Approfondendo le dinamiche ed i rapporti tra arte, scienza e tecnologia, è quanto mai stupefacente imbattersi in Res-Qualia.net , il portale ideato nel 2005 dalla ricercatrice spagnola Raquel Paricio, che indaga il mondo infinito che lega l’arte alla scienza e lo fa attraverso un approccio prettamente tipico del mondo digitale. Un prezioso database che racchiude in sé alcune delle più innovative opere e ricerche degli ultimissimi anni in campo artistico legate alla scienza e in modo più sottile all’idea di evoluzione della coscienza.

Raquel Paricio Garcia si è laureata in Fine Arts e attualmente è PhD della Technical University of Catalunya (UPC) di Barcellona con una ricerca nel campo delle Applicazioni Evolutive nelle installazioni artistiche. I suoi interessi includono la coscienza e l’espressione del corpo, gli ambienti multisensoriali e le interfacce, l’appercezione e i nuovi qualia. Attualmente gode del sostegno del Governo della Generalitat della Catalunya per sviluppare i suoi lavori e la sua ricerca.

Res-Qualia fa parte di un progetto globale che agisce non solo con l’intento di creare uno strumento utile e internazionale per tutte le ricerche e le innovazioni che si muovono trasversalmente in questi ambiti, ma anche e soprattutto per diventare un punto di incontro e di riferimento che permetta agli artisti e ai professionisti di incontrarsi e conoscersi: in sostanza di generare networks. Per questa ragione, e non solo, l’affinità con il progetto Digicult è notevole e stimolante e la passione e la determinazione che sostengono l’attività di Raquel Paricio e dei suoi collaboratori emergono dalle sue stesse parole.

.

Silvia Scaravaggi: Mi piacerebbe iniziare parlando del tuo progetto con Res-Qualia, com’è nato e in che modo lo state portando avanti?

Raquel Paricio: Res-Qualia.net è nato dopo otto anni di attività su progetti che unissero arte, scienza e tecnologia. Questi argomenti si sono sommati ai miei precedenti interessi per la coscienza, il corpo, la percezione, gli organismi ecc…Così ho dato vita a questo network di collaborazioni. La maggior parte del lavoro è il risultato della mia ricerca e della collaborazione di altre persone, come Monica Bello. Riceviamo quotidianamente numerosi contributi da chi si occupa di progetti, testi, ricerche. Abbiamo deciso di raccogliere tutto il materiale in modo informale, presentando i progetti in un esteso database che è stato riconosciuto da numerose personalità attive in questo ambito. Fatto in questo modo, con la forma di magazine, risulta essere utilissimo ai ricercatori, ai curatori e a chi è del settore. Recentemente alcune mostre importanti hanno invitato artisti a partecipare, proprio scoprendo il loro lavoro attraverso Res-Qualia. Per questo ti dico che contribuire alla ricerca e alla sua diffusione è il principale obiettivo di Res-Qualia.

Silvia Scaravaggi: Lavorare in questo modo permette di costruire delle reti importanti ed internazionali, e contribuisce al confronto ed all’evoluzione di nuovi progetti e nuove teorie. Cosa pensi dei networks che siete già riusciti a creare?

Raquel Paricio: Queste reti difficilmente crescono se lasciate a se stesse. Per questo cerchiamo sempre di essere costanti nella raccolta dei contenuti e nella diffusione del progetto. In ogni caso, più le persone conoscono e realizzano i benefici che derivano dall’essere presenti su un portale così ampiamente e diversamente frequentato, più partecipano. Al momento Res-Qualia, in meno di due anni di vita, è stato visitato dalla maggior parte di coloro che operano in questi settori in tutto il mondo, ed abbiamo ricevuto complimenti da artisti, teorici, curatori, critici, insegnanti, scienziati….

.

Per compiere una panoramica della vasta area in cui lavorano artisti e ricercatori contemporanei in collegamento con il progetto Res-Qualia è interessante scorrere il lunghissimo elenco di temi rintracciati, che, nonostante coprano solo parzialmente le possibilità e gli ambiti di ricerca, rispecchiano però le caratteristiche che identificano le nuove zone creative tra arte, scienza e tecnologia. Il termine qualia , che caratterizza fin dal nome il progetto, nel suo significato di “unità minime della coscienza”, lascia emergere immediatamente il legame tra la ricerca artistica e scientifica in rapporto con la filosofia, le teorie della percezione e dell’evoluzione e la realtà cognitiva. È proprio nella filosofia della mente che questa terminologia è stata ampiamente utilizzata come ambito di discussione e riflessione, gli stessi qualia sono stati vicendevolmente rintracciati e negati nella loro stessa esistenza.

In Res-Qualia le unità minime sono decisamente intrinseche all’arte. Osservando da questa prospettiva il progetto, ed i temi ad esso collegati, ne è chiara la direzione: il lavoro artistico e il rapporto con la scienza e la tecnologia trovano una propria posizione nella risposta all’evoluzione umana. Lo scambio tra queste discipline, e sperimentazioni, non si situa al livello del mero utilizzo, bensì compie passi importanti nell’offerta di punti di vista nuovi, paralleli e insoliti, riuscendo talvolta a porre l’arte in una posizione favorevole allo sviluppo della scienza stessa.

.

Silvia Scaravaggi: Raquel, riflettendo su queste ragioni e propositi, avete selezionato un numero notevole di topics, alcuni dei quali sono molto complessi e talvolta in contrapposizione. Penso a parole come: consapevolezza, percezione, sinestesia, sistemi evolutivi, sistemi adattativi, intelligenza artificiale, fenomeni naturali, genetica, robotica, realtà virtuale, realtà aumentata… Perché questi temi ed in che modo riflettono le realtà con cui state lavorando?

Raquel Paricio: Ebbene questi topics erano, in effetti, solo un punto di partenza. Ne avevamo definiti circa una cinquantina, ma erano così tanti che abbiamo deciso di limitarli. Comunque siamo consapevoli che essi non definiscano tutti i tipi di progetti, nè tantomeno il tema da trattare. Sono un’approssimazione del contenuto, per dare una definizione che, comunque, è in continua espansione ed evoluzione.

Silvia Scaravaggi: Perché una ricerca orientata al campo del mondo cognitivo, della percezione e dell’evoluzione della coscienza?

Raquel Paricio: come ho scritto in un articolo per il magazine amìnima (www.res-qualia.net/aminima/index.php, l’ evoluzione della coscienza è l’unica possibilità che l’essere umano ha per sopravvivere. Centinaia di progetti degli ultimi decenni hanno lavorato proprio sul tema delle “percezioni estese”. Lavorare sulla percezione implica che si assuma una nuova visione delle cose, una nuova consapevolezza, ed in questo senso la possibilità di avviare un cambiamento sociale.

.

Silvia Scaravaggi: In questa direzione, quali sono a tuo parere i networks più interessanti che si occupano di arte, scienza ed evoluzione della coscienza?

Raquel Paricio: In campo artistico, nonostante numerosissimi progetti si siano confrontati con argomenti quali percezione e percezioni estese, pochi hanno portato a un vero cambiamento sui sensi e sulla coscienza. La maggior parte sono stati intesi più come gadgets o semplici esperimenti con la tecnologia. Il Planetary Collegium (promotore di conferenze, workshops, pubblicazioni, www.planetary-collegium.net ) è oggi la massima istituzione ad occuparsi delle tematiche legate all’arte e alla coscienza in una prospettiva contemporanea.

Questi argomenti, le ricerche, le proposte di Res-Qualia, si trovano anche attraverso evolvable.net, il sito personale di Raquel Paricio, in cui sono presentati tutti i suoi principali progetti personali.

Silvia Scaravaggi: vorrei parlare dei tuoi lavori personali, POEtic-Cubes e Columna Ingravida , in che modo hai ideato e sviluppato questi progetti?

Raquel Paricio: POEtic-Cubes ( Raquel Paricio & J.Manuel Moreno), sarà una installazione fisica, in forma di scultura, capace di auto-organizzarsi e di adattare la propria forma a seconda degli stimoli provenienti dall’ambiente con cui è direttamente in contatto. L’istallazione lavora sui principali concetti di ogni creatura vivente, sviluppando le nozioni di Filogenesi , Ontogenesi , Epigenesi ed Emergenza. Il principale obiettivo dell’opera è l’auto-consapevolezza, ricordando che il proprio ambiente reagisce e si adatta ai movimenti di ognuno. Finora questa caratteristica è stata applicata all’arte nelle applicazioni software, ma in questo caso abbiamo lavorato con gli oggetti, sull’hardware.

.

POEtic-Cubes è composta da 9 robots autonomi, costruiti con la forma di cubi, con displays in cinque dei sei lati. I cubi sono in una stanza; quando la stanza è vuota stanno raggruppati in file di 3×3, componendo una cellula. Quando una persona o un gruppo entrano nello spazio, i cubi iniziano a muoversi e a posizionarsi attorno alle persone (tenendo la stessa distanza tra loro). La cella dunque si divide e si differenzia per creare un organismo. Se i presenti si muovono nella stanza, oppure anche solo una persona muove un braccio, i cubi si muovono e i colori dei displays cambiano.

In questa installazione il pubblico può osservare il modo in cui il movimento determina l’aspetto fisico dell’organismo, il fenotipo. Questa diventa una chiara dimostrazione della mappatura del processo che va dal genotipo al fenotipo. Comprendendo i meccanismi (l’epigenetica), si può dimostrare che la reazione dei cubi, ad esempio il loro movimento, può essere modulata a seconda delle azioni compiute dal pubblico. I cubi, inoltre, determinano autonomamente lo stato della batteria, posizionandosi in un luogo specifico per la carica, qualora rivelino un basso livello energetico.

Io e Manuel Moreno abbiamo iniziato a lavorare sugli aspetti teorici di questo progetto nel 2004, e sull’implementazione dell’installazione nel 2005. Attualmente POEtic-Cubes si trova nella fase finale di sviluppo e attorno al giugno 2007 dovrebbe essere completa, almeno nella sua prima versione. Lavorare a lungo su un’opera non è qualcosa di comune oggi nell’arte, ma creare nuovi progetti che implicano uno sviluppo ingegneristico, come in questo caso, richiede sempre maggior tempo.

Il cuore dell’installazione, i dispositivi elettronici POEtic, sono utilizzati proprio perché hanno straordinarie capacità di adattamento agli ambienti, essendo composti da tessuti elettronici multicellulari con abilità autonome di evoluzione, auto-riparazione, auto-replicazione ed apprendimento. Queste caratteristiche permettono di produrre una risposta ottimale in ambienti dinamici o nel caso sia necessario adattare la risposta alle richieste degli utenti. Questi dispositivi sono il risultato di una ricerca di tre anni portata avanti da cinque università europee (Universitat Politècnica de Catalunya, École Polytechnique Fédérale de Lausanne, Université de Lausanne, University of Glasgow, University of York).

.

L’ingegnere Juan Manuel Moreno Aróstegui è stato il coordinatore ed il co-autore dell’installazione, così come di Columna Ingravida , un progetto parallelo avviato pochi mesi fa (una delle proposte premiate dal Vida 9.0, concorso internazionale sull’arte e la vita artificiale).

Columna ingravida consiste in due colonne spinali formate da due comunità indipendenti di robots in grado di auto-organizzarsi, adattarsi e imparare da ciò che li circonda. Queste colonne di ossa si allineeranno ed avanzeranno nello spazio guidate dalla presenza e dal movimento dell’utente.

Silvia Scaravaggi: come state sviluppando questa nuova idea, e quali sono le differenze con il lavoro fatto con POEtic-Cubes?

Raquel Paricio: gli obiettivi di questo progetto sono sempre collegati alla capacità di produrre consapevolezza, ma in questo caso mi sono concentrata sull’idea e la percezione del “dietro” e su una possibile condizione di assenza di gravità, se cerchiamo di sconfiggerne il peso. Se provi a immaginare la tua schiena in questo momento, sono certa che tenderai ad aggiustarne la postura, a stirarti. Se focalizzerai la tua attenzione su questo per un lungo periodo di tempo, sicuramente otterrai altre percezioni e modificherai la tua postura. Stiamo cerando di ottenere queste sensazioni l’installazione composta dalle due colonne che si muovono sul pavimento seguendo l’utente alle spalle. La tecnologia che usiamo è sempre quella dei dispositivi elettronici POEtic.


www.res-qualia.net

www.evolvable.net

www.POEtic-tissue.org

www.telefonica.es/vida

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn