Durante l’edizione 2007 del festival Sonar, conclusasi da pochi giorni a Barcellona, è stato presentato un progetto di Jeff Lieberman, dal titolo Light Bulb, all’interno della mostra Sonarmatica che accompagna come di consueto il festival. Sonarmatica quest’anno ha proposto una selezione di opere che mettono in risalto l’aspetto ‘magico’ della tecnologia, mostrando processi che non ci è dato di comprendere in maniera intuitiva, e che destano la nostra stupefatta meraviglia.

Con Light Bulb si presenta ai nostri occhi una visione senza dubbio surreale, che fa pensare a un trucco d’illusionismo, o forse a un quadro magrittiano. Una normale lampadina a incandescenza resta stabilmente sospesa nell’aria, all’interno di una struttura; ed inoltre è accesa, senza che ad essa vi sia collegato alcun filo.

In realtà l’installazione esplora assieme due fenomeni della fisica molto affascinanti: la levitazione elettromagnetica e la trasmissione di corrente senza fili ed è ispirata ad alcune delle più importanti ricerche dello scienziato e inventore croato Nikola Tesla. La prima parte del progetto ha a che vedere con una sfida che ha da sempre stimolato l’uomo: vincere la legge di gravità. Uno dei metodi, conosciuto fin dai primi decenni del secolo scorso, tramite il quale è possibile far levitare un oggetto è la sospensione magnetica. Si può far galleggiare in aria un corpo sostenendolo tramite un campo magnetico, utilizzando le forze magnetiche di attrazione o di repulsione per vincere la forza di gravità. Questa tecnologia è impiegata in Giappone nel settore dei trasporti, esistono infatti treni che viaggiano in sospensione, utilizzando un campo elettromagnetico molto forte.

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Il secondo dei due fenomeni che ha ispirato a Lieberman la progettazione di Light Bulb, fu ampiamente studiato dall’inventore Tesla tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Tesla aveva creato un sistema in grado di trasmettere energia a distanza, senza la necessità di stendere fili per condurla, sfruttando per la trasmissione la capacità di risonanza di grosse bobine di cavi di rame, sollevate il più possibile dal suolo. L’invenzione di Tesla, non venne tuttavia mai ampiamente impiegata.

Lieberman per combinare assieme questi due principi in un unico dispositivo, ha innanzitutto inserito nella parte superiore della struttura che compone l’installazione, un elettromagnete che genera un campo magnetico, grazie allo stimolo di corrente elettrica. Ha quindi messo un secondo magnete, la cui forza va ad interagire con quella del primo, nel bulbo di una lampadina, assieme a vari circuiti e a un sensore ad effetto Hall, che serve per misurare la posizione dell’oggetto che levita magneticamente.

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Per fare poi in modo che il magnete restasse sospeso in maniera stabile in una posizione prefissata, è stato necessario dotare il sistema di un controllo in retroazione, che utilizzasse il feedback dei sensori di Hall nascosti nel bulbo, per regolare gli amplificatori di potenza che alimentano gli elettromagneti di sospensione, stabilizzando così l’assetto.

Per la seconda parte del progetto Lieberman ha invece creato un trasformatore risonante, che funziona come la bobina di Tesla, per trasmettere corrente attraverso l’aria dalla sezione della base all’oggetto levitante.

Il trasformatore genera un segnale molto simile a quello delle onde radio, che rende possibile, sfruttando la capacità parassita fra due spire di fili di rame, che avvenga una trasmissione di corrente alternata. Quando la spira contenuta nella base dell’installazione viene alimentata, anche l’altra spira, che si trova all’interno del bulbo della lampadina, viene fornita di energia. La spira ricevente è inoltre connessa a dei LED, anch’essi posti nella base del bulbo, che recepiscono la corrente alternata e la convertono in luce.

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L’opera esposta a Barcellona è la nuova versione di un prototipo precedente dal medesimo titolo. Ma rispetto al prototipo di un paio di anni fa, l’installazione riesce, nella sua realizzazione più recente, a far brillare più intensamente la lampadina utilizzando meno elettricità. L’autore si ripromette comunque di migliorare ancora il suo dispositivo.

Jeff Lieberman viene dal Massachusetts, e si è laureato nel 2000 in fisica e matematica, con un master in robotica e ingegneria meccanica al MIT. I suoi interessi spaziano in campi molto diversi fra loro. È un’artista eclettico e polimorfo: musicista, fotografo, performer, creatore di installazioni robotiche e sculture cinetiche. Ha partecipato anche al programma della BBC2 e Discovery channels, dal titolo “Battle of the Geeks”, dove una schiera di inventori e scienziati si sfidano nella progettazione di un velivolo.


http://bea.st/ 

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