Jonas Mekas dice dei suoi film che “sono lineari, orizzontali”, che c’è un passato e un presente e si tratta per la maggior parte di attimi rubati alla sua vita di tutti i giorni, gli amici, i luoghi, le discussioni. Non c’è soluzione di continuità tra un video e l’altro, l’unico collante è lui stesso, che decide di accendere la videocamera secondo l’impeto del momento, senza un piano preciso, e poi li seleziona, ne stabilisce l’eventuale montaggio, ne determina la successione.

Una volta ripresa, infatti, la vita di tutti i giorni diventa materiale grezzo da sfrondare, da trasformare in film che conservano l’immediatezza dell’attimo colto per caso, misto all’aura dei protagonisti, amici sì, ma speciali: John Lennon e Yoko Ono, Nam June Paik, Andy Warhol, Philip Glass, Salvador Dali…

Ed è sempre lui che, assemblandoli, ne spezza la semplicità e li rende non lineari. Perché come nella vita, la maggior parte delle azioni non ha un motivo preciso, è questione d’istinto. Lo stesso istinto che, negli anni ’50, lo fece fermare a New York, una volta arrivato dall’Europa assieme al fratello, invece di continuare il viaggio per Chicago. Se avesse proseguito, ha affermato una volta, sarebbe diventato semplicemente un buon panettiere.

A New York ci è rimasto tutta la vita e a 84 anni Mekas, di origine Lituana, poeta oltre che filmmaker, fondatore degli Anthology Film Archives e della rivista Film Culture , critico per il Village Voice , continua a guardare al presente. Oltre a curare un’installazione di 40 dei suoi corti alla Maya Stendhal Gallery di New York, ne ha organizzato la pubblicazione sul suo sito (www.jonasmekas.com) in modo che possano essere scaricati su computer o su altri lettori multimediali, come l’Ipod. L’installazione nella galleria, realizzata con il materiale dei suoi noti Video Diari, è stato predisposta in modo da “circondare” lo spettatore con diversi schermi e sommergerlo nei video ricordi, proiettati a gruppi in loop.

Non solo: a partire dal 1 gennaio, accessibili con le stesse modalità, sono disponibili sul sito altri corti, che verranno aggiunti con cadenza giornaliera per un anno. 365 piccole celebrazioni del cinema “leggero”, slegato da qualsiasi vincolo narrativo: videoritratti, poemi per immagini, sketch, canzoni in 8mm… L’ispirazione? Nientemeno che Petrarca e il suo Canzoniere, costituito da 366 componimenti idealmente dedicati alla donna amata, Laura.

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Un nuovo frammento di mondo affiora ogni giorno sul sito, ancora una volta selezionato da Mekas secondo l’impeto del momento: la dedica del progetto, un tributo a Susan Sontag che riemerge dal passato, una visita al castello del marchese de Sade in Provenza, l’incontro con un fotografo cieco a Parigi, tracciano un viaggio sentimentale nel tempo e nello spazio, a cui Mekas ha invitato a partecipare con contributi propri anche altri filmmaker come Jim Jarmush, Wim Wenders, Abel Ferrara.

Il progetto è appena partito e, come sempre, non c’è nessun piano definito, solo una sana passione per il mondo. Non male per un panettiere mancato….


www.mayastendhalgallery.com

www.jonasmekas.com

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