenomeno dell’ “inconscio ottico”, il concetto di matrice, l’analisi di forme sia di produzione che di fruizione che lavorano alla riscoperta di una radice primaria del linguaggio audiovisivo, un nucleo comune alla base del dialogo contemporaneo tra cinema, video e digitale.

Exploding Cave rielabora e dissacra un macchinario complesso, portando alla combustione rapida le immagini e i suoni del cinema-cattedrale di Hollywood, della televisione e dei media (anti)sociali; è una tempesta improvvisa per l’espansione di racconti, di allucinazioni e sogni straordinari, ma è anche manifestazione concreta di esperienze, di conoscenza e critica del presente; apre uno squarcio sulle visioni armoniche e sui rumori più assordanti di oggi.

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In una città che costruisce e modella gli spazi sociali attraverso meccanismi di esclusione e consumo, in contrasto alla politica comunale di repressione e sgombero di spazi autonomi e realtà autogestite a Milano e in Italia, Exploding Cave vuole ricostruire percorsi e momenti di sintesi tra sperimentazione di nuove forme sociali e creative e coinvolgimento di altre realtà culturali indipendenti in città, come JointSventure (http://www.myspace.com/jointsventure), Vocecov (http://www.myspace.com/vocecov) e Dorkbot Milano (http://dorkbot.org/dorkbotmil/).

Uno spazio quindi costruito per superare la tipica costruzione spettacolare di un evento (chi crea e chi guarda, chi parla e chi ascolta), allo scopo di creare un ambito più aperto, meno centrato sulla performance ma basato piuttosto sulla condivisione di saperi ed esperienze. In concreto, un momento per far parlare gli artisti/artigiani e le macchine o i software che utilizzano per la loro pratica di produzione audiovisiva.

La formula pensata per Exploding Cave è quella di “un momento di libera ricerca”, che attraverso un percorso dinamico e articolato, consenta quindi al pubblico e agli artisti presenti di innescare un dialogo atto a una maggiore comprensione delle dinamiche che accomunano cinema, suono e video all’universo della creazione digitale.

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Il Venerdì 17 Aprile, sarà il momento di apertura di Exploding Cave, dedicata al rapporto suono-immagini espresso attraverso dinamiche di ricerca e sperimentazione in chiave soprattutto performativa. Una serata pregna di estetica digitale, a cavallo tra suoni noise, glitch, electro, 8bit e visualizzazioni generative e di codici grafici in movimento. Il primo live set è quello del duo Komplex (Mariano Equizzi e Paolo Bigazzi) che presenteranno il loro live set audiovisivo “Blood Electric” , dove la lettura del cyber testo omonimo, attraverso un clock fissato in bpm, genera un flusso costante di dati che vengono destinati al controllo di effetti visuali e di generazione sonora: la sequenza che così si genera viene controllata attraverso l’ uso di sensori wireless, ed alimentata da una serie di immagini preregistrate.

A seguire il live set di improvvisazione audiovisiva composto da uno dei nomi più importanti della idm/electro/punk internazionale Otto von Schirach (Schematic), e da uno dei membri del collettivo milanese otolab, Orgone. Un live set che si preannuncia carico di energia e di elementi improvvisativi, spinto verso la ricerca di un totale coinvolgimento sensoriale audiovisivo del pubblico presente, a cavallo tra elettronica hardcore e grafiche generative. In conclusione, la musica 8bit di uno dei nomi più interessanti di questa ricchissima scena musicale, lo svizzero Stu, che per l’occasione incrocerà Game Boy e Atari con il milanese Tonylight , da anni promotore di questo genere sul territorio nazionale.

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Il Sabato 18 Aprile incomincia con un workshop pomeridiano con artisti/hacker/designer che lavorano al confine tra creatività e sperimentazione tecnologica, realizzato in collaborazione con Dorkbot Milano : l’obbiettivo è costruire nuovi strumenti e piattaforme innovative per la produzione audiovisiva. Il primo appuntamento è previsto con il neonato Laboratorio Elettrico Popolare (L.E.P.), costituito dall’eclettico artista milanese Tonylight e da Peppo Lasagna, con l’intenzione di progettare e costruire strumenti elettronici per applicazioni audio/video, sviluppare interfacce open source atte a creare suoni e immagini, video, luci . Per questo evento, LEP presenta quindi i suoi ultimi progetti: “Leploop”, un piccolo synth analogico per produrre musica ( http://tonylight-leploop.blogspot.com ) e “Videomoog”, un video synth per produrre immagini di sintesi seguendo la musica . Durante la presentazione si potranno visionare i vari prototipi, ascoltare e provare gli strumenti e sarà possibile per i partecipanti mostrare e scambiarsi idee sui progetti.

Il tardo pomeriggio è dedicato alla presentazione del Videoscreening curato da Claudia D’Alonzo e Marco Lorenzin : una proiezione a ciclo continuo di film, video e cortometraggi, è prevista poi nella nottata negli spazi sottostanti all’area dei live. In questa occasione si parte dall’esperienza del suono, per metterla direttamente in contatto con la pratica di riappropriazione di immagini e filmati preesistenti ( found footage). Dal gioco combinatorio di Alberto Grifi ( Verifica Incerta) alla contaminazione ironica dei film di Bruce Conner ( A Movie; Mongoloid; Mea Culpa ); dai collage di Stan Vanderbeek ( Achoo Mr. Kerrooschev ) alle anticipazioni dello scratch video di Dara Birnbaum ( Technology/Transformation: Wonder Woman; Pop Pop Video ); dalla riappropriazione, in chiave situazionista, operata da René Viénet sui dialoghi di un film di arti marziali di Hong Kong ( La Dialectique Peut-Elle Casser Des Briques? ) all’ironica e irriverente decostruzione delle voci e dei gesti realizzata da Johan Soderberg (Surplus; Read My Lips; The Voice) ; dalla critica delle immagini televisive attraverso ripetizioni, ralentamenti e sovrapposizioni di Duvet Brothers ( Blue Monday; War Machine ) e Gorilla Tapes ( Death Valley Days ) al perfezionamento dello scratch video portato avanti dal colettivo EBN ( Commercial Entertainment Product ), una tecnica che prende l’avvio dalla rivoluzione del campionamento e rimescolamento dei suoni nata nel corso degli anni Settanta nel Bronx, con l’Hip Hop. Lo screening si chiude coi mash up di Eclectic Method ( U2 ZooTV Remix ) e i trailer su commissione di AddictiveTV ( Snakes on a Plane; Iron Man ).

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In prima serata del sabato, è previsto poi un momento di incontro con gli artisti che si esibiranno dal vivo nell’arco della serata, introdotti e moderati da Marco Mancuso. Sarà questa l’occasione per conoscere più da vicino il “modus operandi” dei musicisti, video artisti e designer coinvolti, un incontro a “macchina aperta”

La nottata è infine dedicata alle performance dal vivo nel salone centrale. Echran (Fabio Volpi, Davide de Col e Accursio Graffeo) è un progetto di ricerca audiovisiva atto alla creazione di un ambiente cinematografico dove la colonna sonora influenza e deforma i materiali filmici utilizzati nei live visual set. Echran propone un live set diviso in due parti: nella prima “Stardust” i visual si sviluppano partendo da una sequenza con il volto in primo piano di Charlotte Rampling, nella seconda, vengono ricostruite le visioni di A. Tarkowsky in alcuni suoi celebri capolavori come Solaris e Sacrificio. A seguire, il live set audiovisivo frutto della seconda produzione di Exploding Cave con la partecipazione di JointsVenture e Vocecov: il gruppo di improvvisazione elettroacustica In Zaire (Claudio Rocchetti + G.I.Joe) si esibiranno in un’energica performance a cavallo tra suoni elettronici, analogici e percussivi, accompagnati per l’occasione dallo speciale talento visivo e cinematografico di Virgilio Villoresi , per un set AV del tutto eccezionale, che si preannuncia ricco di stimoli per il pubblico presente.

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Infine, uno dei nomi storici della scena club undeground milanese, Dj Pier, accompagnerà con i suoi suoni techno/electro i progetti di sonorizzazione di “Dillinger è morto” (montaggio live del capolavoro del 1969 di Marco Ferreri a partire da un campionamento dell’opera in 69 parti e 19 dettagli) e “CINEmatic eXperience” (vjset) , remixati in real time da ilcanediPavlov! Progetto a cura di Alessio Galbiati focalizzato sulla video performance live con una particolare attenzione all’immagine cinematica, nato come ‘parte’ di DJCINEMA è in breve divenuto un progetto performativo, ilcanediPavlov! collabora dalla sua nascita con la rivista digitale di cultura cinematografica Rapporto Confidenziale. 


http://cox18.noblogs.org/

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