Il 2007 è stato l’undicesimo anno del Futuresonic, un festival che é iniziato come festival di sound art / musica e che si é trasformato in un evento focalizzato sulle tematiche di media art/ comunicazione mobile con concerti, esibizioni, conferenze e proiezioni organizzate in tutta la città di Manchester dal 10 al 12 Maggio.

Quest’anno il festival si é focalizzato su argomenti che partivano dal “Free Media” all”Urban Playground” fino alle “Network Infrastructures”, mostrando un ampio gruppo di oratori, artisti, musicisti e teorici provenienti da tutto il pianeta e confluiti in questo particolare paesaggio urbano.

Quest’anno Futuresonic ha messo in evidenza una nuova aggiunta alle loro presentazioni consuete, chiamata “Art For Shopping Centres”, che include tre nuovi art pieces commissionati all’interno dell”Arndale Shopping Centre” un ampio viale indoor nel centro del Manchester bustling inner city. Il lavoro dell’Inglese Graham Harwood “NetMonster” è un’applicazione net-scraper che cerca e compila dati su internet circa le informazioni storiche relative all’attentato dell’IRA del 1996 che devastò il centro della città nei pressi dell’Arndale, ferendo più di 200 persone. Nel frattempo, Dave Valentine di MediaShed (nel quale è coinvolto anche Harwood) ha creato “Methods of Movement: The Duellist”, una videografia di due “le parkour acrobats” che corrono attraverso l’Arndale vuoto durante la notte, in un continuo “duel” filmato interamente attraverso il sistema di sorveglianza CCTV della shopping arena. Questo progetto ha segnato il primo uso di Mediashed’s “GERBOX Free-Media Toolkit”, un software applicativo open souce sviluppato in cooperazione con il laboratorio di Produzione di Eyebeam, che consente di lavorare con il video editing su piattoforme free.

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L’opera dell’artista newyorchese Katherine Moriwaki “Everything Really is Connected After All” consiste in un gran numero di strumenti mobile che, quando vengono portati all’interno dei campi radio di ciascuno, producono inaspettati audio narrativi sullo shopping e in generale sull’area centrale della città. Lo scopo dell’opera è quello di focalizzarsi sul concetto dello shopping come un “non-place” o location che è unico ma ancora identico a qualsiasi luogo del mondo.

Nelle discussioni del panel, nelle relazioni degli artisti e nei dibattiti animati, è emerso lo stato della mobilità negli spazi pubblici e come si possono presentare nuove forme di dialogo attraverso le interazioni tecnologiche negli spazi stessi. La conferenza è stata organizzata da Drew Hemmen un antropologo di Ottawa e dall’accanita blogger Anne Golloway, insieme a relatori che quest’anno spaziavano da sociologi a ingegneri, scienziati sociali e ricercatori corporativi , per esaminare lo spazio urbano con un punto di vista critico su diversi argomenti dal wireless networks al gaming urbano al mobile system che si diffondono attraverso limiti economici e sociali. La stessa conferenza ha esaminato come l’uso della tecnologia sia diventato ormai un “social practise”, dall’apertura di piattaforme hardware e software ad applicazioni collaborative che permettono di impiegare immediatamente usi molteplici nel processo creativo.

Questa “Socialization” della tecnologia è stata evidente tra i vari oratori che hanno fatto interventi su come i sistemi distributivi possano permettere nuove forme di interventi urbani e interventi collaborativi negli spazi cittadini, come una creatura organica.

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Nel festival di quest’anno si è anche tenuto il primo evento Dorkbot di Manchester. L’artista locale Steve Symons ha parlato della sua interfaccia MUIO (http://www.muio.org): si tratta di una multi piattaforma in tempo reale e di un sistema hardware open source (simile al famoso Arduino ma senza il bisogno di programmazione) che permette di sensorializzare il mondo esterno e immettere dati in applicazioni come PureData, Max/MSP, SuperCollider, e Processing attraverso un’interfaccia USB standard.

Sebbene il FutureSonic sia al suo 11° anno, il festival combatte per distinguersi tra i gli svariati eventi focalizzati su come le “media arts” incontrano le tecnologie e le piattaforme mobile. La line up di quest’anno, costituita da imponenti oratori e commissioni, ha aggiunto molte discussioni interessanti. Nei prossimi anni, sarà interessante vedere come il festival crescerà e come si adatterà ai cambiamenti futuri nella media arts e come manterranno con successo la sua focalizzazione sulle tecnologie mobile, al fine di rimanere quanto più lontano possibile dagli eventi sempre più numerosi che includono ogni forma e categoria di media art practice.


www.futuresonic.com

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