Imporante la presenza della Spagna al Sònar 2008 di quest’anno, con un un terzo della programmazione musicale, che presenta oltre novanta artisti tra musicisti, dj e producer.

Al centro anche un omaggio alla comunicazione pubblicitaria creativa in Rete, dal fake all’autopromozione attraverso Myspace. A cominciare dall’immagine coordinata del Sònar 2008, concepita inizialmente come una serie di brevi video amatoriali in cui vengono filmati bizzarri esperimenti genetici, in un luogo misterioso, mescolando animali e teste umane parlanti; la diffusione anonima dei video su Youtube e attraverso un falso sito web hanno sortito l’effetto di un’incredibile riscontro con centinaia di migliaia di visitatori in poche ore.

I tre giorni di festival offrono come sempre uno sguardo esauriente sulla scena internazionale e le tendenze più seguite della musica elettronica, con l’accento ben posto sugli sviluppi più recenti del dancefloor e della “fiesta” ma non senza sorprese per i più curiosi.

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Tra gli artisti noti: Pan Sonic, Clark, Matmos, Goldfrapp, Jeff Mills, M.I.A., Róisín Murphy, Soulwax, Chloé, Frankie Knuckles, Hercules and Love Affair, Kalabrese ; tra le proposte più interessanti di quest’anno la band spagnola Q’AA, che propone atmosfere psichedeliche con lunghi droni di chitarra, basso e pedali, o brani aggressivi di noise e saturazioni chitarristiche accompagnate dalle ritmiche sconnesse della batteria. I Cabo San Roque con la loro “Musica a maquina” si esibiscono solitamente in costume all’interno di improbabili scenografie di giocattoli lavatrici piste di automobiline acquari e strani artefatti sonori, creando suoni romantici e borderline. Molto originali e spesso indefinibili in concerto i Cabo San Rogue propongono una musica sfasata, alcolica, melodrammatica e allo steso tempo divertente, che richiama le atmosfere del circo e di certi Pink Floyd meno conosciuti.

Chi ama la musica d’improvvisazione potrà provare ad ascoltare gli Aixsònoéspànic , ensamble spagnolo composto da clarinetto elettrico, batteria e campionatori dedito all’improvviazione radicale dalle sfumature avanguardistiche, free-jazz e psichedeliche. Coh Ivan Pavlov / Raster Noton – suona un live ritmico ossessivo molto originale al confine tra musica concreta e idm e la musicista iraniano-inglese Lelia Arab (già nota al pubblico di Bjork) presenta il suo terzo lavoro solista, presto disponibile su Warp Records. Il quintetto d’archi Basquiat Strings di Londra – violini viola violoncello contrabasso – presenta all’auditorio un ibrido di armonie modali e classiche, accompagnate da ritmiche jazz. Tendenze electro, 8bit e anni 80 con il duo Spectrum Orchestra, che suona e proietta con il mitico Sinclair.

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Suoni e approcci inediti spesso sono il risultato della fusione di generi e stili musicali diversi, come nel caso delle influenze elettroniche delicate, originali e buboliche di Jahbitat , del suono vagamente glamour dei Christopher D Ashley, che sovrappongono pop, idm e dark music, fino al pastiche sonoro di Diplo , che mescola tutto in piena libertà e con ironia. Tra gli showcase, Emili Records presenta Arbol, producer spagnolo di sonorità digitali e ritmi organici dall’approcio minimale e raffinato, mentre l’Edbangers conferma lo stile dance-rock francese con Busy P, Krazy Baldhead, Nil e SebastiAn, mentre i Justice suonano nei più ampi spazi del Sònar de Noche.

Seguendo un trend generale di quest’ultimo anno solare (dalle conferenze durante festival Cimatics di Brussels alle tematiche portanti del festival Sonic Acts di Amsterdam di cui Digicult è stato media partner), anche la parte espositiva del Sonar (Sonarmatica, Sonar Cinema e Sonarama) si dedica quest’anno ad un’analisi critica degli sviluppi della cultura audiovisiva e multimediale contemporanea sulla base delle interazioni ed esperienze del cinema del secolo scorso.

Sonarmatica presenta infatti la mostra Future Past Cinema, uno sguardo sulle possibilità offerte da una ripresa delle tecniche pre-cinematografiche nell’ambito dell’arte e dei new media. La mostra (che espone lavori di Marnix De Nijs, Juliene Maire, Julian Oliver) presenta una selezione di installazioni e performance che riprendono alcuni elementi chiave della cinematrografia analogica, come le zeotropi o i cineorama. Parallelamente sono esposti alcuni dei pionieristici macchinari e dispositivi per la visione del XIX secolo, dalla collezione Tomas Mallol.

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Sonarama, l’area del festival allestita al Centro d’arte Santa Monica, esplora le potenzialità di luce e suono come elementi sia cinematici che sinestetici. Light and Sound presenta i lavori audiovisivi di Edwin Van Der Heide , Mark Fell , Pablo Valbuena e il gruppo Sonom .

Infine, come tuti gli anni, l’Auditorium del CCCB presenta durante il giorno Sonarcinema, con creazioni audiovisive che spaziano dalla video arte al cinema sperimentale, dal video clip alle animazioni, al documentario di fiction.

Noi di Digicult, come media partner, saremo lì e vi diamo quindi appuntamento al numero estivo di Luglio/Agosto di Digimag per un report dettagliato dell’evento. 


www.sonar.es

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