Interfacce, protocolli, pachetti ip, router, ISP, browser, linguaggi di programmazione, sono i fondamentali protagonisti del mutamento dalla comunicazione assimetrica a quella partecipativa, prepotentemente entrata nella nostra vita, cambiando canoni e ruoli di ognuno di noi.

Questo modo di operare, “trasparente”, che descrive tratti caratteristici personali, è a mio parere, molto discutibile e a differenza di quanto si pensi, poco libero. Progetti di sovversione, attivismo, artivismo sono “spesso” il frutto fiacco, retorico e funzionale che alimenta più che cambiare, fa sorridere più che pensare, e mi rende consapevole dell’ impossibilità dell’arte, di essere un originale alternativa nel calderone dei nuovi media.

Come condividere la proprietà di internet? Come destrutturare una struttura gerarchica in espansione continua? Come comunicare digitalmente senza chiedere il preventivo permesso alle autorità, e mendicare interfacce che gratificano la partecipazione “many to many”? Semplice! Non ci resta altro che sostituirla.

Queste sono alcune premesse del progetto Netsukuku, una rete distribuita, decentralizzata e pienamente efficiente; una rete che possa quindi non essere sottoposta a nessun tipo di governo, che sia globale e distribuita, anonima e non controllata, non necessariamente separata da Internet, senza il supporto di alcun server, ISP e di alcuna autorità centrale. Da ora in poi non sarà più Internet ma Netsukuku!.

.

Tecnicamente Netsukuku è un altro protocollo di routing, dove è possibile implementare su di esso effettivi sistemi distribuiti, come ad esempio l’Abnormal Netsukuku Domain Name Anarchy (ANDNA), che sostituira’ l’attuale sistema gerarchico e centralizzato dei DNS (cioè il dominio identificativo e univoco). L’indirizzo IP che identifica un computer è scelto cioè casualmente ed in modo univoco (eventuali collisioni vengono risolte), quindi non è associabile ad una località fisica precisa, e le rotte stesse, essendo formate da un numero innumerevole di nodi, tendono ad avere una complessità e densità talmente elevata da rendere il tracciamento di un nodo un’impresa estremamente complicata.

Composta inizialmente da 14000 righe di codice, grazie alla caratteristica di essere open source con licenza GPL, è in continua espansione ed è arrivata ad oggi a circa 40000 righe di codice. E’ impensabile migrare immediatamente da internet a Netsukuku, ma il progetto è comunque una boccata di ossigeno, un nuovo dialogo per la circolazione di idee diverse, per lo sviluppo di un processo democratico e per il pieno diritto di cittadinanza all’interno della società di informazioni.

Si intrave quindi in Netsukuku un forte valore estetico: esso estende le possibilità dell’arte di fare network, e si caraterizza per essere una grande opera interattiva.

.

La ricerca svolta, grazie alla Mailing list, ed al canale IRC (internet relay chat) di Netsukuku, si è rivelata uno strumento fondamentale per avvicinarmi al progetto pratico e teorico; L’animata partecipazione e la fitta corrispondenza da parte dei diretti sviluppatori, ha risposto alle domande con molta precisione, entusiasmo e qualità da vendere; creando in continuazione materiale da consultare, studiare, condividere, di conseguenza consiglio agli interessati di sfruttare questi canali per approfondire l’argomento. Tempo, luoghi, e personale della FreakNet MediaLab di Catania (il gruppo di sviluppatori originario del sistema di routing sperimentale di tipo peer-to-peer) permettendo, ci sarà il prossimo ottobre un workshop nel Nord Italia, che illustrerà più esaustivamente quanto detto.

Un ringraziamento speciale ad Alpt, il leggendario “ragazzo” che ha iniziato a scrivere il software, e a tutti gli sviluppatori globali che hanno risposto pazientemente alle mie domande. 


http://netsukuku.freaknet.org/

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn