L’evento Biorama è stata l’ultima iniziativa del progetto DRU che continua a promuovere un fortunato connubio tra arte, design, tecnologie e scienze della vita. Biorama, svoltosi nell’arco di un’unica giornata, il 13 di Luglio, ha avuto come tema la presentazione del lavoro dell’artista in residenza Andy Garcie, noto per le sue ricerche su i legami interstiziali tra mondo naturale e sistemi artificiali.

I partecipanti all’evento hanno seguito l’artista in una passeggiata nell’area intorno al Marsden Moor, territorio su cui Andy ha condotto ricerche e riflessioni. L’artista ha lavorato sulla convergenza tra percorsi concettuali apparentemente distanti come la topografia delle locali trasmissioni radio, la storia delle comunicazioni interstellari, la tradizione della pittura del paesaggio e la micro-ecologia dei moors. Insomma un patchwork tematico complesso, ma dall’enorme suggestione immaginaria, sia per gli amanti delle arti, che per gli appassionati delle nuove frontiere di una scienza sempre più sensibile.

L’iniziativa è solo una delle tante proposte del progetto DRU, nato con la finalità di supportare e diffondere una pratica interdisciplinare sui territori convergenti del digitale, dell’interattività, del network media. Non a caso, il carattere del progetto si connota dalla volontà di mettere in relazione artisti, ricercatori, accademici, e networks creativi per animare una ricerca a trecentosessanta gradi vicina all’esigenze di chi si fa portavoce della necessità di un’arte scientifica come di una scienza estrosa ed audace congiunta a una nuova prospettiva del progettare e del design in senso stretto.

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Il DRU trova la sua anima nell’ R&D, un gruppo di artisti e designers internazionali, e si supporta e nasce dalla concertazione tra istituzioni ed università, l’Unione Europea, centri di ricerca multimediale e aziende private. Raccoglie un gruppo eclettico e diversificato di partecipanti, supporta sia ricerche collettive che individuali, promuove eventi aperti al pubblico, organizza festivals e workshops. Il progetto vive in un luogo fisico, è stanziato all’interno di una ex fabbrica tessile nella località inglese di Bates Mill nell’ Huddersfield e dispone di ampi spazi ed attrezzature. Insomma è un gran bel posto.

Il DRU ha attivato già numerosi progetti, connotati da un grande potenziale di sviluppo e di innovazione sia sul versante della ricerca creativa concettuale che sulle possibili applicazioni pratiche. Facciamo qualche esempio per farci un’idea più concreta.

Il progetto Emergentobjects, per esempio, propone e auspica un design guidato da un approccio performativo, esplorando la natura emergente dell’interfaccia tra l’umano e l’oggetto tecnologico: design e arti performative dialogano al fine di una produzione di oggetti sempre più vicina alla mobilità dell’esistenza, all’esigenza di una smobilitazione dell’oggetto muto e autoreferenziale.

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Sperimentazione creativa e l’indicazione di nuovi indirizzi tecnologici caratterizzano anche il progetto Landlines: consistente in un tool di disegno multi-user che funziona su cellulari e bluetooth GPS ed è in grado di produrre tracciati disegnati dal movimento della persona in possesso dell’apparecchio mobile.

Simile al progetto Landlines, e altrettanto accattivante, è il progetto Redraw, consistente nell’elaborazione di in sistema di decodifica dei dati GPS convertiti in segnale grafici e testuali. Ma ce ne sono tanti altri di progetti, che vale la pena di approfondire. Vi invitiamo a darci un occhiata sul sito internet del DRU e stare allerta, per non perdere le prossime iniziative. Chissà, porteste decidere di fare un salto nell’Huddersfield.


www.digitalresearchunit.org/

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