organizzato dalla The American Association for the Advancement of Science (AAAS), una delle più importanti associazioni non-profit scientifiche del mondo.

La AAAS è sicuramente tra le più influenti associazioni scientifiche, grazie soprattutto alla pubblicazione della rivista Science e al news service Eurekalert.org, un sistema informativo sostenuto da università, centri medici, giornali, agenzie governative, multinazionali e altre organizzazioni che sforna continuamente notizie scientifiche riguardanti i più disparati campi del sapere: dall’agricoltura alla matematica, dall’archeologia alla medicina, dalle scienze atmosferiche alla pedagogia della letteratura scientifica.

Il meeting internazionale Science by the Bay, in linea con le finalità dell’associazione, si prefigge lo scopo primario di promuovere la comprensione pubblica della scienza con un forte approccio interdisciplinare. Quest’anno le diverse sessioni degli interventi avranno come tema Science and Technology for Sustainable Well-Being. La ricerca scientifica deve fornire risposte a quesiti che riguardano le possibilità di inclusione nelle dinamiche di sviluppo economico e culturale dell’80% della popolazione mondiale che molte volte non può soddisfare bisogni primari come l’acqua potabile, un’adeguata nutrizione, un’attesa di vita che superi i 50 anni; oppure come affrontare le minacce alla biodiversità terrestre e i disastri ambientali che nell’ultimo secolo sembrano essersi moltiplicati o come trovare fonti di energia alternative al petrolio, ma anche come sia possibile coniugare un uso intelligente della scienza e della tecnologia per la difesa dal terrorismo, senza intaccare le libertà individuali dei cittadini.

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Un itinerario personale dei convegni, programmabile attraverso il sito web, dovrebbe, a mio avviso, soddisfare alcune particolari sensibilità. Ad esempio, poiché il meeting è indirizzato sia a dimensioni nazionali che internazionali, uno dei primi auspici che si può trarre dalla scelta degli interventi, è quello di prestare particolare attenzione al concetto di tempo eterogeneo delle nazioni, ovvero alla comprensione che le diverse nazioni – e regioni! – del mondo, seppur collegate da una fitta rete informativa ed economica, vivono comunque diverse percezioni dello spazio, del tempo e della scienza che si riflettono sul “senso della comunità nazionale”.

Come sostiene Pathie Chatterjee (Cfr. P. Chatterjee, The Nation in Heterogeneous Time , Futures 37, 2005), citando il lavoro di Benedict Anderson del 1998 ( The Spectre of Comparisons), un tempo omogeneo e vuoto, cioè privo di conflitti tra i gruppi della comunità, è solo quello del puro capitale (non a caso utilizzando un termine marxista). Gli scienziati e gli informatori scientifici non possono non tener presente che la scienza e i suoi scenari, passano attraverso la coscienza del tempo, ovvero attraverso il senso comune che coinvolge diversi costrutti socio-culturali. Ad esempio, come comunicare, da un punto di vista prettamente pragmatico, il tema della prevenzione anticoncezionale in quelle regioni povere del mondo in cui l’HIV si diffonde vertiginosamente nella popolazione giovanile?

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Un’altra tematica importante che andrebbe seguita negli interventi, riguarda la comunicazione dello sviluppo sostenibile attraverso i mass media. Come coniugare, ad esempio, la sostenibilità, il benessere e i complessi argomenti scientifici che potrebbero risolvere questa contraddizione, quando la comunicazione degli scenari futuri è promossa dalle televisioni commerciali che propongono una facile retorica della catastrofe o della salvazione applicata alla scienza, dove le “scoperte” scientifiche sono all’ordine del giorno e costituiscono l’ultimo mito della cultura occidentale – secondo una definizione di Feyerabend – oppure vengono rappresentate come fonte di catastrofe ed estinzione.

Inoltre un problema ben più complesso riguarda lo stesso sistema economico dei mass media commerciali: come comunicare i temi della sostenibilità quando, ad esempio, le tv commerciali si sostentano esclusivamente attraverso la cultura-ideologia del consumerismo? Si veda al riguardo il programma della Transnational Adversiting Agencies (TNAA) che va nella direzione esattamente opposta a uno sviluppo sostenibile. Questa problematica è uno dei punti della riflessione di Jose Ramos nell’articolo “Consciousness, culture and the communication of foresight”, apparso sul numero 38 di Futures del 2006.

Paesi in via di sviluppo, mass media, divulgazione, volgarizzazione e strategie retoriche della scienza sono solo alcune boe che un attento uditore non dovrebbe perdere di vista nella sua navigazione all’interno della “baia della scienza di San Francisco”.


www.aaas.org/meetings/Annual_Meeting/

www.eurekalert.org

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