Presentato in contemporanea presso il Dutch Institute for Media Art di Amsterdam , il prossimo 14 Settembre verrà lanciato in Rete un ambiente online per la sound art dedicato all’ascolto di musica elettronica di ricerca e di materiali sonori di varia natura. Simile nella struttura a un vero e proprio museo, il progetto Soundmuseum.fm verrà organizzato come una collezione permanente di sound art assemblata dai curatori e da uno staff editoriale, in accordo a specifici progetti e a una precisa visione generale.

Nato dalla mente e dall’entusiasmo di due professionisti olandesi, Nathalie Bruys e Katja van Stiphout, musicista e artista visiva la prima, graphic designer la seconda, il progetto ha già raccolto le adesioni di artisti come James Beckett, Cilia Erens, Anne La Berge , Tomoko Mukaiyama, Telco Systems, Kim Hiorthy, Radboud Mens, Edwin van der Heide, Sasker Scheerder, Dorit Crysler, Planningtorock, Marc Bijl , solo per iniziare.

Sono le stesse due direttrici a spiegare con semplici parole gli obbiettivi del progetto: con Soundmuseum.fm, vogliamo creare un luogo dove il pubblico possa ascolta opere sonore assolutamente uniche in uno spazio virtuale tranquillo, libero da rumori e interruzioni. Un luogo accessibili a tutti da qualsiasi parte del mondo, dove la gente possa ascoltare lavori originali e dove il suono possa emergere al di sopra dell’ambiente visivo che lo circonda.

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Parlando con lo staff editoriale di Soundmuseum.fm si viene a sapere in anteprima che lo spazio museale consisterà di una galleria, di un deposito e di una sala d’ascolto. Il visitatore entrerà all’interno della galleria per seguire di volta in volta le varie mostre organizzate, ma sarà il deposito a formare il cuore pulsante del museo, dopo un lungo lavoro di archiviazione e in accordo a un sistema di etichettatura delle varie categorie di interesse ( elettronica, acustica, sperimentale, noise, campioni, vocal, solo, e live).

In altri termini, la galleria verrà intesa come lo spazio “fisico” del museo: i visitatori potranno quindi entrare nello spazio attraverso una “display room” e da qui accedere sempre più a fondo all’interno del museo. A fianco della display room potranno quindi esplorare il deposito come detto ma anche una libreria, uno shop, un ufficio e una camera d’ascolto in cui chiunque potrà compilare una propria play list nonché condividerla con quella di altri visitatori.

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I lavori contenuti all’interno del museo e del deposito non saranno “applicabili”, ma come detto lavori del tutto autentici, creati appositamente per il museo e che di conseguenza non potranno essere assolutamente downloadabili per un uso artistico privato.

L’obbiettivo dei curatori è quello che Soundmuseum.fm presenti ogni mese una nuova mostra, organizzata sia internamente che mediante la collaborazione con curatori ospiti. I suoni messi in mostra, potranno provenire dal mondo dell’arte, dal mondo dell’underground artistico, da qualsiasi angolo della terra. Essi potranno essere lavori di field recordings come composizioni, potranno durare secondi come ore e potranno spaziare dai suoni cinematici al puro silenzio. Ogni mostra, come per un vero e proprio museo, sarà accompagnata da un editoriale scritto o dai curatori o dagli artisti stessi.

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Anche se forse privo, per ora, di una parte di archiviazione storica sulla sound art e sui testi teorici che l’hanno accompagnata negli ultimi decenni, Soundmuseum.fm nasce con tutte le credenziali per essere un vero e proprio “museo del suono” in Rete. Sfidando convenzioni e preconcetti sulla presunta difficoltà nell’organizzazione dei musei online, Soundmuseum potrebbe avere nella sua stessa natura la sua forza: quella cioè di essere organizzato come un vero e proprio museo, una galleria quindi “fisicamente” virtuale. 


www.soundmuseum.fm/

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