Dal 24 al 28 maggio Berlino è stato il punto di ritrovo per quel curioso e ingovernabile network di attivisti, artisti e hacker che da tempo intersecano in maniera più o meno continua le loro esperienze e progettualità a livello globale. L’obiettivo questa volta era sviluppare un discorso sulle politiche della formazione, condividere quindi esperienze ed idee sulle questioni sempre più centrali della circolazione dei saperi e dell’accesso alle risorse immateriali.

Fra i vari progetti presentati al summit uno che ci sentiamo di segnalare in questo primo articolo sul p2p, e’ quello sviluppato dal bootlab, storico hacklab berlinese attivo da tempo su diversi progetti che articolano in maniera complessa lo sviluppo di nuove tecnologie libere e accessibili, assieme alla sperimentazione di nuove forme di soggettività sociale.

La questione dell’accesso alle risorse immateriali e della capitalizzazione di queste stesse risorse ad opera di pochi colossi è sempre più evidente: il web 2.0 in questo processo è stato uno degli strumenti che hanno permesso di sfruttare a livello globale le capacità di archiviazione e organizzazione dei dati di tutti gli utenti del web. Basti pensare alle affermazioni del signor Mark Getty, ideatore e magnate di gettyimages, il quale sostiene che la proprietà intellettuale è e sarà il petrolio del ventunesimo secolo. In questa retorica chiaramente si esplicita la vera e propria guerra in atto sulla questione dei saperi, la metafora sembra quasi giustificare tutto il dispiego di tecnologie di difesa e di attacco degli ultimi tempi: dal digital right management, alle recenti approvazione sul piano legislativo della direttiva europea che criminalizza l’accesso libero alle risorse , l‘IPRED2, o ancora l’Intellectual Property Protocol Act di recente proposto negli Stati Uniti e che addirittura penalizza anche il solo “tentativo” di infrangere la proprietà intellettuale.

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A partire da questo scenario il progetto Oil21 articola la sua riflessione, dandosi come obiettivo quello di aprire un dibattito e delle sessioni di studio per fare luce sul mondo spesso idealizzato della pirateria e su tutti i risvolti legati alla questione della proprietà intellettuale, nonché di sviluppare un supporto tecnologico che faciliti e renda fruibile la mole di dati che circola nelle reti p2p.

Ad oggi è disponibile su piratecinema.org un archivio di più di 600 titoli presenti sulle reti p2p: è possibile fare una ricerca per titolo, genere, autore ed interprete, nonché per un numero limitato di parole chiave. La proposta che il progetto Oil21 intende fare e’ quella di ampliare l’archivio indicizzando, grande novità per un database multimediale, anche tutti i sottotitoli prodotti dalle comunità fansub, mettendo quindi a valore una risorsa enorme generata liberamente dagli stessi utenti.

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In questa prima fase il bootlab sta costruendo il server e sviluppando l’interfaccia in pyton, presto accessibile dal sito del progetto, i quali, oltre ad estendere notevolmente la possibilità di interrogare il database, permetteranno di visualizzare il film come sequenza di scene o come timeline. Altro elemento non secondario e’ quello per cui Oil21, sebbene sia finanziato dal fondo culturale del governo federale tedesco, mantiene una chiara impronta autonoma, per cui i dati e tutte le informazioni che potranno essere raccolte nel database non saranno capitalizzate ma rimesse in circolo per alimentare e incentivare l’uso libero, innovativo della rete su scala globale.

Oil 21 è il sale della condivisione, nonché il carburante perfetto per attraversare la terra desolata del copyright. Ma il viaggio è solo all’inizio, venite pure a bordo.


http://oil21.org/

www.bootlab.org

http://summit.kein.org/

www.piratecinema.org

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1931323

http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1990157

http://it.wikipedia.org/wiki/Fansub

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