Nel mondo della musica contemporanea e dell’arte digitale Taylor Deupree è considerato uno dei migliori interpreti della rivoluzione digitale a cui abbiamo assistito in questi ultimi anni.

Sound artist, fotografo, grafico, il poliedrico artista americano ha iniziato la propria carriera alla fine degli anni 80 incidendo musica techno, per l’etichetta americana Istinct Records. In seguito a quelle prime esperienze discografiche, e alle promesse non mantenute da parte dell’etichetta Silent che doveva pubblicare un suo disco, nel 97 decide di fondarne una tutta sue e orientata al minimalismo musicale, la 12k. A dieci anni dall’uscita del primo disco, la 12k è cresciuta tantissimo diventando un punto di riferimento per tutta la scena minimal ambient-sperimentale. Molti e importanti gli artisti all’interno dell’etichetta, a cavallo tra ambient sperimentale, techno e minimalismo: da Frank Bretschneider agli Skoltz Kolgen, dall’amico Richard Chartier a Sebastien Roux, da Kenneth Kirschner a Steinbruckel e molti altri ancora.

Infinite al contempo le collaborazioni a livello internzionale, al punto da intessere una vera e propria rete di musicisti e artisti visuali, sul confine tra minimalismo e contemporaneità artistica. Si colloca in questo discorso il rapporto costante con la label Raster-Noton, con musicisti come Kenneth Kirschner ma anche tutta l’attività della sub-label Line (gestita proprio da Richard Chartier) che vanta al suo interno molti artisti di punta di questa scena, dallo stesso Alva Noto a William Basinski, da Asmus Tietchens a Nibo, dai Matmos a Ivan Pavlov. Un musicista, Taylor Dupree, in grado di prestare la sua arte anche ad arte discipline che lavorano a contatto con il suono o con l’ambiente sonora in senso ampio: a imperitura memoria rimarrà quindi la sua collaborazione per la seminale Tower of Winds, installazione interattiva ambientale. progettata dall’architetto nipponico Toyo Ito per la città di Yokohama nell’ormai lontano 1998.

Abbiamo chiesto a Taylor un punto di vista sulla scena musicale contemporanea, di parlarci del suo lavoro, dei suoi progetti e dell’importanza che ha acquisito nell’attuale scena musicale.

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Giuseppe Cordaro: Sei considerato una delle menti più produttive di quest’era digitale che stiamo vivendo; sound artist, grafico, fotografo, chi è Taylor Deupree?

Taylor Deupree: Sono davvero molto impegnato, non smetto mai di lavorare perché amo ciò che faccio… la musica… le etichette… il design… la fotografia… la famiglia… l’unica cosa che mi perdo è il sonno. Per me è davvero importante amare quello che faccio, è ciò che mi guida e mi permette di realizzare qualsiasi cosa che ho intenzione di fare. Sono molto appassionato alla 12k e alla mia musica, ho studiato fotografia all’università e ho sempre scattato fotografie, ma soprattutto negli ultimi 3 o 4 anni ho sviluppato ancora più interesse, caricando gli scatti sul sito (taylordeupree.com) e diventando molto più attivo come fotografo. Preferisco non farmi coinvolgere da quelle situazioni in cui non sono totalmente preso emotivamente e riservare il tempo per ciò che mi piace veramente. Vivo e respiro la mia musica, e la mia mente è sempre attiva, costantemente alla ricerca di nuovi progetti e di come completare ciò che devo fare. Leggo molto, riviste di fotografia e di produzione musicale, senza mai smettere di imparare esplorando nuovi strumenti. Non mi annoio mai, ho perfino dimenticato come ci si senta.. e sono davvero felice di questo.

Giuseppe Cordaro: Come vivi il rapporto creativo in un mondo sempre più digitalizzato e circondato da mille stimoli?

Taylor Deupree: Minimalismo, semplificazione. Sono queste le mie reazioni alla realtà sovra-stimolante. Penso che sia un modo molto salutare di vivere, imparare come evitare tutta la merda con cui siamo bombardati ogni giorno, e focalizzarsi sugli aspetti veramente belli ed importanti. Applico questa filosofia alla mia vita quotidiana, girando il mondo e incontrando persone, osservando altri paesi e situazioni e conoscendo altri culture. il mondo diventa ogni anno sempre più piccolo e più omogeno così diventa sempre più importante trovare le proprie identità sia come cultura che come individui.

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Giuseppe Cordaro: Quando hai capito che la tua vita sarebbe stata quella da musicista?

Taylor Deupree: Circa 6 mesi dopo aver compiuto 15 anni ho ricevuto il mio primo sintetizzatore e da quel momento ho realizzato che volevo comporre musica elettronica. Nonostante fossi totalmente inesperto sulla tecnologia e sul business musicale avvertivo già le potenzialità e sapevo che sarebbe stata un’infinità fonte di ispirazione per me.

Giuseppe Cordaro: Nei tuoi ultimi lavori si percepisce un’evoluzione a suoni più concreti e caldi attraverso l’utilizzo di strumenti acustici, come mai?

Taylor Deupree: Fondamentalmente è un’evoluzione naturale verso l’esplorazione di nuove vie per esprimere me stesso e ciò che mi circonda, e per ottenere un suono più personale. Sono realmente affascinato dalle sottigliezze casuali dei suoni acustici. C’è molto di nascosto in una semplice pennata della chitarra acustica o nel rintocco di una campana, Inoltre, solo qualche anno fa i computer e il processing audio hanno incrementato la capacità di realizzare suoni elaborati, in modi complessi, in tempo reale. Qualche anno fa ho ricevuto un’interfaccia di progettazione musicale chiamato Kyma che è veramente unico nell’elaborazione di input live e ho cominciato ad esplorarlo. Suoni naturali e caldi che compensano nel migliori dei modi i suoni elettronici. In questo modo la mia musica ha raggiunto una sensazione di tranquillità, ma allo stesso tempo di malinconia. e trovo che i suoni più caldi e soffici siano un buona via per ottenere questa sensazione.

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Giuseppe Cordaro: So che ultimamente ti sei trasferito dal centro di Brooklyn alla campagna, questa scelta di isolazionismo ha influito o influirà sul tuo processo creativo rispetto al passato?

Taylor Deupree: Credo che la natura che circonda il mio studio abbia un chiaro effetto sulla mia musica, è calmo qui, e penso che la casualità della natura abbia amplificato il mio interesse nell’esplorazione di suoni naturali. Quando vivevo a Brooklyn creavo una musica morbida e minimale per fuggire dal caos della città e pensavo che se mi fossi spostato in campagna magari avrei prodotto una musica più dura e rumorosa per fuggire dalla campagna! sempre per raggiungere l’equilibrio. Tuttavia, non è stato così, e trovo che la natura si affacci sempre più in quello che faccio.

Giuseppe Cprdaro: Parliamo della tua etichetta discografica la 12k, da poco più di un anno ha compiuto il 10° anno di attività, potresti farci un bilancio?

Taylor Deupree: Ho cominciato in 1997 dopo aver realizzato che non ci fossero risorse affidabili per la musica sperimentale in america. Ho lavorato presso un’etichetta discografica per qualche anno contribuendo ad costruirla e ho imparato, più o meno, come avviare in prima persona un’etichetta, ho inoltre capito come non volevo che fosse gestita perciò volevo essere davvero sicuro che la 12k fosse una etichetta “a misura d’artista” e allo stesso tempo volevo che ciò fosse valido anche per i miei artisti. ho cominciato senza un vero e proprio piano… solo per licenziare la mia musica e quella dei miei più cari amici di new york. ma già dopo qualche uscita le cose hanno cominciato ad andare abbastanza bene e volevo seriamente definire un’estetica condivisa sia visuale che sonora. Utilizzando la Factory Records come una sorta di modello per il “feel”con l’etichetta ed il mio interesse nell’arte minimalista e l’architettura, la “vera” 12k è nata intorno al 1999 con uno stile molto specifico e programmato. Lungo tutti questi anni di produzione ho realizzato che nel mondo musicale soggetto a così grandi cambiamenti, dove ogni settimana nascono nuovi generi e gli ascoltatori hanno una così bassa attenzione, il mio obiettivo è di focalizzarmi Su una particolare estetica e combattere l’accumulo sterile e l’over-saturazione dei media. così nel 1999 l’etichetta minimal-ambient-experimental com’è adesso, e io sono ancora fermo sui miei obiettivi originari mentre permetto alle varie uscite di evolvere lentamente ed esplorare nuovi territori sonori.

Adesso sono rassicurato solo come si è evoluta l’etichetta. non desidero che diventi enorme, non ho bisogno che diventi la più grande etichetta di musica elettronica. Non voglio che sia la Warp o qualcosa di simile, vorrei che la 12k rimanesse piccola e focalizzata su una certa qualità ascolto. Finchè l’etichetta continuerà a crescere destinerò i ricavi non per avere più uscite, più pubblicità o più promozione, ma in attività come il packaging o le edizioni speciali. Continuerò con l’affermazione della missione originale, di permettere agli ascoltatori di scoprire la 12k, senza un’eccessiva promozione, senza sbatterli nulla in faccia. Credo che la gente abbia una relazione più positiva e duratura con qualcosa che ha scoperto da se, qualcosa che ha scovato per proprio interesse. Ora che la morte dei cd si profila minacciosamente mi spetta una decisione importante riguardo il cambiamento dell’etichetta e la la direzione da seguire, è un periodo davvero sconvolgente, ma allo stesso eccitante, per l’industria musicale. Dobbiamo adattarci alle nuove tecnologie, non importa dove ci spingano e se siamo d’accordo o meno, e questo non solo per trarne il meglio dal semplice utilizzo, ma sopratutto per adattarle alla nostra sensibilità al fine di creare qualcosa di unico con cui sfidare la gente a pensare ed ascoltare.

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Giuseppe Cordaro: Quando e come hai deciso di partire con la produzione musicale su 12k?

Taylor Deupree: Come ho appena detto, nel 1997 ho avviato la 12k e le primissime uscite sono state proprio la mia musica

Giuseppe Cordaro: Parlaci delle sezioni “happy” e “L-ne”

Taylor Deupree: LINE è l’etichetta per cui Richard Chartier è l’A&R e la 12k produce e distribuisce. E’ principalmente l’etichetta di Richard, per quanto riguarda la parte creativa, e la 12k si occupa della parte economica. Richard tende a concentrarsi su musica che è stata utilizzata per installazioni o progetti multimediali…non sempre, ma è uno dei principali obiettivi. le uscite della LINE tendono ad essere la controparte più calma e lineare ai suoni più melodici e spesso granulari della 12k. La Line ha un solido roster di artisti come Richard stesso, Asmus Tietchens, Steinbruchel, MArk fell… è partita nel 1999, e adesso sono quasi dieci anni. La Happy è un’etichetta che ho avviato alcuni anni fa per concentrarmi sul pop alternativo Giapponese. Abbiamo avuto 3 releases di successo, tuttavia, sto pensando di chiudere l’etichetta perchè non ha funzionato come il mio progetto originale. L’idea era di creare Happy come un etichetta non eclusicamente elettronica, per rilasciare musica alternativa e bands indie-rock, tuttavia non si è seguita quella via e ritengo che il suono adesso può funzionare molto bene per la 12k…con l’uscita dello scorso anno su 12k di Mooskito, che ha molti elementi del tipico suono Happy ho deciso che possiamo rilasciare quel tipo di musica direttamente su 12k, e quindi credo che non ci sia più bisogno della Happy. Preferisco concentrarmi su unica etichetta.

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Giuseppe Cordaro: A proposito di distribuzione di musica in mp3, qual’è il tuo punto di vista sulle net-label e tutto ciò che gira intorno ai CC?

Taylor Deupree: Recentemente abbiamo avviato una discussione su questo argomento nel forum della 12k. Credo che la musica free stia realmente danneggiando gli artisti e tutta la comunità musicale. Le net labels sono ok, ma non penso che sia corretto distribuire troppa musica gratuitamente (qualcosa si, giusto per promozione). e mi sta anche facendo ripensare riguardo l’esistenza stessa della Term, la sezione della 12k che rilascia in MP3. Oggi i più giovani credono che la musica sia una merce economica, come credono che i musicisti possano affrontare questa situazione? Produrre musica ha un costo, se vuoi prenderla sul serio, per andare oltre un hobby, e per supportare gli sviluppatori di software e strumenti che ci forniscono le apparecchiature. ci vogliono parecchio lavoro duro e passione per produrre musica, preparare cd, portare avanti un’etichetta, stampare.. più musica verrà distribuita gratuitamente o rubata e minor vita avranno grandi artisti ed etichette. è una condizione di fatto che la gente abbia bisogno di guadagnare soldi per vivere. se spendi tutto il tuo tempo a fare qualcosa altro a parte la musica per guadagnarti i soldi ti resta veramente poco tempo per la musica stessa, e se hai poco tempo da dedicare alla musica produrrai musica di più scarsa qualità.

Gli artisti devono dedicare tempo alle proprie attività, sia che si tratti di musica, o fotografia, o pittura… e tempo significa denaro, gli artisti hanno bisogno di denaro per mantenere la propria carriera ed accrescere. art e musica gratis minano questa condizione. qualche anno fa ho preso la decisione consapevole che non avrei mai rubato o copiato musica gratuitamente, e che non avrei mai usato software pirata o senza licenza. E’ giusto sia per me sia per le persone che creano gli strumenti. Riguardo gli mp3 credo che siano convenienti, ma rappresentano una qualità inferiore di ascolto musicale. Io amo avere l’intera libreria musicale a portata di mano, ha cambiato completamente, e in meglio, il modo in cui esploro e ascolto la musica. Tuttavia io spero che le persone comprendano quanto inferiore sia la qualità della musica scaricata liberamente, e la mia speranza è che la larghezza di banda e la velocità di trasferimento incrementino l’offerta on line di opere in un formato sempre più alto. Non sono soddisfatto circa la qualità degli artwork distribuiti con gli MP3, (there has been no successful way to connect those two worlds that i’ve seen yet.)

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Giuseppe Cordaro: Quali artisti vorresti in uscita per le prossime uscite su 12k?

Taylor Deupree: Tutti quelli che ci sono già! non riesco ad immaginarne degli altri. Ovviamente con la 12k mi piace avere un consistente e costante evoluzione del suono. Ogni uno o due anni mi piace realizzare qualcosa che suoni veramente diverso e spesso questo provoca una grande cambiamento all’interno dello stile della label, credici o no, quando uscì il primo cd di Shuttle 358 “Optimal Lp”, ci fu un cambiamento radicale da quello che allora sembrava lo stile proprio della 12k. A quei tempi la 12k era sintetica e ritmica e Shuttle358 arrivò con un album calmo e melodico,anche il disco di Christopher Willits’ “Folding, and the Tea” era completamente differente a quel tempo….è stato il primo cd della 12k suonato con una chitarra, con una netta predominanza di strumenti acustici. Entrambi questi cd hanno realmente cambiato la direzione dell’etichetta. Allo stesso modo le ultime uscite di Moskitto e del mio cd con Savvas Ysatis hanno segnato una sorta di svolta “pop” del suono. Mi piace che la 12k abbia un suono ben delineato, che tuttavia sia in continua evoluzione, come si può percepire ascoltando in ordine cronologico le diverse uscite. Ma è importante far capire agli ascoltatori che pur essendoci una linea comune lo stile non rimane sempre lo stesso, gli artisti che mi piace vedere all’interno della 12k, non devono necessariamente avere uno stile “12k”, nei prossimi lavori ci saranno collaborazioni con musicisti che non fanno necessariamente musica eletronica, ma con una vena più indie o ambient-rock.

Giuseppe Cordaro: Tra le uscite in programma in questo 2008 c’è un live che ti vede coinvolto con Solo Andata e Seaworthy; sono curioso di sapere nello specifico com’è nata la collaborazione con Solo Andata.

Taylor Deupree: Non conoscevo Solo Andata prima di incontrare Kane (metà della band) a Melbourne durante il mio tour Australiano. Lui stava suonando con Cameron (Seaworthy) ma a quel tempo io non conoscevo la sua musica, lui era molto simpatico e cool, ma soprattutto molto giovane. Non appena ha iniziato a suonare ho capito che c’era qualcosa di molto speciale in lui, e che la sua giovane età gli avrebbe messo davanti un importante e bella carriera. Mi diede una copia del suo cd “Fyris Swan” (Hefty) e mi piacque molto, credo sia stato il miglior album elettronico tra quelli ascoltati lo scorso anno. Per questo io ho espresso il desiderio di fare qualcosa assieme, e così è nata questa collaborazione, che spero si ripeta nel futuro…..ogni volta che lo desiderano.

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Giuseppe Cordaro: Il prossimo anno ricorre il 12° anno della 12k, cosa dovremmo aspettarci di speciale?

Taylor Deupree: Si…così come ho fatto qualcosa di speciale per il decimo anniversario, farò qualcosa anche per il dodicesimo, ma c’è ancora tempo per progettarlo. Ancora non ne sono sicuro ma vorrei organizzare qualcosa che riesca ad abbinare musica e visual… una sorta di performace. Ci sarà il decimo anniversario della LINE, mi piacerebbe fare qualcosa che riesca a combinare entrambe le cose….chissà…. 


http://www.12k.com/

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