L’edizione di quest’anno di EVA Conference London si è tenuta dal 22 al 24 Luglio presso la prestigiosa sede della British Computer Society (BCS).

La BCS è un istituto culturale fondato nel 1957, il cui scopo è di incoraggiare lo studio e la pratica delle nuove tecnologie, e rappresenta un’asse portante per coloro che lavorano nel campo dell’Information Technology. La conferenza è stata co-prodotta insieme alla Computer Arts Society (CAS), che è a sua volta un gruppo specialistico all’interno della BCS: fondata nel 1968, essa rappresenta sia un forum che un supporto per artisti e professionisti legati all’arte sperimentale ed elettronica. Durante gli anni ’60 l’istituto si è impegnato a stabilire collaborazioni tra artisti e tecnologi per fini creativi, inoltre ha ospitato e prodotto una serie di eventi, tra i quali la mostra seminale Cybernetic Serendipity al Institute of Contemporary Arts (ICA) di Londra, organizzata da Jasia Reichardt.

Da ricercatrice Italiana che lavora nel Regno Unito mi sono sentita onorata ed allo stesso tempo un po’ intimidita nel varcare la soglia dell’edificio della BCS; quel posto per me rappresentava il regno della sperimentazione, il sito storico cha ha visto la nascita dei primi tentativi di combinare le creazioni artistiche con la tecnologia.

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Benchè io sia più interessata agli aspetti sociologici e antropologici che derivano dall’avvento delle nuove tecnologie e della cultura digitale, e non sono nemmeno uno sviluppatore di software o un tecnologo, durante EVA molte presentazioni hanno attirato la mia attenzione e curiosità. Tra i circa trenta papers ho pensato che molti erano particolarmente innovativi e funzionali, in special modo nel campo della pratica delle arti performative e a fini didattici e sperimentali.

Sono rimasta, per esempio, molto colpita dalla presentazione di Kia Ng dal titolo “Technology-Enhanced Learning for Music with I-Maestro Framework and Tools”. Kia è il direttore del Interdisciplinary Centre for Scientific Research in Music (ICSRiM, University of Leeds) e il suo progetto mira all’esplorazione di soluzioni innovative per la preparazione musicale sia in campo teorico che pratico. Il progetto si basa sulle recenti innovazioni che risultano dallo sviluppo delle tecnologie informatiche e computerizzate, attraverso l’utilizzo di nuovi paradigmi pedagogici combinati ad ambienti interattivi di self-learning, interfacce gestuali e strumenti digitali, con l’ausilio di lezioni assistite al computer, al fine di offrire ambienti tecnologicamente avanzati per l’esercizio musicale pratico e teorico, creatività, analisi, teoria, prove d’orchestra, composizione, etc.

Sulla stessa scia ho trovato anche interessanti un altro paio di progetti che, come il precedente, prevedono l’uso del Wiimote, il simpatico telecomando bianco interattivo sviluppato dalla Nintendo. Dall’analisi dei gesti del direttore d’orchestra, al metodo di “sonificazione” interattiva di immagini 2D, il Wiimote rappresenta uno strumento utile ed alla portata di tutti, in termini di costi, per la realizzazione di progetti innovativi e per la ricerca.

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I progetti “New Literacy New Audiences: Social Media and Cultural Institutions” di Angelina Russo insieme a Jerry Watkins, e “On-Line Encounters: A new Method of Creating Participatory Art” di Rebecca Gamble, erano invece più orientati verso gli aspetti sociologici legati all’interazione virtuale. Nella prima delle due presentazioni Russo e Watkins hanno illustrato i risultati di un progetto di ricerca Australiano durato tre anni, nel quale essi hanno ipotizzato che l’evoluzione della creazione di contenuti digitali -la cosidetta new literacy-, e l’avvento dei media sociali, sono in grado di creare un nuovo tipo di audience composta da spettatori culturalmente attivi. Questi spettatori partecipanti presentano una serie di requisiti e capacità fondamentali per l’uso delle tecnologie digitali, al fine di occuparsi sia del consumo culturale che della produzione, attraverso l’interazione stessa con contenuti digitali.

L’obiettivo invece del paper di Rebecca Gamble è stato quello di illustrare come l’avvento della tecnologia Web 2.0 abbia trasferito le attività sociali on-line, e rivoluzionato il modo in cui le persone si incontrano ed interagiscono. Questo fenomeno ha portato alla nascita di nuove piattaforme per gli artisti, la creazione di nuovi modi di presentare, far circolare e promuovere l’arte, e la possibilità di incoraggiare partecipazione e nuove collaborazioni. In entrambi i papers il ruolo cruciale svolto dalla comunicazione on-line è chiaro, quello che risulta innovativo è la crescente importanza attribuita al concetto di media partecipativo, e la maggiore vicinanza con il pubblico e le comunità.

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Alla fine di questo breve viaggio all’interno di EVA London, ci tengo a menzionare due progetti interessanti “made in Italy”. Il primo, presentato da Irene Buonazia e Massimo Bertoncini, “Emotional Interfaces in Performing Arts: The Callas Project”, che è il risultato della collaborazione tra università e laboratori di ricerca privati, e artisti, emittenti e teatri coinvolti come fruitori finali. Callas aspira a progettare e sviluppare un’architettura integrata multimodale, capace di catturare gli stati emotivi degli spettatori, al fine di abilitare l’utilizzo di soluzioni di “ambient intelligence” nello scenario dei nuovi media.

La struttura presenta tre aree principali: lo ” Shelf “, che riunisce i componenti emotivi multimodali; il ” Framework “, il software che permette la cooperazione di componenti multipli con l’interfaccia, indirizzata ai fruitori finali; e lo ” Showcase ” che si rivolge ai maggiori campi dei nuovi media (AR Art, Teatro Digitale, Installazioni interattive in spazi pubblici, TV interattiva).

Il secondo progetto, dal titolo “A new Information System for the Superintendence of Pompeii: Integration, Management and Preservation of Archaeological Digital Resources in the Perspective of Interoperability with European Digital Libraries”, è stato presentato da Rony Cesana insieme a Maria Emilia Masci. La Scuola Normale di Pisa iniziò il progetto nel 2005 con lo scopo di svilupparre un sistema informativo sul sito archeologico di Pompei. Nella sua fase finale il progetto diventerà sia il sito web ufficiale che il principale sistema informativo del Sistema Informativo Archeologico Vesuviano (SIAV), e verrà utilizzato oltre che per la gestione interna, quindi per catalogazione, documentazione, preservazione e gestione del patrimonio archeologico, anche per la comunicazione con l’esterno.

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Con questa breve, ed assolutamente arbitraria selezione di papers, ho voluto quindi proporre più che altro un’idea generali dei contenuti culturali e artisti proposti da EVA London 2008. La conferenza offre inoltre l’opportunità di comunicare e scambiare idee con gli altri delegati, un’ottima piattaforma per coloro che vogliono presentare i propri progetti attraverso visualizzazioni e dimostrazioni che hanno luogo durante l’evento, e l’opportunità per gli studenti di seguire una serie di workshop sui temi delle arti visive e dell’informazione elettronica.

Oggi le possibilità offerte dalle nuove tecnologie sono pressochè infinite, al punto che possiamo facilmente perderci; ogni aspetto della nostra vita apre nuove possibilità alla sperimentazione, per sfidare i nostri limiti come esseri umani. Quindi per favore continuate la ricerca, continuate a spingervi oltre i limiti della conoscenza, e soprattutto credete nella collaborazione reciproca e nello scambio culturale. Please keep experimental culture alive!. 


www.eva-conferences.com/eva_london/

www.bcs.org/

www.computer-arts-society.org/

www.ica.org.uk/

www.i-maestro.org

http://nlablog.wordpress.com/

www.rebeccagamble.co.uk

www.callas-newmedia.eu/

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