Per la prima volta al Metropolitan Museum, una collettiva offre un rapido sguardo sull’ultimo decennio di produzioni videoartistiche. Closed Circuit è una mostra raccolta e sintetica, che mette in luce però il crescente interesse di un’istituzione come il Met verso i nuovi media, a tutt’oggi ancora “ospitati” nella sezione Fotografica.

Otto opere di altrettanti artisti –americani e non- hanno segnato un piccolo percorso in bilico tra lo sguardo statico, momentaneo della fotografia, e il punto di vista dinamico, time-based della videoarte, dove le immagini si intrecciano all’evolversi di una narrativa sui generis . Così Wolfgang Staehle con il suo Eastpoint (September 15, 2004) strizza l’occhio alla tradizione paesaggistica e attraverso più di 8.000 still images sincronizzate al tempo reale della proiezione, “dipinge” il fluire di una giornata nella valle del fiume Hudson. Ann Hamilton in abc scivola ipnoticamente dalla fotografia al video, cancellando con piccoli movimenti concentrici le lettere dell’alfabeto dipinte su una lastra di vetro. E in Closed Circuit, Lutz Bacher traccia con una videocamera di sorveglianza un accorato ritratto della gallerista (ed ex “Superstar” di Andy Warhol) Pat Hearn, morta di cancro poco dopo la conclusione del progetto, selezionando fotogrammi da più di mille ore di girato.

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Partendo dalle storiche fotografie in stop motion di Eadweard Muybridge, Jim Cambell in Motion and rest #2 traduce l’essenzialità del movimento su pannelli ricoperti di LED, realizzando un ponte ideale tra la sperimentazione filmica ai suoi albori –creata dalla rapida successione di singole foto- e quella di oggi.

Più lontani dalla pura fotografia sono invece i lavori di Maria Marshall e Omer Fast. Mentre la prima colpisce lo spettatore con la vista fugace di un bambino fumatore, il secondo lo stuzzica con l’estesa narrazione delle comparse del film Schindler’s List, giocata sul filo di realtà e fiction .

Lavorando con tecniche diverse sullo stravolgimento della percezione, completano il percorso dell’immagine artistica in movimento Darren Almond e David Hammons: in un Super8 dal sapore fortemente memoriale, capovolgendo l’immagine e invertendone il movimento, come nelle illusioni ottiche fatte per divertire i bambini, e in una notte dai colori saturati, dove il rumore disturbante di un secchio trascinato per strada amplifica lo straniamento di una figura –l’artista stesso- che si muove nella notte come uno spettro….

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Stasi e movimento hanno un punto di partenza comune. Foto e video hanno in sé il potere paradossale di riprodurre fedelissimamente la realtà e di scompaginarne allo stesso tempo i connotati, se si cambiano semplicemente il punto di vista o l’esposizione. Ma quello che un punto di vista può raccontare se si espande nel tempo, se offre allo spettatore una catena di associazioni, è sicuramente tutta un’altra storia….


www.metmuseum.org/

www.stategrezzi.com/stategrezzi_2.0/video/closed_circuit_podcast.mov

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