99rooms è un interessante progetto web-based che integra ambienti reali ed ambienti virtuali, realizzato dipingendo figure inquietanti in una vecchia fabbrica abbandonata e animandole, in seguito, in modo da dare vita ad un percorso fatto di piccole interazioni attraverso 99 stanze.

Il collettivo che ha dato vita a queste piccole schegge oniriche post-industriali si chiama Rostlaub, ed è composto da Kim Köster (The Artist), Richard Schumann (Art Direction), Johannes Bünemann (Sounddesign) e Stephan Schulz (Flash / Programming).

I motivi per i quali ho deciso di incontrare Rostlaub sono molteplici. Innanzitutto, 99rooms mi sembra il primo esempio da un sacco di tempo a questa parte di rielaborazione interessante dell’estetica post-industriale, ormai masticata e digerita dopo più di 15 anni di spazi, metropolitani e non, riadattati in tutte le salse. In secondo luogo, la sinestesia del loro progetto è strutturata e articolata con un’attenzione non comune. Infine, il loro lavoro è proprio divertente. E una volta tanto, ve lo potete vedere tutti da casa. Mi raccomando: al buio, con le cuffie e con il volume bello alto!.

.

Bertram Niessen: Prima di tutto, mi piacerebbe sapere qualcosa di più sul concept di 99Rooms e su come si è sviluppato il progetto.

Johannes Buenemann: io sono arrivato un po’ dopo gli altri nel progetto. Inizialmente ho fatto vedere la location che avevo trovato un giorno in cui stavo filmando a Berlino. Kim ha iniziato subito a dipingere e a fare fotografie. Gli ci è voluto un bel po’ per farne circa un centinaio. Quando Kim e Richard hanno deciso di metterle sul web hanno avuto l’idea di animarle in Flash. Visto che siamo molto amici, era ovvio che la “cosa” necessitasse anche di un suono.

Quindi, dopo che loro avevano lavorato su qualche animazione, sul design, sull’editing delle immagini, etc, io ho iniziato a registrare l’atmosfera del posto dove sono le immagini con il mio mini-disc. Ho anche registrato molti suoni come pietre, metalli, vetro, porte e mi sono ispirato al “mood” del luogo. Con questa ispirazione, e ovviamente anche con l’ispirazione delle immagini di Kim, ho prodotto alcuni sfondi atmosferici densi, nei quali ho utilizzato i sintetizzatori e un sacco di riverberi, in modo da avere un’aura particolare per ogni stanza.

C’è anche un’atmosfera di sfondo di quattro minuti, con un basso profondo e disturbante e suoni che vengono fuori da ogni angolo. Questo sfondo, a volte molto presente e a volte più minimizzato, è per il sentimento del visitatore di essere intrappolato in una vecchia fabbrica. La mia idea per il suono di 99rooms era di avere qualcosa di contemporaneamente molto spaventoso e molto ironico e divertente. A volte c’è solo la prima impressione che ho avuto entrando in una stanza: da lì è arrivato il suono. Quindi, alla fine, è diventato una specie di viaggio attraverso ogni tipo di emozione.

Kim Koester: si, il progetto è cresciuto, un pezzo per volta, non c’era un concept preciso fin dall’inizio.

.

Bertram Niessen: Parliamo un po’ della sinestesia. Solitamente intervisto artisti che hanno a che fare con le performances audiovisive, ma vedendo il vostro lavoro ho deciso che non è affatto lontano dalla ricerca alla quale sono interessato. Come avete sviluppato le relazioni tra il suono e l’immagine?

Kim Koester: come ha già detto Johannes, prima c’erano le immagini e dopo sono arrivate le animazioni, alle quali si è poi aggiunto il suono. Alla fine abbiamo dato un’aggiustata ai rumori, tutti insieme.

Bertram Niessen: quindi un processo molto partecipato… cosa vuol dire per voi lavorare in team?

Richard Schumann: nei casi migliori, vuol dire che ognuno utilizza le sue capacità particolari.

Kim Koester: per me è stata veramente un’esperienza nuova e speciale. Il mio lavoro, le mie immagini, hanno motivato tre amici per lavorare tutti insieme.

.

Bertram Niessen: che tipo di set e setting immaginate per il vostro lavoro? L’avete concepito solo per una fruizione domestica solitaria o anche per musei o altri tipi di spazi?

Kim Koester: E’ fatto per il web. Mi piace l’idea di arte libera ed indipendente. L’ho anche mostrato su uno schermo per un pubblico abbastanza ampio, e le persone erano affascinate, ma credo in un modo abbastanza diverso da una persona che sta seduta di notte, a casa, sola di fronte allo schermo e che si fa il suo viaggio. L’attenzione era più sulle immagini e sul suono. Comunque, preferisco 99rooms su uno schermo di due metri quadrati, in una stanza buia e con le cuffie.

Bertram Niessen: è la stessa cosa che ho pensato la prima volta che ho visto il lavoro. Speriamo di poterlo vedere presto così!.


http://www.99rooms.com

http://www.rostlaub.com

http://www.kimkoester.com

http://www.richardschumann.de/index.php

http://www.dripdrop.de

http://www.mittenimraum.de

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn