I Modeselektor sono Sebastian Szary e Gernot Bronsert, si conoscono a Berlino agli inizi di anni 90 nei party illegali delle periferie berlinese. Cinque anni dopo si trovano in studio e capiscono di avere un gusto musicale simile. Iniziano così a produrre musica con il nome di Fundamental Knowledge.

Il progetto Modeselektor nasce nel 1996 e nel 2000 entra a far parte del rooster della B-pitch Control, la nota etichetta Berlinese di Ellen Allien. Il loro live set, richiestissimo dai festival di tutto il mondo e di passaggio al Leoncavallo di Milano il prossimo 15 Settembre, è inconfondibile per la capacità di unire qualità e ricerca sul beat e sul suono con una innata propensione per il dancefloor e le sue mai banali alchimie. Raramente si incontrano live set di musica elettronica con chiara matrice dance in grado di giocare con ironia tra generi e stili musicali diversi: dall’hip hop al dubstep, passando dalla drum’n’bass per finire con la techno. Ancora troppo rari sono i casi di dj/producer in grado di far confluire nelle loro produzioni club, influenze diverse provienienti dal mondo del suono digitale: tecniche di djing a braccetto con suoni provenienti dalla pulsante scena 8bit, beat elettronici tradizionali uniti a suoni di natura analogica pescati dal grande calderone della Rete.

“Nel nostro ultimo lavoro – dicono i Modeselektor – ci sono molte più collaborazioni e più parti vocali rispetto ad “Hello Mum”, e crediam quindi che sia un pò più di un album. Nel nostro percorso l’influenza più grande è stata sicuramente quella dell’hip hop, per noi l’approccio è infatti quello di campionare qualsiasi cosa. Non importa a quale stile appartenga, l’album: come i nostri set spazia dal rap al dubstep fino alla techno. Nel nostro album ci sono molti ospiti come i Puppetmastaz, Paul st. hilaire, Otto Von Schirach, Siriusmo, i TTC. Molte delle collaborazioni sono avvenute tramite la rete – proseguono i due producer – e grazie ad internet riusciamo a incidere anche in mezzo alle tourneè e a lavorare con artisti dislocati in tutto il mondo”.

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Abbiamo incontrato i Modeselektor in occasione della loro data italiana nella prima edizione fiorentina dell’Elettrowave festival e gli abbiamo chiesto di parlarci del loro album e del loro approccio ai live. Il loro secondo album, “Happy Birthday”, è infatti in uscita per questo settembre e vede come ospiti di onore tra gli altri TTC, Thom Yorke, Maximo Park ed Apparat. Happy Birthday è la celebrazione di un anno che ha visto i Modeselektor infuocare le piste dei club di tutto il mondo dall’Islanda a Sydney e che ora li vede fermarsi a Berlino per diventare entrambi padri.

Silvia Bianchi: Come è nata la collaborazione con Apparat per il progetto Moderat

Modeselektor: Abbiamo conosciuto Apparat nel 1999 in un club di Berlino, suonammo insieme ma nessuno di noi sapeva niente di chi aveva accanto fino a quel momento. La cosa divertente è che mentre Apparat suonava la pista si riempì di ragazze e pensammo “hei guarda questo ragazzo”: da lì ci mettemmo a parlare e diventammo presto amici. Da quel momento iniziammo a suonare insieme e non abbiamo mai smesso, quest’anno abbiamo deciso di incidere il frutto della nostra collaborazion. E’ nato così Moderat.

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Silvia Bianchi: Avete pubblicato lo scorso anno il dvd Labland grazie alla collaborazione con il collettivo Pfadfinderei, edito dall’etichetta parigina Dalbin. Come avete lavorato alla realizzazione dell’audio per il dvd Labland?

Modeselektor: L’approccio in un lavoro audio-video è molto diverso di volta in volta. I ragazzi di Pfadfinderei sono sette noi siamo due, puoi immaginare come sia lavorare in nove, molto caotico. Abbiamo cercato di lavorare il più possibile insieme, perchè la questione in questo campo è sempre se arriva prima l’immagine o il beat. Nel nostro lavoro insieme, in certi momenti è l’immagine la cosa veramente importante e allora cerchiamo di creare un beat che renda quell’atmosfera, in altri momenti è il contrario, è il suono che và da sè e allora sono i ragazzi di Pfadfinderei che lavorano sulle immagini che devono essere ricercate per star bene con il beat. Non c’è una regola. A volte ci stupiamo che il tutto funzioni così bene.

Silvia Bianchi: So che Labland è stato presentato anche in una versione live in teatro e cinema. Come è stato per voi lavorare in simili location?

Modeselektor: È interessante suonare in una situazione in cui più della metà dell’attenzione è focalizzata sui video e le persone vengono a vedere i visual e non a sentire la musica, per cui se riesci a catturare la loro attenzione con la musica il tuo lavoro ha un valore aggiunto. Ci sono molte occasioni per il pubblico di ascoltare buona musica ma molte meno di vedere dei bei video.

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Silvia Bianchi: La vostra collaborazione con Pfadfinderei è ormai storica, avete mai collaborato con altri artisti visuali?

Modeselektor: No mai. Per cinque anni dal 1998 abbiamo suonato con Pfadfinderei, in questo club berlinese chiamato Kurvenstar; ogni giovedì a Berlino potevi vedere audio-visual performances In realtà il club era un club hip-hop, ma ai proprietari piacque il nostro lavoro e riservavano il giovedì sera a Lab-style. Lì è cominciata la nostra collaborazione con i ragazzi. Ora abbiamo sede tutti nella stessa palazzina, e lavoriamo insieme costantemente anche nella realizzazione di progetti commerciali per i quali li supportiamo nella parte di sound-design.


www. modeselektor.com

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