Uscito dalla nidiata di designers della Royal Academy of Arts, ricercatore presso la New York University, Chris Woebken è tra i più originali interaction design americani.

Dopo aver esposto le sue idee alla mostra Design and the Elastic Mind, realizzata al MoMA di  New York nel 2008 e curata dalla direttrice del dipartimento di architettura e design del Moma, Paola Antonelli (di cui Digimag aveva parlato nel numero 34 – http://www.digicult.it/digimag/article.asp?id=1158), ha preso parte alla Biennale di Design a St.Etienne e si appresta a partecipare alla mostra Extreme Frontiers, Urban Frontiers di Valencia.  

La biologia cellulare, la realizzazione di interfacce capaci di mutare i nostri punti di vista, la realizzazione di universi possibili o immaginari, sono alcuni dei campi in cui si svolge la ricerca di Chris Woebken, che si definisce come un experience designer, un progettista di esperienze. Uno dei suoi progetti sicuramente più noti e affascinanti è “Sensual Interfaces” in cui il designer, piuttosto che focalizzarsi sullo sviluppo delle nanotecnologie, preferisce concentrarsi sull’esplorazione del loro potenziale ulteriore, creando quindi prototipi di materiali manipolabili come per esempio gli “elettroni organici”. E ancora, “Sensillae” del 2008 è un progetto di interaction design che consiste in una serie di strumenti che creino un campo d’azione in grado di innescare un dialogo e un linguaggio di comunicazione tra insetti ed esseri umani.

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“Escape”, è invece un device che consente di esplorare e di giocare con le proprie fobie: lo scopo dello strumento, non è quello di mascherare l’ambiente circostante potenzialmente fobico con delle ambientazioni sonore, ma anzi di innescare nuove interazioni sonore con l’ambiente circostante potenzialmente fobico, in modo tale da annullarlo mediante l’elemento dell’esplorazione e del gioco. Infine, il “Flicflex”, un futuribile interfaccia elettronica flessibile, un foglio elettronico che attraverso azioni molto fisiche come lo strappare, lo sfogliare, il flettere, consente una modalità innovativa e piacevole di “maneggiare” le informazioni.

Nel quadro di un processo di ricerca attuato da Digicult, sul rapporto tra design, arte e scienza, nello sviluppo di nuove modalità di interazione e progettazione tra materiali, discipline, idee e progetti, l’intervista a un designer come Chris Woebken, si colloca sicuramente come uno delle tappe più importanti di questo percorso. Di altri suoi progetti, legati sempre al rapporto tra specie umane e non umane, animali, o robotiche, ci parla meglio lui stesso nel corso di questa chiacchierata

Stefano Raimondi: Vorrei iniziare questa intervista parlando del tuo approccio al lavoro. Curiosando all’interno del tuo sito internet ho trovato, nascosta, la frase “Enjoy Life”.

Chris Woebken: Apprezzare la vita significa per me godere dei piccoli piaceri, osservare e scoprire il più possibile. Realizzo centinaia di immagini di oggetti, cose, situazioni, posti e persone. Mi piace scoprire posti nuovi, specialmente negozi di hardware o negozi come “Canal Rubber” a New York o il negozio di insetti “Mushi-Sha” a Tokio o ancora il ristorante coreano nascosto nel seminterrato della drogheria “Hana” a Londra.

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Stefano Raimondi: Credo che la gioia possa essere considerata come una parte importante del processo di creazione estetica, nonostante il termine “estetica” sembra oggi essere visto, da artisti e designer, con un’accezione negativa se non addirittura primitiva.

Chris Woebken: Il graphic design può essere descritto come un sistema o un linguaggio mentre l’estetica è qualcosa di più personale e complesso. Ho passato i miei primi anni di designer in un “geeky software engineering environment”. Non c’era un linguaggio visuale o un prodotto finale particolarmente interessante, ma un modo di pensare o di risolvere i problemi attraverso un metodo di lavoro particolarmente estetico. Accanto all’ideazione degli esperimenti ho trovato molto utile, per la mia ispirazione, sfogliare e consultare libri di fotografia. Spesso i fotografi fanno osservazioni migliori rispetto ai designer, creano temi e sistemi che offrono moltissimi punti di partenza per grandi progetti di design.

Ancor più che vedere un grande lavoro, piuttosto che nel prodotto finito, la gioia per me si trova nel processo e nello sviluppo di un’idea o di un progetto. Quando guardo al lavoro delle altre persone sono più interessato a capire il pensiero e i processi che sono dietro i loro esperimenti, e vederne gli sviluppi. Capire le modalità lavorative e le fasi che costituiscono il prototipo è molto più interessante che vedere la presentazione del progetto. Il design oggi ha meno a che fare con le qualità funzionali dell’oggetto ed è invece più collegato alla fruizione esperienziale dei prodotti, dei servizi e del contesto. La gioia è veramente parte della mia vita quotidiana e del processo di design.

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Stefano Raimondi: Kierkegaard affermava che la seduzione era il culmine del processo estetico. Uno dei tuoi lavori si intitola: Seduction = adhesion * viscosity.

Chris Woebken: La Seduzione è un’area a cui sono particolarmente interessato in quanto permette di creare un linguaggio visivo atto a vedere l’invisibile. Sarebbe un grande successo se riuscissi a creare un linguaggio visivo in grado di suscitare l’immaginazione delle persone. Vendere l’idea di “futuri possibili”, come se fossero un prodotto, è quello che sto cercando di fare; la rappresentazione di un’idea è una cosa importante ed eterna.

Stefano Raimondi: Hai realizzato almeno tre progetti inerenti la sfera animale; dal recente Bat Billboard , ad e Sensillae . Perché sei così affascinato dal mondo animale e dalla sua interazione con la sfera umana? In cosa questi progetti differiscono uno dall’altro e qual è il loro obiettivo?

Chris Woebken: In particolare sono interessato all’aumento delle capacità vitali e alla loro combinazione con il sintetico, anche attraverso l’ibridazione robotica. Ho lavorato ad una serie di progetti attorno al tema della relazione tra specie umana e non umana, creando interfacce e linguaggi per produrre e esplorare i rapporti tra umano ad animale, come i giochi “Animal superpowers” e “Beetle Wrestler“, creato insieme a Natalie Jeremijenko. Entrambe permettono di modificare la nostra percezione e di relazionarci al contesto naturale con una sensibilità non più umana ma animale. Il progetto interattivo Sensillae è un esperimento cognitivo più complicato e meno ludico che espande la sensibilità umana attraverso un animale minuscolo. “Bat Billboard” suggerisce invece di recuperare gli accessori urbani e creare habitat per animali selvaggi nella città, rendendo questa interazione uno spettacolo scherzoso. Con questi progetti voglio creare una discussione riguardo alle possibilità future di design alternativi e di come il nostro rapporto con i sistemi naturali potrà cambiare nel tempo.

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Stefano Raimondi: Il progetto Future of money porta alla luce la tua curiosità verso i rituali e i gesti quotidiani. Sembri allo stesso tempo essere attratto e impaurito da un mondo dove il virtuale supera i rituali, come se i rituali non potessero vivere o essere creati nel virtuale. Parlando con le persone vedo una grande confusione tra ciò che è digitale e ciò che è virtuale. Qual è la tua opinione a riguardo?

Chris Woebken: sistemi virtuali e la stratificazione dell’informazione digitale possono essere la base per sviluppare un livello virtuale capace di offrire nuovi servizi e nuove interazioni. Ho indagato l’approccio delle persone ali soldi digitali, chiedendo se i sistemi digitali potessero essere disegnati in modo da creare esperienze significative e azionare meccanismi di feedback.

Durante gli esperimenti mi è parso evidente che gli attuali sistemi sono spesso molto sofisticati da un punto di vista ingegneristico ma non offrono una vera esperienza dal punto di vista del design.

Stefano Raimondi: Prova a definire in modo sintetico ciascuna di queste parole: Nanotecnologia

Chris Woebken: Il futuro della nanotecnologia e la biologia cellulare.

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Stefano Raimondi: Corpo

Chris Woebken: Il cioccolato si scioglie a 37°C, esattamente la temperatura del corpo.

Stefano Raimondi: Potere

Chris Woebken: Partecipazione e convinzione

Stefano Raimondi: Intervista

Chris Woebken: Riflessione 


http://www.woebken.net/

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