Si stanno facendo conoscere, apprezzare e criticare, con la forza di chi non ha nulla da perdere né nulla da guadagnare; vivono e dormono per il teatro, di corsa fra scenografie innovative e testi ponderati, fra teatri con spettatori invisibili e notti improvvisate, fra bandi di concorso e affitti da pagare.

Vanno avanti perché credono in quello che fanno, combattono a volte contro mulini a vento e burocrazie solo italiane, si alleano soprattutto, nonostante le distanze geografiche, nonostante il lavoro li porti a studiare ed esaminare ogni piccolo dettaglio della loro creatura. Forse questo è un periodo dove nascono Compagnie Teatrali di ricerca anche troppo in fretta e in dismisura; ma la quantità non fa male, anzi, forse aiuta l’innovazione, il riscontro, la competizione e la consapevolezza di quel che si è veramente. Poi sarà la qualità e la professionalità a farsi spazio. E’ cambiato appunto il concetto e la concezione di spazio, di tempo, di corpo; si è evoluta la funzione del pubblico, dell’artista e delle organizzazioni così come la natura di palco, di scena, di arte visiva e di regia.

Oggi non sono più emergenti né promesse gruppi nati non più di cinque anni or sono come i poliedrici Cosmesi , i “matematici” OOFFOURO, i ragazzi stupefacenti di Teatro Sotterraneo , gli “immaginari” Muta Imago , gli espressivi Zachés Teatro fino ai Gruppo Nanou , Orthographe , CapoTrave e Città di Ebla . Gruppi ai quali si accostano realtà individuali performative come Teodora Castellucci , Francesca Grilli , Nico Vascellari , Daniele Albanese , Alessandro Sciarroni , Sonia Brunelli , Daniele Timpano e Dafne Boggieri . Poi, come fiori in un prato sempreverde, si coltivano nuove ricerche e nuove forme ibride di arti sceniche o semplicemente di pensiero, di idee ed assemblaggi tecnologici. Ed ecco Pathosformel, Babilonia Teatri, Tubal Libre, Fibre Parallele e Teatrialchemici.

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Eva Geatti e Nicola Toffolini del progetto Cosmesi il 12 Aprile scorso hanno dato vita all’ennesima performance-installazione al PIM Spazio Scenico di Milano all’interno del Progetto Quattrospine curato da Serena Vincenzi . Assistere a La primadonna_chi semina vento raccoglie tempesta è un attimo che vola via fra ingegno e stupore, fra pura intensità ed ironia, dove il tutto cresce piano, e nel guardare Eva nell’occhio del ciclone si percepisce la sua innata femminilità e simbiosi con la scena. Lo spettatore si trova dinanzi ad un installazione verticale, senza fughe, tutto è ben fermo ed il suono scandisce le gesta sospese e il metter in primo piano lo donna: immagine ed affermazione del proprio corpo. Ed ecco il “mostro” di Nicola, all’improvviso prende vita, si anima, e si rifà su di essa sotto forma di aria, di folata improvvisa e distruttiva. Poi la nascita con il lancio di un uovo che è vita, ma anche fine di tutto. Oggi la compagnia sta lavorando al nuovo spettacolo Lo sfarzo nella tempesta , che si svilupperà su diversi fronti con l’aiuto delle macchine costruite da Michele Bazzana e grazie anche al lavoro di Stefano Pilia . I temi approfonditi saranno il lusso, lo spreco e la questione della vanità legata al concetto di disastro inteso come agente atmosferico; il tutto tentando una ricostruzione dello spazio scenico, poetico e visivo che accolga in maniera innovativa lo spettatore. Questo spettacolo sarà visibile il 9 e 10 Maggio a Fidenza al festival Giostra di Maggio ; il 13-14-15 giugno 2008 alla rassegna perAspera-drammaturgie possibili al teatro di Villa Mazzacurati in via Toscana 19 a Bologna invece sarà la volta lo studio di Punto Critico .

Alessandro Carboni e Danilo Casti degli OOFFOURO/N.P.A Officina Ouroboros dopo i progetti Anagenesi, Etimo del 2005 e ABQ del 2007 saranno a Fabbrica Europa 2008 il 15 e 16 Maggio con la prima nazionale WBNR – What Burns Never Returns Platform #4 . Sarà replicato poi al Conteporanea festival e Santarcangelo . WBNR è la seconda tappa del progetto di ricerca ABQ: from quad to zero, un’ampia ricerca sul corpo e sulla città: un organismo, un doppio sistema mutante al cui interno convivono territori deformanti, glitch strutturali, codici impazziti e disallineati che creano nuove mappature dinamiche di luoghi in continua trasformazione. Attraverso la costituzione di una piattaforma di lavoro, diversi ricercatori applicheranno un metodo di  composizione coreografica che si focalizza sull’analisi di uno specifico contesto urbano localizzato nella città in cui verrà presentata la performance. Procedendo analiticamente dallo spazio nelle sue diverse tipologie, dal territorio al corpo, vengono quantificati e i codificati i flussi, le dinamiche, gli agenti e i moti che lo compongono. Questo doppio feedback scena-città viene ri-modulato e ricreato in tempo reale e proiettato in video sulla scena. L’obiettivo è quello di elaborare un unico sistema di composizione coreografica in grado di interpolare tutti i dati raccolti e di restituirli sotto forma di istruzioni coreografiche. WBNR è una coreografia incommensurabile tra corpo e territorio, un’ esplorazione nella città e nel corpo, immaginando nuove modalità di analisi e percorsi di indagine per riflettere sulle trasformazioni antropologiche e socio culturali dell’individuo, e su come tecnologia, infrastrutture, palazzi e individui sono organizzati nello spazio urbano.

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Sara Bonaventura , Iacopo Braca , Matteo Ceccarelli , Claudio Cirri e Daniele Villa di Teatro Sotterraneo si presenteranno in pompa magna anche loro a Fabbrica Europa 2008 il 20 e 21 Maggio con la nuova produzione La cosa 1 dopo il successo di Post-it. “Lo spazio così com’è, privo di accessori. Uno svuotamento. Un meccanismo scenico che si espande e si ritrae, investe i luoghi. Un’invasione. Un presentazione d’iperattività. Il corpo che dà tutto, fa in continuazione qualcosa, inscena il fare per fare, fare2, fare3, lo strafare, lo stroppiare. Per voi. Si accendono le luci. La folla si compatta. Ha inizio il movimento, qualsiasi movimento, tutto purché qualcuno faccia qualcosa, fosse anche solo aspettare di fare qualcosa – una messa alla prova continua di muscoli e nervi, la ricerca di una condizione limite. La Cosa 1 è l’evento, ma è anche il momento subito dopo, quando ci si ferma, stanchi, saturi: La Cosa 1 invece continua, ripete, insiste, riparte a muoversi, correre, fare. Uno studio sullo sforzo e sulla potenza che si esaurisce, sulla condizione di un corpo che parte fresco e continua anche quando non ne ha più. Fare una data cosa e poi presentare una copia di me che non ce la fa. La fine sostituita dal sequel. Sempre e comunque qualcosa più di niente.” (T.S.)

Muta Imago è una compagnia giovanissima nata a Roma nel 2004 dall’incontro tra Riccardo Fazi , Claudia Sorace e Massimo Troncanetti rispettivamente drammaturgo, regista e scenografo. Il loro primo spettacolo nasce in inverno, al freddo, ma presto arriveranno opere più complete come il Don Giovanni , lavorando sull’interazione fra i quattro attori e la grande struttura scenica composta da tre cubi di legno di grandezze differenti e una piscina, vero circo poetico fra bagni ed equilibrio di strada. 2007, nasce Comeacqua . Corde, sacchetti di plastica e un tavolo di ferro, oltre l’acqua, sono i protagonisti di questa storia che vuole aprirsi, che rifiuta il tempo teatrale classico. Oggetti presi e reinterpretati, sbattuti e riempiti, fabbricati e colorati, chiusi e fatti cadere, non è uno spettacolo sull’acqua, ma con l’acqua…arrivano repliche e poi recensioni.

E’ la volta di (a+b) ? che debutta in fretta e furia per Enzimi. Ed eccoci ad oggi con Lev dove tutto riparte. Si inizia dalla fine della guerra per parlare di ricostruzione, dove un uomo apre gli occhi e si guarda intorno, non riconosce niente di familiare quindi si alza in piedi e si avvicina alla parete per sentire rumori; metamorfosi, si butta a terra ed inizia il ricordo. Una persona costretta ad avere a che fare con un vuoto dentro tre metri per sei, tre lampade, cento chili di farina, e la lotta per riuscire a riempirlo, per il suo viaggio verso casa. In Lev i Muta Imago vogliono indagare il rapporto fra la difficoltà di verbalizzare e quella di ricordare, tra la facoltà immaginativa e la presunta necessità della sua verbalizzazione. ” 1943, Russia Europea, Lev è un soldato, una pallottola gli perforò il cranio cambiando la sua vita per sempre, perde conoscenza, si sveglia e non ricorda niente, non riesce più a fare le semplici cose di prima: gli rimane solo l’immaginazione. Ecco la metafora, Lev deve di nuovo imparare a parlare, così come loro devono di nuovo farlo; Lev riparte da zero, la sua storia è anche quella della compagnia.” Questi ragazzi saranno il 10 Maggio al Teatro Comunale di Cesenatico, il 23 alla Biennale dei Giovani Artisti di Bari ed il 30 a Tuscanica per Furore.Danze no stop. Ancora a Luglio avranno due appuntamenti fondamentali essendo ospiti al Festival Inteatro di Polverigi e a Santarcangelo dei Teatri.

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Il gruppo Zaches Teatro ha sede in Toscana a Scandicci ed è composto da Francesco Givone , Luana Gramegna , Costanza Givone , Samuele Mariotti e Stefano Ciardi . La forza di questo giovane gruppo sta nel sapere usare diverse forme espressive, e l’ intensità e la comunicatività delle loro maschere e marionette innescano sempre un rapporto unico e sensitivo con il pubblico, facendo leva sui principi della biomeccanica, sul movimento, sulla privazione della parola e quindi focalizzazione visiva. ” Allo stato attuale della nostra indagine, le nostre performance poggiano così su un meccanismo di significazione forte dal punto di vista rievocativo ma estremamente vulnerabile nel suo funzionamento, in cui la Parola verrebbe ad infrangere un equilibrio delicato, obbligandoci a dire troppo, o troppo poco rispetto al sentire e all’intuizione che operano da motore artistico dell’opera. Se usata, la Parola sarà allora colta nella sua accezione idealmente pura, come segnale essenziale, sintetico e iconico dell’universo di significati cui rimanda, come se fosse un oggetto, un gesto o una maschera, e non una parola. Con questo non intendiamo privarci della possibilità di narrare, offerta dal Teatro.

Ogni testo scritto porta con sé un senso non scritto, che si colloca sempre altrove rispetto a dove si guarda, ed è quello che ci interessa raccontare. Il nostro obiettivo è riuscire      a conciliare, nell’evento performativo, sia la componente estetica e visiva, che quella drammaturgica, intimamente connesse attraverso gli strumenti del gesto, delle marionette, delle maschere, degli oggetti, delle luci e del movimento.” (Zachés – da La poetica ) A Maggio gli Zachés saranno l’8 con lo spettacolo Faustus!Faustus! a Cerbaia (FI) nel JackandJoe Theatre ed il 17 con La favolosa vita di H.C. Andersen , a Gioia del colle (BA) in occasione del Maggio all’infanzia.

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A Moncalieri (TO) venerdì 23 Maggio in occasione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea INTERPLAY/08 la giovanissima Teodora Castellucci (figlia del grande Romeo Castellucci ) si esibirà con lo spettacolo À Elle Vide vincitrice del premio speciale della giuria GD’A ’07 ; mentre Daniele Albanese sarà in scena con lo spettacolo Tiqqun – Nemmeno l’Allodola Vede l’Aperto presentato ai primi di dicembre al Teatro Comunale di Ferarra e al Festival Natura dei Teatri.

Non mancherà sempre in questa occasione Sonia Brunelli da Forlì domenica 25 Maggio con NN: ” NN è la caduta in un luogo d’origine, in una condizione prelinguistica sentita come stato privilegiato e primordiale del gesto liberato da ogni attribuzione rigida di senso. La figura vive in una tensione di prossimità al limite che trattiene il gesto nel suo compiersi. In condizione di stallo il movimento entra in un’oscillazione ritmica, si carica di tempo generando l’attesa, la proiezione di un possibile svolgimento che dall’origine lo conduce a qualcos’altro. Lo stato di sospensione spinge lo spettatore ad anticipare virtualmente la posizione di una forma futura, come in un video games l’occhio del giocatore immagina sullo schermo i possibili spostamenti di una palla. NN è scelta di un movimento che ribadisce e riafferma se stesso sdoppiandosi e scavandosi nella sua negazione. Un movimento che spazza via e impedisce il sorgere di un’individualità umana. (Sonia Brunelli )

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Nico Vascellari infine ci sorprenderà a Roma venerdì 9 Maggio per Dissonanze 08 con un Live Set inedito assieme a Stephen O’Malley dei Sunn O))) e John Wiese dei Bastard Noise in bilico fra violenti richiami ancestrali e straniamenti ipercontemporanei. Un’esperienza che difficilmente si dimenticherà. La “bella stagione” sta per cominciare fra Festival e Rassegne , lasciamoci trasportare dai sensi e dalla nostra intuizione che si arricchisce ogni giorno di tradizioni, nuovi suoni e visioni fra territori da scoprire e grandi-piccole realtà culturali.

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