Salisburgo ha ospitato dal 13 al 15 Marzo la quarta edizione della conferenza mutidisciplinare Cybercultures, meeting academico che mira ad esaminare ed esplorare le diverse implicazioni che derivano dall’uso delle tecnologie informatiche nel campo della comunicazione interpersonale.

Cybercultures incoraggia lo scambio critico e il dibattito su questioni teoriche e pratiche che riguardano i diversi e numerosi aspetti del mondo virtuale. Alcuni tra i temi principali trattati riguardano il cyberspazio, comunità online, videogiochi 3D e mondi virtuali, arte interattiva e digitale, politica e cybergiornalismo. La conferenza fa parte del progetto Inter-Disciplinary.Net, forum internazionale che, attraverso l’organizzazione di conferenze tematiche e pubblicazioni, promuove lo scambio e l’interazione di idee, progetti e ricerca su una serie di problematiche che riguardano il mondo contemporaneo.

In questa quarta edizione di Cybercultures, nella sezione dal titolo ‘Online Communities, Web 2.0 and Emerging Practices in Social Networking’ che si occupa delle interazioni nel cyberspazio, ho presentato il paper: ‘ Hybrid Communities to Digital Arts Festivals: From Online Discussions to Offline Gatherings’, che ho qui l’occasione di illustrare e di condividere con i lettori di Digicult, su esplicita richiesta del direttore Marco Mancuso.

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Obiettivo principale del paper è quello di contribuire a restringere il divario tra comunità ‘virtuali’ e quelle ‘reali’, provando a destrutturare la rigorosa ed ormai obsoleta dicotomia online/offline. Benchè oggi questa dicotomia è ancora presente in alcuni studi, sin dagli anni ’90 il concetto di comunità virtuale è cambiato, diventando più flessibile, spostando l’interesse non solo verso le relazioni che si sviluppano esclusivamente online, ma anche quelle che avvengono nella vita reale.

Il mio interesse verso le comunità virtuali fa’ parte di un più ampio progetto di ricerca che ho iniziato due anni fa’ in Inghilterra al Centre for Tourism and Cultural Change presso la Facoltà di Arts and Society della Leeds Metropolitan University. Il CTCC promuove la ricerca critica su aspetti prevalentemente sociologici, storici ed antropologici che riguardano il turismo, nelle sue più svariate forme.

La mia tesi di dottorato è uno studio etnografico sull’avvento di una nuova generazione di festival che sono apparsi come conseguenza dell’utilizzo delle nuove tecnologie, sia come espressioni artistiche, che come connettori sociali. Il turismo, nello specifico attraverso i festival dedicati all’arte digitale, facilita la creazione di nuovi spazi sociali e permette alle persone di incontrarsi, condividere gli stessi interessi, creare nuove collaborazioni, ed assistere alle performances. Le comunità online in questo senso danno un forte impulso sia ai festival che al movimento dell’arte digitale in generale, offrendo l’opportunità ai partecipanti di condividere il sapere comune e mantenere viva la cultura sperimentale, sia in ambienti online che offline.

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Il paper quindi traccia l’evoluzione del concetto di comunità, inteso in senso classico e quindi associato allo spazio geografico, e il concetto di comunità online che prescinde dalla prossimità spaziale e si basa sempre più su interessi comuni. Nel campo dei Critical Cyberculture Studies il concetto di comunità che ha vita esclusivamente online è stato sostituito da un blend di componenti fisici e virtuali, nel quale le due dimensioni coesistono e si complementano reciprocamente. Di conseguenza anche il cyberspazio non è più inteso come fenomeno sociale isolato e separato dal mondo reale, ma rappresenta una tra le varie forme attraverso le quali si sviluppano le interazioni umane. In numerosi studi, lo spazio virtuale è stato associato all’Agora, snodo della vita comunitaria nella Polis dell’Antica Grecia. L’Agora Digitale o Elettronico rappresenta lo spazio collettivo e di scambio, luogo intangibile e fulcro delle interazioni sociali.

Questa nuova visione delle comunità online è stata spesso associata al concetto di comunità immaginate formulato da Benedict Anderson in relazione all’avvento ed alla diffusione dei nazionalismi. Secondo Anderson la nazione è una comunità immaginata nel senso che i membri di una nazione non conosceranno mai direttamente tutti gli altri componenti, ma nell’immaginario di ognuno risiede l’idea di una relazione intima pur se spirituale, con i membri della stessa nazione.

Il concetto di comunità immaginata è stato quindi spesso trasferito nel cyberspazio, dove le relazioni tra i partecipanti alle comunità online non si basano su interazioni fisiche, ma i membri conservano un’immagine mentale dell’affinità che li lega agli altri partecipanti, sviluppando così un senso comunitario. Oggi risulta quindi chiaro che lo studio delle comunità virtuali non può prescindere dal tenere in considerazione il rapporto tra virtuale e reale, tra elementi online e offline, in quanto i due aspetti sono intrinsecamente legati e pressoché inseparabili.

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Cybercultures ha dato l’opportunità ai circa trenta partecipanti non solo di presentare i propri progetti, ma ha anche e soprattutto offerto un ambiente informale per lo scambio di idee e di esperienze, incoraggiando la comunicazione e le discussioni durante i tre giorni della conferenza. Invito tutti coloro che sono interessati, per motivi accademici o professionali, alle tematiche dello spazio virtuale, a visitare il sito online che, oltre alla pubblicazione dei paper presentati, e prossimamente all’edizione di un e-book sulle sessioni di Cybercultures 4, offre anche l’opportunità di entrare a fare parte nel network Cyber Hub.

Buona navigazione e buon viaggio. 


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