Amore e morte, luce e buio, il circolo della vita, il tragitto di ciascun essere umano. Bill Viola continua ad esplorare i grandi temi dell’esistenza con il suo stile misurato, non-narrativo e fortemente simbolico.

In attesa di presentare alla Biennale di Venezia il progetto Ocean Without a Shore , il suo ultimo lavoro ancora una volta incentrato sulla stretta relazione tra concetti considerati antitetici, l’artista ha esibito alla Galleria James Cohan di New York tre video legati a The Tristan Project , un lavoro destinato ad accompagnare la produzione dell’opera di Wagner Tristan Und Isolde diretta da Esa-Pekka Salonen, presentata a maggio al Lincoln Center, dopo aver debuttato a Los Angeles e a Parigi negli anni scorsi.

Un progetto ambizioso, che racchiude alcune delle tematiche care all’artista, e di cui la mostra ha offerto una piccola selezione, come ci ha spiegato lo stesso BIll Viola all’inaugurazione: ” Per il progetto di Tristan Und Isolde ho prodotto 4 ore e mezzo di video da proiettare durante l’opera di Wagner. Ho preso alcune di queste immagini e altre che avevo girato ma che non erano state comprese nel progetto e le ho trasposte in opere a se stanti, prive di musica. Qui presentiamo tre di queste .”

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I video in questione, The Fall Into Paradise , Isolde’s Ascension (the Shape of Light after Death) e Passage Into Night , riflettono stilemi tipici della produzione dell’artista, da sempre affascinato dalle grandi tradizioni mistico-filosofiche, come lo zen e il sufismo, e dall’iconografia europea medievale e rinascimentale, trasposta in termini moderni. L’eterno equilibrio tra vita/amore e morte è il fulcro tematico in questi lavori. Mentre nei primi due l’elemento cruciale è l’acqua (simbolo di morte, ma anche purificazione e rinascita), denotata dalla semioscurità, nel terzo una figura si muove nella luce piena del deserto, avvolta da una vampata di calore, quasi a compire una traversata iniziatica e purificatrice, ancora una volta ambivalente nella sua destinazione finale.

Accusato talvolta di superficialità e scontatezza, Bill Viola ha costruito con costanza un universo figurativo in cui si amalgamano occidente e oriente, grandi correnti di pensiero e l’immaginario di passato e presente. L’ampio svolgimento delle immagini invita lo spettatore a concentrarsi non solo sul punto d’arrivo, ma anche e soprattutto sull’azione stessa, sul percorso che porta alla rivelazione finale.

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L’inizio e la fine in ogni cosa sono inscindibili, ogni estremo implica l’altro, nelle opere come nella vita, come ci ha detto l’artista: ” Amore e morte sono due aspetti della stessa cosa. Quando mio figlio e’ nato, e’ uscito dal grembo di mia moglie, e l’ho tenuto i braccio, ho realizzato che stavo tenendo in braccio morte e amore nello stesso momento. Osservavo questo piccolo torace pulsare – gli esseri umani appena nati hanno 160 battiti al minuto, più o meno come quello di un colibrì-, ho visto la sua bocca cercare aria, e ho realizzato che poteva smettere di respirare in ogni momento… lì ho capito che vita e morte sono assolutamente legati…”.


www.jamescohan.com

www.billviola.com

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