Brescia ore 23.30. Alla stazione il treno è arrivato, io e Richard Matthew Stallman (RMS per gli amici hacker), primo ospite del ciclo di workshops chiamato Medievalmedia all’interno del festival Ualuba.org, con un incontro dal titolo “Copyright vs Community” (per il più esaustivo degli approfondimenti, rimando al report audio linkato alla fine del pezzo), ci vediamo e salutiamo divertiti.

A porte aperte scende insieme a una coppia cinese conosciuta sul treno, stanno parlando. Aiuto Richard a prendere le valigie e nel frattempo il ragazzo cinese, vedendomi, mi rivolge la parola dicendomi: “Ciao, ma domani ci sarà una conferenza? Sui nuovi media? Cose simili…….uhm interessante…lui parlerà di software libero? Sai, io uso Linux”.

Interdetto, capisco che evidentemente il ragazzo non aveva intuito che poco prima stava parlando proprio con una tra le persone più influenti al mondo nell’ambito di tematiche come il software libero e l’open source, hacker e programmatore, creatore del progetto GNU per creare un sistema operativo libero simile a Unix, fondatore della Free Software Foundation (FSF), pioniere del concetto di copyleft ed autore di molte licenze copyleft compresa la GNU General Public License (GPL), la licenza per software libero più diffusa. Insomma uno dei pochi veri techno-guru esistenti sulla faccia del pianeta.

La forte eco dell’ambiente circostante trasforma le nostre parole in suoni, e Richard Stallman danza fluttuando come un leggero GNU nel vuoto della stazione ferroviaria, una situazione surreale: io rido, Lim (il cinese) ride, Chiara ride, tutti ridiamo tranne la ragazza cinese che con fretta e furia tenta di distrarre l’amico per affrettarsi ad andare.

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Ho pensato di chiedere ad Ampelio, amico fidato, se gradiva avere un ospite e lui, non sapendo chi fosse RMS, ma fidandosi di me, ha accettato volentieri. A Richard Stallman diverte il fatto di dormire a casa della gente anziché stare in albergo, l’importante che la temperature non superi i 72 gradi fahrenheit, unica soluzione avere un ventilatore o un condizionatore.

Era infatti una serata calda lo scorso 12 Settembre, l’ultima dell’estate, e la situazione non gioca a nostro favore: arriviamo alla casa dove ci aspetta Maggie (la dolce e complice madre dell’ amico Ampelio), i due si conoscono, scambiano un breve dialogo ed alla fine Richard sopporta la mia leggerezza nel valutare la canicola. Prima di andare prendo il GNU gear: spille, portachiavi,libri e adesivi per il banchetto del giorno successivo, saluto e vado velocemente a dormire.

La mattina seguente, in macchina, Richard è come uno stakanovista, continuamente a scrivere mail; ai semafori le signore bresciane lo guardano con sospetto e diffidenza, i buzzurri ridono, ma lui non si schioda dallo schermo, scrive scrive scrive. Mi chiede di poter alimentare con l’accendi sigaro il suo portatile, ma non funziona. Si preoccupa e mi chiede quanto manca per l’Accademia di Belle Arti – LABA, luogo deputato per gli incontri del ciclo di workshops.

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Il suo portatile è un attrazione per me, veramente strano, quasi infernale. Insisto quindi con le mie domande e Richard mi risponde che è di marca cinese: insisto per sapere di più, mi risponde che è un prototipo regalato con mille inconvenienti, ma con BIOS libero! Marca Lemote, una società che usa solo software libero e non supporta Windows.

Parliamo anche di Ubuntu e di quanto entrambi siamo scettici, dal fatto che ci siano migliaia di “distribuzioni” differenti, la maggior parte delle quali non sono libere: esse infatti includono o indirizzano la gente verso i programmi non liberi e preferiscono parlare di vantaggi pratici anziché di etica. La maggioranza degli utenti non è interessato al mondo dei software liberi e non conosce nemmeno la sua esistenza: nessuno ha mai suggerito loro che c’è una questione di libertà in gioco. Richard mi consiglia gNewSense free as in freedom (http://www.gnewsense.org), una distribuzione particolare che suggerisco a tutti di provare.

Arrivati in accademia, ci colleghiamo entrambi in ssh (fondamentale per lui): paradossalmente il mio portatile funziona, il suo no, tensione: alla fine suggerisco che sia la sua scheda di rete rotta, provo a chiamare il demone, funziona, insisto, e alla fine avevo ragione! Velocemente Stalmann sfodera un adattatore ethernet usb, e in due secondi risolve.

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Il primo workshop del festival è stato quindi un successo, come prevedibile: Richard Stallman un professionista, la gente entusiasta, il GNU gear ha fatto cassa e il libro all’asta è stato venduto per 100 euro! “It was a successful speech, with a big audience, and thus useful for the movement. So happy hacking!” 


www.medievalmedia.org/infowar/audioreport/

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