Lunga vita ai vostri giocattoli elettronici! E’ questa la filosofia del circuit bending, ovvero l’arte di modificare gadget elettronici di ogni tipo assemblando circuiti per ottenere suoni, generare nuove interazioni, creare installazioni di ogni tipo.

Una pratica “sotteranea” che spesso nasce da sperimentazioni randomiche e cognizioni tecniche basilari, è diffusa soprattutto negli Stati Uniti, in Giappone e in alcuni paesi europei. Presi un qualsiasi giocattolo od oggetto elettronico e alcuni strumenti di base, come pinzette, cacciaviti e un piccolo saldatore, non ci sono virtualmente limiti a questa esperienza “dadaista” che genera interessanti prodotti artistici e musicali (questi ultimi spesso associati al genere noise).

Ogni anno The Tank, collettivo newyorkese attivo nella promozione di arti alternative, organizza il Bent Festival, workshop e vetrina dove artisti e pubblico hanno la possibilità di esplorare le ultime produzioni del circuit bending. Il Festival si è allargato in questa quarta edizione, aggiungendo per la prima volta due tappe, a Los Angeles e a Minneapolis, oltre a quella d’origine, New York. Qui, in particolare, The Tank ha potuto contare sulla sinergia con Eyebeam, uno spazio-laboratorio particolarmente attivo nella ricerca e promozione delle arti elettroniche.

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Installazioni, laboratori e performance hanno dato una prospettiva del variegato universo del circuit bending, con un occhio di riguardo, quest’anno, anche a chi crea circuiti ex-novo, aggiungendo un ulteriore “sottocategoria” alle infinite variazioni sul tema.

E così, oltre ai workshop per grandi e bambini, dove ognuno ha potuto manomettere vecchi giocattoli, lettori CD portatili, piccoli sintetizzatori e qualsiasi altro oggetto dotato di circuiti, il festival ha dato spazio soprattutto a coloro che fanno della libera modificazione elettronica un’arte dalle mille sfaccettature, impossibile da fissare con un’unica definizione.

Dal duo viennese Die FuchteIn, che mescola le sonorità del theremin (uno dei primi strumenti musicali elettronici, produce suoni senza essere toccato direttamente) a quelle di circuiti custom-made, ai Loud Objects, che assemblano live tutti i circuiti, creando letteralmente da zero uno spettacolo audio-video sempre diverso, minimale e raffinato. Da Andreas Stoiber, la cui installazione ha fatto da “terreno di prova” per uno dei workshop aperti al pubblico, per poi diventare lo stage di una performance dell’artista stesso, allo scenografico Dr. Rek (al secolo Derek Sajbel ), con il suo “circuit bent acid set”.

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In un momento in cui una tecnologia sempre più complessa invade ogni campo della nostra vita, pratiche come il circuit bending ci riportano con i piedi per terra nei “territori” del lo-fi e di una controcultura leggera, che ci ricorda che la creatività può ripartire da un semplice circuito.


www.bentfestival.org

www.thetanknyc.org

www.eyebeam.org

www.stategrezzi.com/stategrezzi_2.0/video/bent_2007_podcast.m4v

www.stategrezzi.com/stategrezzi_2.0/video/loud_objects_podcast.m4v 

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