Nell’immenso universo della programmazione di softwares sempre più potenti e performanti, all’interno di una faida mai risolta tra strumenti sviluppati per Mac e per Pc, nell’ambito di una predisposizione soggettiva più o meno marcata verso l’open source, è ormai assordante il rumor che si sente attorno al software vvvv.

Ultimo arrivato nella ormai popolosa famiglia dei software per la generazione e l’integrazione audiovisiva, vvvv è nato in realtà già quasi 5 anni or sono, all’interno della fertilissima media house tedesca Meso, centro nevralgico indipendente e non riccamente finanziato di molta attività laboratoriale attorno a software e strumenti per la produzione mediale interattiva a livello artistico e professionale. Che se proprio non ripeterà le esperienze di vent’anno or sono dell’Irkam di Parigi, per lo meno è una delle poche realtà europee che sta dando una mano notevole alla ricerca in questi ambiti, pur non godendo di finanziamenti analoghi.

E pur non avendo le potenzialità di Max e della sua libreria Msp, nonché della sua integrazione per immagini meglio conosciuta come Jitter, né tanto meno della loro versione open source meglio nota come Pure Data, vvvv assolve egregiamente due compiti sostanziali, elementi che ne hanno decretato il successo a livello internazionale. Innanzitutto vvvv è stato sviluppato per piattaforma Windows (e non veniteci a dire che questo non è una tema “caldissimo” di discussione) eliminando quindi il giogo di Max/Msp/Jitter che “gira bene solo su Mac” e via discorrendo, in secondo luogo pare (ma qui sono facilmente smentibile non utilizzando direttamente questi strumenti) che vvvv sia molto più user-friendly e di immediato utilizzo di suoi fratelli maggiori, e infine vvvv è la prima interfaccia grafica modulare che estende al concetto di real-time le potenzialità generative audio-video offerte da uno dei software più rivoluzionari degli ultimi dieci anni, Processing.

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Cosa si intende per utilizzo real-time? Beh, la possibilità di programmare (in modo modulare of corse, niente stringhe di codice e istruzioni, non stiamo parlando di C-Sound e affini) in tempo reale le patch grafiche che reagiscano in modo generativo, secondo parametri e istruzioni random, al segnale e all’input audio. Quale territorio di espressione artistica ha adottato immediatamente questo strumento? Beh, il vjing è chiaro, quello che tra tutti è il campo che ha maggiore esigenza di generare immagini a ritmo di musica, possibilmente in modo mai uguale a se stesso, per un lungo periodo di tempo e che culturalmente unisce attitudine grafica, design e sinestesia audiovisiva. Ed è altrettanto chiaro che anche il campo del live media, delle installazioni audiovisive, dei progetti Web, ha iniziato a guardare con interesse verso il software di casa Meso intuendone immediatamente le potenzialità.

Ho avuto modo nel corso dell’ultimo anno di confrontarmi sul tema con alcuni artisti che utilizzano abitualmente vvvv o che stanno incominciando a rivolgere il loro sguardo in questa direzione, dal vj croato Onoxo agli italiani Todo, da Marius Watz ai fratelli Debackere, ma ancora non avevo avuto modo di incrociare la penna con gli artefici diretti di vvvv, i programmatori che quotidianamente ci lavorano e lo sviluppano: Joreg, Max Wolf, Sebastian Gregor, Sebastian Oschatz.

I quattro programmatori lavorano ormai al di fuori di Meso e il loro sito-community è un punto di riferimento per tutti coloro che desiderano iniziare a lavorare con vvvv: anche la loro disponiblità ad aiutare i membri della community e i nuovi adepti è totale. Un solo piccolo neo: vvvv non è open source, richiede una licenza per il suo utilizzo commerciale. Anche su questo tema fiumi di inchiostro digitale si potrebbero spendere, sulle potenzialità che si potrebbero avere lasciando il codice aperto allo sviluppo indipendente dei programmatori di tutto il mondo, al dualismo etica/commercio con il quale si confronta quotidianamente la nostra generazione di professionisti e artisti del digitale. Ma questo è un altro capitolo e lo lasciamo per una futura trattazione: per ora limitiamoci a sapere qualcosa di più di vvvv.

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Vorrei conoscere qualche dettaglio in più sul software da voi sviluppato e sulla bocca di tutti ormai da più di un anno, vvvv. Quando nello specifico è nata la prima idea e il primo nucleo di concepì?

Beh, vvvv è iniziato come toolkit all’interno di Meso intorno al 1998, seguendo le più frequenti domande e richieste all’interno della produzione mediale interattiva, sia artistica che commerciale. Mentre quindi il primissimo risultato del software era stato reso adatto a un piccolo gruppo di sviluppatori, lo strumento richiedeva ancora dei forti skill di programmazione tradizionale per poter essere usato i modo completo. Allo stesso tempo, noi stessi usavamo programmi come Max/Msp e Pure Data per tutta la produzione audio e ci piaceva quindi l’idea di sviluppare un linguaggio di programmazione grafico immediato per un’interazione “veloce” con l’utente. Siccome però Max/Msp è solo per Mac (mentre noi siamo schiavi di Windows) e PD ha un’interfaccia molto poco amichevole e divertente con tutti quei mouseclicks e shortcuts da tastiera per poter parlare di “rapidità”, non avevamo altra alternativa. Iniziammo quindi a lavorare su vvvv30, che avrebbe aggiunto un’interfaccia di programmazione grafica al già esistente vvvv-core, focalizzato sul concetto di interazione “veloce” con l’utente (anche se non necessariamente facile). Una volta completato questo processo, pensammo che il nostro strumento potesse alleviare le sofferenze di molte persone nel mondo che lavoravano in ampi simili ai nostri e realizzamo quindi la prima versione pubblica nel Dicembre 2002.

Uno degli utilizzi più interessanti di vvvv è nell’ambito dei visual dal vivo. A differenza dei linguaggi di programmazione compilati appunto, i sistemi basati su patch come vvvv operano costantemente per cui è possibile “programmarli dal vivo”. Nell’ambito delle performance sono quindi strumenti che consentono l’improvvisazione dal vivo, tema tanto caro all’elettronica live, legando le immagini al suono in modo semplice. Per quale motivo quindi vi siete focalizzati, anche in fase di sviluppo, su questi concetti.

Sì, l’interazione tra suono e immagini è una delle fascinazioni principali che abbiamo condiviso sin dall’inizio. Da quel momento i nostri interessi si sono allargati e ci hanno consentito di aggiungere molte funzionalità a vvvv. Così, mentre vvvv può essere effettivamente usato per fare vjing e live visual in tempo reale, non vorremmo commercializzarlo solo con questo scopo. Vvvv è come un coltellino svizzero multi-uso che può aiutare in molte situazione differenti. Se però bisogno di una soluzione ottimizzata per uno scopo preciso, forse ti conviene chiedere per un budget più alto a disposizione e pagare quindi un programmatore dedicato allo scopo.

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Vvvv lavora in tempo reale. In altre parole, mentre altri linguaggi hanno molti modi distinti per costruire e lanciare i programmi, vvvvha un solo modo: il run-time. Perché, secondo la vostra opinione, è così importante lavorare sul concetto di real-time?

Beh, principalmente per convenienza. Quando lavori con Max/Msp per esempio e PD, perdi un casino di tempo solo a premere ctrl-e per switchare tra la modalità di lavoro e quella operativa. Noi volevamo principalmente incominciare a risparmiare tempo e volevamo trovare un nostro modo di lavoro, utilizzando per esempio entrambi i bottoni del mouse, l’edit-mode sulla sinistra e il run-mode sulla destra. Voilà

Come è cresciuta la community internazionale di vvvv negli ultimi due anni? E che opinione avete di altre community analoghe come quella di PD, di Max o di Processing? E infine, come mai non aprite vvvv open source, come del resto fa Processing?

La community di vvvv è cresciuta lentamente ma costantemente. Il download conte per l’ultima versione (la beta12 rilaciata il 20.12.06) è a quota 91840 nel momento in cui ti scrivo. Chiaramente qualcuno magari vuole solo testare la velocità del nostro server. Ma noi amiamo veramente i nostri utenti, sono la nostra benzina quotidiana: noi chiamiamo le pagine web della nostra community come “Fan Club” perché le community di software come PD, Processing, vvvv, sembrano quasi dei fanbase per musicisti. Fare quindi di vvvv un software opensource è sicuramente una tematica interessante, ne abbiamo discusso molto sin dai primi giorni. Anche se siamo di base tutti in favore di questa idea, siamo ancora più in favore di altre idee che vogliamo prima realizzare. Quindi nessuna promessa, ma ci stiamo lavorando.

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Pensate infine che l’interface design, lo screen design e la programmazione possano veramente cambiare non solo la nostra vita di tutti i giorni con i computer, ma proprio le nostre esperienze con le tecnologie e la via digitalizzata nel prossimo futuro? Pensate in altre parole che i programmatori che sviluppano software e hardware che lavorano per esempio con i sensori e l’interazione (come Arduino per esempio), possano essere considerati alla stregua di scienziati delle future esperienze tra corpo e artificiale? O è questo un ruolo che i programmatori terranno debitamente separato da quello degli scienziati?

Di base, ciò che software e hardware come vvvv e Arduino fanno è di rendere le tecnologie disponibili a un livello più alto per un numero più ampio di persone, rispetto a quando per decenni erano state disponibili solo per pochi specialisti. Allo stesso tempo, questi software impediscono agli specialisti di dover re-inventare tutto per ogni applicazione e li liberano per concentrarsi sulle cose veramente nuove e innovative. Quindi, noi che lavoriamo con sensori semplificati e tecnologie di programmazione, siamo probabilmente al secondo se non al terzo posto rispetto a coloro che correntemente lavorano su strumenti per la manipolazione genetica, che possono essere considerati veramente come i nuovi scienziati nell’ambito delle esperienze del nostro corpo, attuali e future.


http://vvvv.org

http://www.meso.net

http://www.generatorx.no

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