E’ in uscita per l’etichetta Minus Habens-Mixing Identities, la prima raccolta in forma di videoclip sul vj’ing italiano, nato dalla collaborazione tra VjCentral.it e la Fondazione Arezzo Wave.

Silvia Bianchi, Valentina Besegher, Antonio Zavagli, Claudio Sinatti, Mattia Casalegno hanno curato la selezione di 17 artisti chiamati a fare un punto sulla situazione del fenomeno in Italia. Intento dei curatori, quello di creare uno strumento di promozione per gli autori e, allo stesso tempo, fornire una ricognizione delle tendenze in atto nel campo del live visivo. Gli artisti partecipanti provengono per la maggior parte dal portale di VjCentral, divenuto ormai un riferimento per l’ambiente dell’a/v, mentre la lunga traccia audio che fornisce l’ossatura audio del lavoro è costruita dal mixing del dj Alex Neri.

La scelta di organizzare il progetto su tale matrice sonora, ha forse condizionato una lettura un po’ univoca del fenomeno del vj’ing italiano, prediligendone l’aspetto più legato alla club culture di largo consumo e lasciando da parte il lato più undergound e sperimentale dell’interazione suono-immagine, come pure i progetti di collaborazione tra musicisti e artisti video.

Fortunatamente a fare da contrappunto a una colonna sonora omologante e mono-tona, troviamo un panorama visivo estremamente vario, una miscela di identità e modalità di trattare l’immagine in relazione al suono che restituiscono una bella istantanea dei gruppi attivi in Italia.

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La struttura di Mixing Identities si offre a una duplice lettura: quella di documento e ricerca sul vj’ing italiano, attraverso 17 tracce affidate agli artisti, e allo stesso tempo come tentativo di trasporre, su un supporto riproducibile, l’unicità sinestetica del live set: il DVD è infatti fruibile anche in un’unica traccia video, trasportata su sonorità electro e tech-house. Obiettivo raggiunto in parte dalla la profonda eterogeneità del materiale che traduce a tratti il passaggio da un artista all’altro in sovrapposizioni poco convincenti di stili visivi troppo diversi, annullando l’effetto di flusso coerente del mixing.

Se l’intento quindi di cercare un unico percorso visivo risulta frammentata e singhiozzante, scendendo con lo sguardo dal generale particolare delle singole tracce, si trova proprio nella molteplicità la ricchezza del progetto.

Tra le sfaccettature più interessanti di questa molteplicità la traccia affidata a Davide Di Gandolfo, aka DDG, eco concentrico di immagini di found footage, rimescolate in un loop ossessivo perfettamente sincronizzato con il sound di Luca Bacchetti; il contributo di Kaplan Project, duo formato da Alessandro Lentati e Miss Blandish, conduce attraverso il formicolio di immagini urbane un reportage di viaggio, un’esplorazione del tessuto architettonico ed umano nel quale il mixaggio spinge il ritmo visivo, intarsia, crea pause e sospensioni seguendo la traccia Magenta, di Fabio della Torre e David C.

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Goofo costruisce la propria traccia su un canovaccio narrativo elaborato con ironia, percorrendo in maniera originale il sottile limite tra montaggio da vj e video clip; Lan Videosource, duo composto da Gianluca Lisco ed Enzo Variale, gioca invece sulla decomposizione digitale dell’immagine televisiva, lo schermo diviene matrice di astrazioni e forme, il segnale è usato come flusso da plasmare ed amalgamare con il suono di David C. & Alex Redman.

Sulla processazione e il cut-up di immagini si muovono _Underscore e Miss plug-in nei quali però l’eterogeneità dell’immagine diviene caotico ammassamento retinico, la composizione stenta a trovare una propria autonomia e coerenza, l’occhio annaspa tra sovrapposizioni ridondanti ed un abuso incontrollato di effetti.

La composizione di elementi essenziali distingue invece il gruppo milanese Otolab che sulla traccia Reverse, di Minimono, costruisce orchestrazioni di grafiche e geometrie spaziali che si fanno permeare dal suono, scompongono la musica in unità visive riscrivendole secondo la sintassi del ritmo.


http://www.vjcentral.it/mi/

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