Alcune tracce di eventi, collaborazioni, incontri, inaugurazioni che arricchiscono il panorama spagnolo in questa primavera 2007, e che testimoniano il fermento negli ambienti di ricerca e di studio sui temi legati al rapporto tra arte, tecnologia, scienza, ambiente, economia.

Un esempio significativo delle attività che ruotano attorno a questi temi sono gli incontri del NOW – meetings in the present continous, che si sono svolti dal 22 al 24 marzo 2007 al Centre de Cultura Contemporània de Barcelona – CCCB.

Giunti alla terza edizione, i meetings fanno parte della piattaforma NOW che nasce come progetto a medio termine, dal 2006 al 2009: un territorio attivo e fertile di riflessioni sul presente e le sue trasformazioni in campo scientifico, tecnologico, artistico, sociale e spirituale. L’idea alla base del progetto riflette la necessità di un cambio generale di approccio agli studi, alla ricerca, una nuova modalità di apertura alle novità che il mondo dell’arte, dei nuovi media, della tecnologia, della tecno-scienza prospettano agli addetti ai lavori e ai visitatori.

Il cambiamento vorrebbe portare con sé nuove prospettive e soprattutto l’idea che ogni argomento sia da affrontare attraverso il confronto con le altre discipline, ogni punto di vista integrato agli altri. Alcune parole-chiave di queste realtà sono partecipazione, condivisione, multidisciplinarità: il concetto di between è significativo di questo tipo di approccio, che giunge attraverso dialoghi e e confronti al concetto di sintesi.

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Negli intenti di chi organizza incontri come quelli del NOW, si legge la volontà di porsi “fuori da schemi classici e dalle forme usali di incontro e scambio di informazioni, generando un processo di ricerca, creazione e diffusione che porta con sé differenti agenti locali ed internazionali coinvolti nella promozione di un cambio di paradigma nella società dell’informazione e della conoscenza e nelle culture globalizzate”.

Al principio del NOW lo staff di Juan Insua ha coniato la metafora dello Spettro Elettromagnetico, come simbolo del contenuto del progetto: un unico elemento formato da varie frequenze, i temi affrontati durante gli incontri, che rappresentano diverse fasi esplorative di una materia dissimile ed al contempo unica, o per meglio dire, necessariamente composita e interconnessa. All’indirizzo www.cccb.org/now/links/index.html si trovano i 7 argomenti collegati ai links di riferimento:

Open science – condivisione e comunicazione tra arte e scienza

Cybersphere – effetti delle “cyber” tecnologie nella vita quotidiana

Eco Factor – visione sistemica ed organica del pianeta per la sua sopravvivenza

Art Now – linee guida, criteri, pratiche dell’arte del presente

Psi particle – esplorazione delle nuove forme di spiritualità al punto di crisi delle religioni tradizionali

New activism – impegno e militanza, networking, impegno sociale e cittadinanza globale

Emerging culture - analisi critica della cultura indipendente ed alternativa di fronte alle trasformazioni sociali

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Durante gli ultimi incontri, collegati alle 4 prospettive New Activism, Emergent Culture, Open Science e Eco Factor, David Peat (Liverpool, 1938) pioniere delle connessioni tra fisica quantica e psicologia, ha dialogato con Victoria Vesna (Washington D.C., 1959), artista e ricercatrice attenta alle influenze delle innovazioni tecnologiche e scientifiche sulla percezione della realtà. Al termine della conferenza (in)tangibles: nanoperception and quantum world, i relatori si sono detti sorpresi dall’affluenza di pubblico, il più consistente dall’inizio degli incontri, a detta del direttore Insua.

Parlando della nascita di questa conferenza: “Raquel Paricio ha avuto l’idea – ha raccontato la Vesna – di far dialogare un’artista e uno scienziato sul mondo intangibile della nanotecnologia. Così io e David ci siamo scambiati delle emails: io avrei parlato del mio lavoro, di quello che mi ha portata alla nanotecnologia, i sogni e gli incubi che lo contraddistinguono. David Peat avrebbe dialogato con me, e così è stato, con una perfetta sintonia che ha scaldato l’atmosfera e che anche il pubblico ha percepito. Un vero e proprio scambio complementare, un’analisi del lavoro artistico in rapporto alla fisica quantica, la scienza intesa nei suoi processi e anche talvolta nella sua arroganza, il lavoro di David Bohm , e l’importanza dell’arte nella cultura scientifica e vice versa”.

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Questo interesse per un dialogo interdisciplinare e per nuove prospettive di studio che mettano in relazione arte, scienza e i campi della percezione e dell’attività cognitiva, della filosofia, della psicologia, della neuroscienza, appartiene all’approccio della moderatrice dell’incontro Raquel Paricio (Barcelona, 1968). Ricercatrice di Media Arts & Evolvable Technologies all’Università della Catalunya, si occupa delle evoluzioni dell’hardware nelle istallazioni multisensoriali. Raquel Paricio ha creato il portale www.res-qualia.net – art, science and evolution of the consciousness – un luogo di incontro, di scambio di informazione, di condivisione di progetti, nel quale non a caso ci si imbatte, tra gli altri, nel premiato BrainLoop di Davide Grass, nelle “azioni teatrali” della TPO Company , nella bio-installazione di Dmitry Bulatov

L’ibridazione tra arte e scienza è qui considerata nelle potenzialità che essa scatena nell’evoluzione della consapevolezza, e nella capacità di generare una fertile relazione tra organismi viventi e sistemi artificiali di intelligenza e percezione. Il termine qualia, ovvero “unità minime della coscienza”, appartiene al campo delle ricerche filosofiche e scientifiche ed è strettamente connesso agli studi sulla percezione, sulla mente e sull’intelligenza artificiale.

Il progetto Res-qualia collega quindi direttamente questo ambito di ricerca con lo stato dell’arte che assurge, dunque, a ruolo di catalizzatore nel tentativo di fornire degli spunti innovativi, dei nuovi punti di vista nell’affrontare gli innumerevoli interrogativi dell’evoluzione umana e scientifica. Coscienza e materia, mente e intelligenza artificiale, natura ed intenzionalità, manipolazione genetica, sono solo alcuni dei temi caldi all’interno del portale della ricercatrice spagnola: un meetingpoint per una comunità internazionale che possa confrontarsi e dare vita a nuovi progetti.

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La caratteristica del confronto e del dialogo tra discipline differenti è presente anche nel fitto programma inaugurale della nuovissima struttura della Fundación La Laboral Centro de Arte y Creación Industrial, opera del designer Fernando Gutiérrez, inaugurata il 30 marzo 2007 nella sede dell’università di Gijón nelle Asturie. Il centro nasce come polo di creazione e scambio artistico, con una spiccata vocazione per il progresso economico, inteso come sviluppo di idee, collaborazioni, nuove tendenze. In questo senso il Laboral non è definito da una forma peculiare, né semplice museo, né semplice laboratorio creativo, ma un vero centro pluri-disciplinare in espansione.

Provano a spiegarlo meglio la serie di iniziative organizzate in occasione dell’opening. Le due mostre: Feedback, retrospettiva sul concetto di arte “reattiva” nel doppio significato di “risposta” a un codice o a una istruzione e di luce e movimento nelle forme dell’arte cinetica, dell’Op Art fino al cinema ed alla televisione, e Gameworld, esplorazione del mondo dei video games come forma d’arte e delle espressioni dell’arte contemporanea che si rifanno a questo universo.

All’inaugurazione sono stati anche presentati 10 innovativi progetti tra arte, tecnologia e industria, selezionati da un’illustre giuria (Alex Adriaansens – V2 Rotterdam; Carl Goodman – Museum of the Moving Image, Astoria, USA; Christiane Paul – Whitney Museum of American Art, NY; Gerfried Stocker – Ars Electronica Center, Linz; Rosina Gómez-Baeza – Laboral) attraverso il Labcyberspaces una open invitation , riflessione sulla creazione digitale ed il web come meeting place.

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Tra i selezionati: Ubermorgen.com, Paolo Cirio, Alessandro Ludovico con Amazon Noir-The Big Book Crime, www.re-move.org di Lia; www.logohallucination.com di Christophe Bruno; hackitectura.net e indymedia estrecho con Cartografía Táctica del Estrecho de Gibraltar .

Non ultimo per importanza il fitto panel di conferenze coordinate da José Luis Brea, professore di Estetica e Teoria dell’arte contemporanea all’Università Carlos III di Madrid e direttore della rivista Estudios Visuales: La Era de la Imagen Electrónica, che riporta all’inizio di queste riflessioni, agli incontri del NOW, condividendone la forma e, in un certo qual senso, la tipologia di interventi, anche se focalizzati su personalità legate principalmente al mondo dei media, dell’arte e della ricerca accademica.

Jordan Crandall , fondatore della rivista on-line Blast, Alex Galloway , uno dei creatori di Rhizome, il teorico dei media Lev Manovich , Anna María Gulasch dell’Università di Barcelona, Pedro A. Cruz , dell’Università di Murcia, e ancora gli studiosi François Bucher , Juan Martín Prada , Siegfried Zielinsky , hanno analizzato l’impatto delle immagini elettroniche sulla società attuale, con particolare attenzione all’influenza sulle pratiche artistiche e sulla produzione di significati culturali, alla ricerca delle trasformazioni che avverranno nel futuro prossimo.


www.cccb.org/now/ang/index.htm

www.laboralcentrodearte.org

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