Guerriglia digitale organizzata, sabotaggio virtuale, o, peggio, terrorismo della Rete. E’ come viene definito il fenomeno dei griefers, letteralmente coloro che vanno online con il solo intento di creare grief, dolore, dispiacere, agli altri utenti della Rete.

Nella fattispecie, i griefers si muovono nei mondi virtuali organizzati come Second Life e nei massively multiplayer online role-playing games (MMORPGs), semplicemente per operare atti di sabotaggio e disturbo agli altrui Avatar. Un’imprevista devianza – o una libera reinterpretazione creativa – degli intenti con cui i giochi online e le realtà virtuali sono stati creati, che sta diventando sempre più diffusa e organizzata.

Nato alla fine degli anni ’90, il fenomeno gode di ottima salute e, riassumendo le diverse dichiarazioni d’intenti dei suoi fautori, si può ridurre nel concetto-base dello spingere gli altri giocatori – gli Avatar omologati e omogeneizzati, sottomessi alle regole di una società “altra”, ma rigida tanto quanto l’originale – a piangere e lamentarsi di quello che succede in un videogioco. E a prenderne coscienza. Spesso accomunati agli hackers , agli spammers e ai creatori di virus, i griefers sono una sottocultura costituita da quelli che all’inizio erano “devianze” isolate, diventate poi strutture organizzate, con un senso ben preciso delle proprie azioni e dei propri scopi: principalmente, mettere a nudo gli esiti estremi e l’ossessione del surrogato-vita online, con ironici sabotaggi.

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Si va dai Patriotic Nigras, il cui motto è un marchio di qualità – Ruining Your Second Life Since 2006, ai GoonSwarm Alliance, ai W-Hats. Molti di loro hanno legami più o meno diretti con il forum Something Awful, un portale-raccoglitore del kitsch che circola per la Rete.

Spesso gli attacchi organizzati si riducono a fastidiose e satiriche rappresaglie, come un’improvvisa pioggia di falli, l’attacco di enormi SuperMario, o lo scatenamento di risse di massa in giochi che proibiscono ogni confronto “fisico” tra i giocatori. Ma l’azione di un griefer non è sempre così innocua, e ci sono atti dalle implicazioni più che tangibili. E se con alcune rappresaglie si vogliono scoprire le paradossali conseguenze delle “seconde vite” o lanciare un messaggio alle multinazionali, altre sembrano davvero sfociare nel terrorismo gratuito.

Il furto di beni e artefatti virtuali messi in vendita (realmente) su eBay, il “disturbo della quiete” di affittuari di terreni in Second Life, che hanno disdetto il proprio contratto (dal costo reale) con altri Avatar possidenti terrieri, hanno il merito di svelare i meccanismi fuorviati della compravendita reale di beni puramente virtuali. A marzo, però, alcuni griefers hanno bombardato un forum online dedicato agli epilettici con GIF intermittenti e falsi link a pagine stroboscopiche, con un estremismo mai visto prima.

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La base delle azioni degli autentici grifers si rifà al sarcasmo – ai lulz , come vengono chiamate in gergo le risate -, ma con la crescita esponenziale delle realtà virtuali, la combinazione di “lowlife and high tech” (la costante tematica di William Gibson secondo Bruce Sterling) apre ancora una volta la strada a movimenti inaspettati, a situazioni in cui le realtà si fondono per aprire scenari imprevisti. 


http://www.patrioticnigras.org/

http://www.somethingawful.com/

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