Una nuovo modo di produrre e percepire la musica, questo il dinamico obiettivo di Music for bodies. Una ricerca collaborativa, ideato dall’artista Kaffe Matthews, che tende a indagare nuovi progetti capaci di svilupparsi attraverso la musica e l’architettura, spingendosi fino all’arredamento ed al vestiario.

Music for bodies pone domande specifiche: “hai mai sentito la musica attraverso la schiena? Muovendosi attraverso le gambe, intorno alle braccia fino alle punta delle dita?”. Domande in grado di aprire un mondo fruitivo e di avvolgimento sensoriale totale. La musica non si limita a investire il lato uditivo, non si serve solo dello spazio acustico, ma trasforma il corpo da fine di coinvolgimento a mezzo di autodiffusione e percezione. Musica per il corpo.

Attraverso la valutazione di studi pratici della biorisonanza, si instaura un collegamento diretto tra “la mappa sonora del corpo” lo spazio e la musica, per sviluppare non solo nuove forme di sperimentazione, ma per rendere anche il suono più facilmente accessibile per un pubblico più vasto.

Uno degli aspetti qualificanti e di maggiore interesse del progetto consiste nell’essere una forma aperta di collaborazione. Il feedback da parte di professionisti provenienti da attività differenziate ed il rapporto con comunità locali/globali rende music for bodies un progetto versatile ed in continua evoluzione. I risultati dell’attività multidisciplinare sono resi pubblici ed invitano al commento ed alla discussione gli utenti ed i visitatori.

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Alcuni esempi di questa attività sono le Sonic armachair e i Sonic bed. “Sono stata interesata per lungo tempo all’esperienza fisica della musica…”: con queste parole Kaffe Matthews introduce sonic armachiar, una poltrona nelle cui imbottiture si trovano speaker in grado di avvolgere il visitatore seduto. L’essere accomodati “sul” suono e sentirsi avvolti da esso, riesce a trasformare un ascolto altrimenti noioso in unìesperienza estremamente interessante e significativa.

I sonic bed, come facilmente intuibile dal nome, traspongono al letto l’idea delle poltrone sonore. Uno spazio rilassante che racchiude gli spettatori. Se tipicamente il letto è collegato all’idea d’intimità, per Kaffe Matthews è, invece, concepito come potenziale spazio in cui si possano trovare contemporaneamente più persone. Uno spazio sociale in cui servirsi della musica e il suono come punto d’incontro tra le persone. Diverse versioni dei sonic beds si trovano in altrettante parti del mondo (Londra, Shangai, Taiwan) coinvolgendo le eterogenee modalità di relazione tra le persone.

In aggiunta all’arredamento sonoro music for bodies ha a disposizione un laboratorio aperto al pubblico in cui sperimentare la propria personale relazione tra corpo e biorisonanza. Sessioni della durata di un’ora dedicate a un numero ristretto di persone permettono di registrare le soggettive risposte “sensoriali” al suono in differenti situazioni e condizioni d’ascolto. Suono personale, musica in cui ritrovarsi.

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Luca Bergero: La relazione tra suono e arredamento può coinvolgere molti altri “oggetti”. Pensi di esplorare nuove opportunità sonore in questo settore?

Kaffe Matthews: Assolutamente si, con l’intenzione di realizzare nuova musica come pure altri oggetti per provare nuove esperienze attraverso di essa: questa è l’intenzione completa del progetto collaborativo music for bodies che ho lanciato lo scorso anno. Potremmo creare per esempio alcuni sonic foot stool , sofà e panchine per l’attesa in lavanderia, insieme alla sfilata di moda sonora in produzione per la primavera, anche se sono le costruzioni con sonic bed in giro per il mondo le installazioni che richiedono più tempo. Sto anche iniziando a capire quanto un nuovo modo di fare musica e di percepirla, ad esempio in un sonic bed e il lavoro per esso, cambi e apra modalità di comporre; sicuramente, music for bodies è sempre alla ricerca di collaboratori attivi ed interessati, mettevi in contatto se volete….

Luca Bergero: Puoi descrivere la biorisonanza?

Kaffe Matthews: La biorisonanza è una pratica per guarire che, semplicemente, valuta le frequenze alla quale le tue cellule e quindi i tuoi organi vibrano. Puoi pensare ad essa come a una versione occidentale o tecnologica dell’agopuntura. Tramite la biorisonanza , se stai bene il tuo corpo vibrerà/risuonerà/canterà in armonia, se sei malato le vibrazioni saranno al contrario inarmoniche. Una persona che pratica la biorisonanza, valuta gli organi e le frequenze che non sono in equilibrio nel suo corpo e mette a posto le frequenze necessarie a far cantare il suo corpo in modo “accordato”. Comunque è un’attivita abbastanza soggettiva dal punto di vista di coloro che la praticano, che varia a seconda dell’interpretazione della situazione, di come ci si sente e di quello che si cerca. Il campo della medicina della vibrazione è affascinante e velocemente in crescita, e mi è assolutamente chiaro che “funziona.”

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Luca Bergero: La biorisonanza come può essere usata nella produzione musicale?

Kaffe Matthews: Innanzitutto, queste vibrazioni delle cellule umane avvengono a frequenze interne al range udibile per gli esseri umani, sebbene a un piccolissimo e quindi impercettibile volume. Con l’aiuto di amplificatori e accurati modi di lettura sembra che quelle frequenze, nel modo in cui vengono emesse, possano avere alcune affascinanti fonti sonore. In secondo luogo, lavorando con un esperto di biorisonanza si possono produrre delle mappe sonore del corpo che potrebbero essere usate come spartito per realizzare musica per il corpo. Questo è l’aspetto con cui stiamo per lavorare nel progetto.

Luca Bergero: La musica come può evolvere in esperienza fisica?

Kaffe Matthews: Intendi come può cambiare la musica attraverso una sperimentazione fisica di essa? Penso sia una parte del campo minato di domande sulla percezione umana e non ho proprio la possibilità di parlarne qui. Al contempo dovresti solo vedere le code di signore anziane e bambini che aspettano per provare un sonic bed o una sonic armchair, per “ascoltare” quello che solitamente chiamerebbero rumore e certamente non musica, per realizzare che provare la musica come una sensazione fisica che ti gira intorno quando ti siedi o ti stendi, che ha un contatto diretto ed intimo con il tuo corpo, è veramente un modo per apprezzare la musica stessa. Questo modo di fare musica genera altre esigenze per il compositore; così ci sarà in futuro e c’è sin d’ora , come sto ora scoprendo, quasi una vera evoluzione nelle strategie compositive.

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Luca Bergero: Essendo più grande della poltrona, il sonic bed potrebbe anche essere un punto d’incontro per le persone. Cosa ne pensi della musica e degli spazi sociali?

Kaffe Matthews: Andare a un concerto può essere, e ancora lo è, non solo divertimento ma un vitale e talvolta unico modo per gradire la musica, specialmente se è live. Interagire con l’esperienza di ognuno nell’evento, sia esso gioioso o doloroso è comunque importante. Realizzare un sonic bed crea un potenziale spazio sociale che non solo sviluppa questo discorso ma offre anche esperienze molto intime e possibilmente con uno sconosciuto. La gente entrerà in un sonic bed con qualcuno che non ha mai visto prima e in un luogo pubblico? In Europa e ora in Canada, ho trovato che non ci sono discussioni per questo, la gente salta dentro senza problemi, ma in Cina o a Taiwan, le risposte furono abbastanza differenti, penso legate anche al fatto di togliersi le scarpe in pubblico. E’ un po’ come stringersi nella metropolitana, è raro che i visitatori dei sonic bed si parlino.

Luca Bergero: Quanto è importante la tecnologia nella tua produzione artistica?

Kaffe Matthews: La tecnologia è indiscutibilmente uno strumento vitale nella realizzazione del mio lavoro e lo è stato per almeno 15 anni.

Luca Bergero: Sul tuo sito è possibile trovare anche una “discussion room”. E’ importante il feedback del visitatore per lo sviluppo del tuo lavoro?

Kaffe Matthews: Si. E’ importante essere fuori dal ghetto degli artisti e produttori, terra di studio e performance. Si, l’input si spettatori/visitatori è un processo che rallenta la produzione inizialmente, ma che poi aiuta. Per esempio, l’istallazione durata sei mesi a Rich Mix a Londra, dove i passanti potevano partecipare o ascoltare o testimoniare quello che stavamo facendo certamente lo esemplifica.


http://www.musicforbodies.net/

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