Details è una produzione dell’appena passato Netmage 07, nata per la parte video dalla collaborazione tra Armin Linke e Claudio Sinatti, alla ricerca di un territorio di sperimentazione in cui la fotografia superi il limite della staticità grazie a un movimento essenziale, mirato a catturare ciò che è già contenuto all’interno della foto

Una performance live molto poetica sulla musica di Carl Michael Von Hausswolff, che si è distinta per la sua semplicità e unicità nell’ultima edizione del Festival internazionale Netmage. Un’invito alla riflessione sul vero significato dell’immagine e insieme una prova di altissimo valore estetico, un momento in cui il pubblico di Netmage non ha potuto fare a meno di si sedersi e guardare.

Armin Linke è uno dei più riconosciuti fotografi internazionali. Instancabile viaggiatore, è attivo sia nel campo del reportage, sia in quello della ricerca audiovideo. Le migliaia di immagini realizzate da Linke e presentate in riviste, libri e spazi espositivi, costituiscono una sorta di archivio infinito dei paesaggi naturali segnati dalla presenza dell’uomo, a dare forma a una sorta di atlante delle metamorfosi e delle trasformazioni in corso del pianeta. Come le fotografie, i suoi video e film (fra cui il work in progress Alpi con Piero Zanini, un viaggio in pellicola sull’ecosistema-barriera europea più sovraesposto mediaticamente e attraversato da trasformazioni sociali, economiche), esplorano le relazioni fra spazi, corpi, loro percezione e frontiere fra reale e fiction.

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Armin Linke ha recentemente esposto alle Biennali di Venezia, San Paolo e Valencia, a The Overexcited Body a Sao Paulo, a Voilà – Le Monde dans la Tête all’Arc di Parigi, all’itinerario della mostra Cities on the Move e, con mostre personali, alla galleria Massimo De Carlo a Milano, Luisa Strina a São Paulo, Vitamin Creative Space a Guangzhou, Cultural Transmission Center a Beijing e Klosterfelde a Berlino.

Claudio Sinatti è uno dei videomaker più affermati della scena italiana e tra i più conosciuti e apprezzati anche all’estero. La sua decennale attività e la ricchissima produzione artistica ha sempre avuto il merito di guardare verso due orizzonti precisi: quello della produzione commerciale di qualità e quello della ricerca artistica più sperimentale.

In questo senso Claudio Sinatti si è inizialmente fatto apprezzare per la sua regia d’autore nei videoclip di alcuni musicisti pop italiani come Casino Royale, Neffa, Carmen Consoli, Articolo 31, Alex Britti, Africa Unite, 99 Posse, ma al contempo ha presto intrapreso una felice carriera artistica come video designer e artista multimediale che lo ha portato sin da subito a firmare alcuni dei progetti più importanti nel lento percorso di crescita dell’elettronica sperimentale italiana live.

Abbiamo chiesto ai due artisti come hanno confrontato le loro esperienze nella realizzazione di un Live Media.

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Silvia Bianchi: Il filo conduttore delle produzioni Netmage di quest’anno è il superamento dei limiti del reale. In che modo “Details” supera in questo senso i limiti delle immagini per rintracciare un percorso altro?

Armin Linke: Le mie foto in realtà sono molto reali. Ho scelto dal mio archivio personale proprio quelle immagini che più potrebbero apparire dei set cinematografici. L’obiettivo era in qualche modo far scaturire una riflessione sul reale crando nello spettatore un’incertezza riguardo all’ appartenenza delle foto al genere della fiction o a quello del reality.

Silvia Bianchi: Come hai lavorato a partire del tuo materiale fotografico per creare una connessione narrativa e per trasformare immagini comunque finite in immagini in movimento?

Armin Linke: Con Claudio abbiamo lavorato alla realizzazione di un software che permettesse di lavorare sulle immagini zoomando sui particolari. Ho scelto foto che appunto permettessero un’indagine sui particolari, che contenessero insieme macro e micro-elementi e quindi molti dettagli in cui entrare. Avevo già lavorato a una performance che univa audio e video in modo sincronico ma a un ritmo vertiginoso; questa volta invece tutto è avvenuto a un ritmo lentissimo così da permettere una riflessione attenta sulle foto.

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Foto di Arianna D’Angelica

Silvia Bianchi: Claudio, la possibiltà di costruire un set con poche immagini e quindi di far concentrare il pubblico sui particolari, come è successo nel set di Armin, và contro a un utilizzo dell’immagine veloce e frenetico. Anche per Dandelion, il tuo set per Netmage06, eri partito da una sola imagine. Questa scelta ha forse un ordine concettuale oltre che estetico?

Claudio Sinatti: Il progetto di Armin è decisamente in sintonia con una ricerca sottrattiva che porto avanti da qualche tempo. Quando mi ha chiesto di lavorare allo studio di un meccanismo di navigazione per le sue immagini ha incontrato perfettamente il mio lavoro. Ho lavorato alla programmazione dell’interfaccia spingendo molto per la semplicità dei controlli così da valorizzare al massimo l’estemporaneità dell’interpretazione.

Silvia Bianchi: Per costruire la patch siete partiti dall’audio o avete scelto delle immagini e poi elaborato il software che ne esaltasse al massimo il senso e la struttura?

Claudio Sinatti: Abbiamo creato un meccanismo performativo molto semplice. Conoscendo il lavoro di Armin e ascoltata la musica era chiaro che non poteva essere altrimenti. Abbiamo lavorato alla costruzione di una versione primordiale della patch e la abbiamo provata sulla musica di Hauswolff . Nel tempo al software sono state apportate diverse modifiche, ma quasi sempre per sottrazione. Armin ha tenuto la scelta delle immagini come ultima cosa. La selezione definitiva l”ha fatta appena prima dello spettacolo e questa sinceramente mi è parsa una ottima idea. Così facendo ha infatti avuto modo di familiarizzare con lo strumento performativo, senza togliere freschezza al suo sguardo sui contenuti.


www.arminlinke.com

www.claudiosinatti.com

www.netmage.it 

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