Un invito all’estasi dell’insurrezione, al desiderio del gioco, al sublime piacere dell’abbandono, perpetrato da bans, djs, filmakers, performers, case editrici, visual artists; ma anche una critica graffiante all’eterocrazia che ingabbia inclinazioni e corpo all’out .. out d’identità vincolanti e prestabilite, alle discriminazione misogene e sessiste che venano di contraddizione pure lo stesso movimeto gay e lesbico.

In una parola Fe/Male, festival dedicato ai nuovi generi, alla femminilità ai femminismi, che ha usato lo ‘slash’ “per unire più che per separare, per contrarre più che per distinguere”, sottolinea Phag Off (www.phagoff.org), l’organizzione che ha curato l’evento in collaborazione con il Traffic, Sick Marylin, Locanda Atlantide e lo storico c.s.o.a Forte Prenestino. Un caleidoscopio di identità, approcci, linguaggi ed esperienze italiane ed internazionali che per 4 giorni, dal 16 al 20 ottobre 2007, ha animato le notti romane con performance, mostre, happening, anteprime, video istallazioni e tanta musica.

La manifestazione ha preso il via martedì 16 ottobre al Traffic Rock Club di via Vacuna, con lo show delle trasformiste Julius Kaiser (www.myspace.com/iulius_) e Ivan Grozni di Butterfly Kings, primo gruppo di drug king italiano, che interpreta personaggi e stereotipi maschili. Con loro la “Porno Santa”, come ama definirsi l’artista digitale Kyrham (www.myspace.com/kyrahm), che ha ricreato suggestive esperienze visionarie. Dall’electro/techno al punk rock, fino all’industrial: il set up del live delle Lesbians on Ecstasy (www.lezziesonx.com) ha abbracciato suoni basati su campioni tipici del dancefloor, proposti con batterie elettroniche e basso dal vivo, sintetizzatori, effetti e pedali. Il gruppo, che il prossimo maggio si esibirà in una rock opera all’International Contemporary Art Biennale a Montreal, ha presentato numerosi pezzi di “We Know You Know”(2007): raccolta di canzoni danzereccie incentrate sull’attivismo che mantengono i beat pesanti dell’esordio, mescolando elementi melodici che ricordano i canti femministi degli anni ‘ 70. Ha chiuso il dj set, durato fino ad alba inoltrata, di WarBear (www.myspace.com/warbear) aka Francesco Macarone Palmieri, Master of Cerimonies di Phag Off, fondatore della rivista “Torazine” ed antropologo che da anni si occupa di sessualità e controculture. Curatore per “Liberazione” del supplemento “Queer” è anche capostipide dell'”Epicentro Ursino Romano”(www.epicentroursino.com), gruppo di orsi (così chiamati perchè omosessuali corpulenti ed irsuti), con il quale co-produce il party Subwoofer.

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L’immaginario visuale del set è stato curato da Nikky, video performer attivissima (circa 600 filmati dei quali 400 disponibili on line), dal 2006 produttrice di porno indipendenti, e Infidel (www.flickr.com/photos/ynfidel), con il suo FLXER-Flash video mixer software. Artista digitale noto prattutto per le grafiche e le illustrazioni di rottura, realizzate per le riviste “Torazine” e “Catastrofe”, ha esposto il giorno seguente elaborazioni deformanti di icone femminili, da Kate Moss a Madonna (“The Male Eye: Rotten Diva“), nella collettiva “Wow!Man Art Exibition” al Linux Club, dove si è svolta la seconda giornata della manifestazione. All’interno interessanti anche le produzioni in digital art di Kyrahm, come l’oscuro “Dominante Apotemnofiliaco Bondage”, che affronta il tema dell’Apotemnofilia: sindrome caratterizzata dal desiderio di mutilare il proprio corpo per ottenere quella “completezza” che il soggetto sente di non avere, che si traduce pure nella stimolazione sessuale attraverso la propria amputazione (i cosidetti “wannabes”).

Sembrava la Gorgone Medusa Miriam Abutori, in arte Mixiu, fondatrice dell’Accademia degli Artefatti (www.artefatti.org). Coperta da un copricapo in vetroresina luminescente, che ha ricordato il gioco dei “mitici” serpenti, ha intepretato “Progetto Antartide“: danza ipnotica minimale, suggerita dalle incursioni elettro ambient di Dj Ras Noiz. Tante le citazioni riecheggianti i topos cinematografici e musicali della Roma sparita: da “Mamma Roma”(1962) con Anna Magnani alla “Dolce Vita”(1960) di F.Fellini fino alle ballate popolari, “per annunciare la fine di un’epoca, il confine musicale tra presente e futuro”, ha raccontato.

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Di grande impatto visivo la performance “Vuoi giocare con me nella mia casa di bambole?” de “La Macchina da Cucire”(www.myspace.com/thesewingmachine), realizzata dall’artista Miss Kiki della compagnia di estreme body art “Freaks Bloody Tricks”. Per “Fe/male”, è stata accompagnata dalla brava violista Her (www.sitodiher.altervista.org), che ha realizzato un’estemporanea colonna sonora con distorsioni elettoniche e modulazioni vocali che, ricordando in modo ossessivo “i limiti del corpo”, ha accompagnato lo spettattore in un viaggio oltre i confini del dolore. Scenari domestici ricreati dalle visual di Kiara Horn (www.hfr-lab.com), dominati dal toy symbol dell’universo muliebre, contrapposti alla freddezza chirurgica delle operazioni di cucitura. Una sarta impassibile, austera, che con aghi da sutura ha applicato su un “prototipo di carne” vestiti, orpelli ed accessori attaccati ai palmi delle mani, intorno la vita, appuntando con una sparachiodi sul petto un cuore di feltro rosso con su ricamato “Abuse”. Infine, le labbra serrate con punti alle estremità. Una metafora della condizione femminile consumata fra le rassicuranti pareti del focolare, violata dal sentire comune che sin dall’infanzia, imponendole un’identità precostituita, le cuce addosso l’immagine di una donna bambola, costretta al silenzio.

Venerdì 19 ottobre l’evento si è spostato nel quartiere di San Lorenzo, alla Locanda Atlantide. Dopo il concerto di Miss Violetta Beauregarde (www.myspace.com/missviolettabeauregarde), reduce del porno cult del regista Matteo Swaitz “Mucchio Selvaggio” (2006) e in libreria con “L’eterna lotta tra il male e il malissimo” (RGB, Uniwire Ed.), Miss Looney aka jordi & Killing Zoe aka vale hanno proposto un dj set che ha spaziato dalla techno, all’electro alla breakbeat. MissAnthroPeak Projectcon è il nome del loro progetto tutto al femminile, che ha curato le scorse edizioni del festival “Electrode” al Forte Prenestino. Il design del locale è stato seguito da Maria Pia 5 (www.mpcinque.com), con un’istallazione dedicata alle tematiche di genere relative alla misoginia/transfobia.

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Causa sfortunata concomitanza con il “compleanno” del centro sociale Strike, l’ultima data, tenutasi al c.s.o.a. Forte Prenestino il 20 ottobre, non ha registrato un’affluenza di massa. E’ stata comunque una giornata nutrita dalle file di un pubblico di nicchia accorso per l’evento e densa di momenti interessanti. Primo fra tutti il “Queer Cycle” (www.bicyclefilmfestival.com), rassegna cinematografica dedicata al rapporto tra donne, ciclismo libertario e cultura queer indipendente, con contributi statunitensi e canadesi, come «BreakDance Hunx (market Value mix)» (2006), videoclips del famoso pezzo del gruppo elettro queer Kids On Tv.

Sound graffiante ed elettrico quello delle SuperSquillo (www.myspace.com/lesupersquillomusic), band pugliese guidata da Zara Veleno, che si è cimentata in un concerto live che ha fuso sonorità electropunk, synth rock e punk’n’roll, con un tocco di noise. Cambio di registro con il duo hip hop elettrosex Scream Club (www.screamclub.com), direttamente dalla storica capitale queer Olympia/Washington negli U.S.A.. Vere e proprie icone nell’ambiente, sono considerate l’avanguardia glam rock del XXI secolo: attraverso le loro liriche taglienti e il groove pop melodico hanno raccontato frustrazioni, politica, amore, alcolismo, gang femminili. Le rapper, che hanno collaborato con Peaches e Chicks On Speed Records, hanno cantato tracce dal loro primo album “Don’t bite Your Sister” (www.tinysensational.com) e da “Life of Hearthbreaker” (www.alphapuprecrds.com). Ha continuato il set la djette Lusky (www.myspace.com/luskydj), presenza di rito nella street parade del Gay Pride. La spagnola vj Mac ha creato contesti erotici astratti tesi all’esaltazione della sessualità femminile.

Un festival, per concludere, che ha il merito di aver assemblato i frammenti di un fenomeno culturale innovativo e ricco di spunti di riflessione, che ha raccontato la cultura “queers”, la sua dirompente carica vitale, tanto rivoluzionaria quanto i modelli di cui si fa portatrice.

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