E’ giunto alla sua ottava edizione uno dei primi e più importanti festival al mondo di arte digitale ed espressione audiovisiva, l’Elektra Festival di Montreal. Una delle prime rassegne di livello internazionale a focalizzarsi sulle forme artistiche sperimentali audio-video con un approccio colto e intelligente in grado di analizzare l’evoluzione di questi anni sul confine tra arte, sperimentazione, ricerca tecnologica e comunicazione.

Multimedialità quindi ma non solo, musica elettronica, sound art, graphic design e video, audiovisivi, installazioni e immesersività: tutti temi questi che hanno caratterizzato l’Elektra festival sin dalla sua nascita e che dal 9 al 12 Maggio prossimi si concretizzeranno attraverso un programma come sempre fuori dall’ordinario, coraggioso, che si inserisce in una tradizione culturale e artistica che fa della città canadese un centro nevralgico a livello internazionale per la ricerca sui nuovi media e le forme espressive multimediali audiovisive.

Lontano dall’atmosfera mainstream che accompagna eventi come Sonar o Mutek, lontano al contempo dall’autoreferenzialità di appuntamenti come Ars Electronica e Transmediale, Elektra rimane un piccolo gioiello gestito con intelligenza e competenza da Alain Thibault e dal suo staff, che si colloca nel panorama internazionale come evento tra i più completi e coerenti che personalmente conosca. Vi invito in questo senso a seguire la programmazione degli eventi di questa ottava edizione e di confrontarli al contempo con quelli delle edizioni passate: la sensazione è quella di un continuum esplorativo all’interno di quei progetti che utilizzano il digitale non solo come forma espressiva ma anche come confronto sia con le avanguardie artistiche del secolo scorso che con la società tecnologicizzata nella quale viviamo, le sue evoluzioni e le sue dicotomie.

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Come negli anni passati, è la sezione delle installazioni interattive il centro nevralgico di Elektra: in questo senso sicuramente interessante è il progetto CUBID presentato dal collettivo French Girls, che combina con sapiente maestria arte, design, musica elettronica e video game. Così come altrettanto stimolante è l’installazione Cityspeak che come suggerisce il nome stesso consente al pubblico di creare una serie di graffiti digitali utilizzando strumenti di comunicazione personali come i cellulari. Ma è forse il Kit Mobile-Femme avec bagages magiques il progetto che personalmente incuriosisce di più, per la sua ricerca dell’interazione profonda con il pubblico chiamato in questo caso ad essere parte attiva di una performance attraverso un vero e proprio “performance action lab”. Un livello di interazione, di “cessione” del progetto da parte dell’artista al pubblico, di scarso controllo sulle reazioni delle pubblico stesso che rappresenta a mio avviso uno dei territori più inesplorati (perché scarsamente controllabili ovviamente) della tanto decantata interattività multimediale.

Attorno a questi progetti, una ricca serie di performance audio-video immersive costituisce forse l’elemento di forza dell’Elektra festival: tantissimi i progetti invitati nell’arco di quattro giorni, alcuni molto noti altri delle piacevoli scoperte. Se quindi da un lato si esibiranno i due Granular Synthesys nei loro progetti singoli, Kurt Hentschlager con Feed, progetto sinestetico e immersivo per nervi saldissimi con il suo utilizzo sorprendente di suoni, video, strobo e fumo e Ulf Lagheinrich con Drift (presentato in Italia in una speciale versione per 5 schermi all’interno del festival Mixed Media 2006), performance audio-video di rara astrazione sensoriale, dall’altro grande curiosità suscita il progetto EEE008 [extended] del collettivo parigino RYBN, live audiovisivo giocato sul concetto di rappresentazione/decostruzione di spazi urbani.

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E il dualismo tra tradizione e novità si ripete se si confronta da un lato il più che noto progetto Datamatics di Ryoiji Ikeda nonché il bellissimo progetto Blindscape di Scanner e Tez (aka Maurizio Martinucci, uno dei pochi artisti elettronici italiani ben noti e apprezzati a livello internazionale) presentato in Italia sempre all’interno del festival Mixed Media 2006, e dall’altro i progetti sex/pornography oriented dei parigini Loius Dufort (con FLESH) e Joachim Montessuis (EROS:AGAPE)

Nuovi territori saranno poi esplorati In Human Format, performance audiovideo del duo belga Bent Object & Foam ai video. Le molteplici combinazioni tra voce umana, motion capture e le loro drastiche trasformazioni per mezzo delle tecnologie, sono il cuore del progetto. Il duo canadese Alexander Wilson/Seth Poulin presenta Decay Line , un ambiente audio e video molto intenso su tre schermi, dove la sovrastimolazione sensoriale produce forti trasformazioni emotive. Pulse infine è una performance audiovideo su tre schermi del duo Ray_XXXX (di cui promotore è proprio Alain Thibault) , esplora infine la relazione tra luce e pulsazioni sonore.

Ma è nel finale del programma che forse si nascondono i tesori più preziosi di Elektra Festival 2007: innanzitutto Miniatures Express di Montrealer Szkieve, progetto live/installazione che utilizza tre circuiti elettronici di treni e le loro uniche fonti di suono per generare una stupefacente performance musicale basata sulle vibrazioni e le interferenze create dal passaggio delle locomotive . A seguire, grande attesa è rivolta a Schwelle: II, progetto d danza interattiva, suoni, luci e ambienti creato dal ricercatore e artista canadese Chris Salter accompagnato da
Michael Schumacher (ballerino del celebre William Forsythe‘s Frankfurt Ballets) . Infine, Elektra sarà il palco prescelto per l’anteprima della versione remix del tanto apprezzato progetto Silent Room degli Skoltz_Kolgen, che ad Elektra giocano in casa, che verrà presentato anche come art boxed set comprensivo di DVD, due CD audio e un libro all’interno della parte di conferenze e presentazioni del festival.

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E’ proprio la parte professionale del festival infine, la vera novità anche a livello internazionale: una serie di presentazioni e conferenze da parte di professionisti e curatori da tutto il mondo, che si troveranno dal 9 al 12 maggio all’interno del primo International Market of Digital Arts, momento di incontro e scambio estremamente intelligente e necessario allo stato attuale. In questo contesto quindi Gilles Alvarez presenterà Panorama International, programma video del Nemo Festival in Francia, così come il professore Jean Pichet presenterà il progetto OLPC-One Laptop per Child, sviluppato all’interno del MIT Media Lab, che ambisce a distribuire computer portatili ai bambini nel paesi in via di sviluppo.

E tra presentazioni di festival e rassegne a livello internazionale, realtà di vario tipo e media center, professionisti e curatori, uno spazio di rilievo lo avrà anche Digicult, presentando il progetto, la storia, i suoi sviluppi e il network che ne sta alla base, all’interno del contesto professionale e artistico della cultura digitale del nostro paese.

A bientot


www.elektrafestival.ca

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