Un Romeo and Juliet diverso dalle forme e dagli stereotipi usuali, strana visione e pura creazione, ineccepibile creatura raffinata e contemporanea firmata Bigonzetti-Plessi, garanzia di innovazione, qualità e perfezione estetica-artistica.

La videoscultura abbraccia la danza moderna, e le dà aria nuova, nuovi stimoli e nuovi orizzonti ai quali non eravamo abituati; l’anima della materia investe i corpi danzanti, la scenografia coreutica tecnologica come pretesto di sentimenti che urtano sensibilità e concezioni comuni. Una storia d’amore, la più conosciuta al mondo, riadattata in chiave post-concettuale dove i simboli padroneggiano ed il senso rimane profondo in ogni Paese e per ogni essere umano. Sulla celebre partitura di Prokofiev prendono vita contorsioni di corpi maestralmente oliati e guidati, impatti visivi unici, astrazioni drammaturgiche e performative, moltiplicazioni dei due amanti impossibilitati a trovare difese agli urti della passione dove neanche Dainese, protagonista uscito dal suo contesto abituale, riesce a proteggerli.

Mare verticale, Naufragio della pittura o Roma II, per citare alcune installazioni in cui acqua, aria e fuoco sono protagonisti nonché temi prediletti da Fabrizio Plessi, qui si immergono e si trasfigurano in un’ambientazione scenica per niente ridondante ma fortemente contagiosa messa a puntino per supportare rapporti corpo-macchina e luci-colore.

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“Abbiamo tutti noi degli airbags per proteggere il nostro corpo dagli urti violenti che possono investirci in ogni momento nella vita. Ma non ci siamo mai chiesti che airbags possediamo per proteggerci l’anima? Siamo completamente indifesi dai sentimenti, dalle emozioni, dall’urto violento dell’amore che può, in pochi istanti, farti perdere il controllo che ti illudevi d’avere sul tuo cuore fino a quel momento. Romeo e Giulietta erano due adolescenti che a folle velocità andavano a schiantarsi inevitabilmente contro il muro dell’amore senza alcuna protezione. I caschi, le tute di fibre di carbonio, i mille accorgimenti che alla fine ognuno di noi usa nella vita sono semplicemente inutili. Per entrare a tutta velocità nel profondo dell’anima dell’altro non si ha bisogno di nessun sofisticato navigatore satellitare. È la nostra adrenalina, unico straordinario bypass, che ci porterà diritto al cuore.

La velocità del suo battito sarà l’unica risonanza, la sola mappa percorribile. Basterà ascoltarlo! In questa antica e contemporanea tragedia convivono tre elementi come cardini e cerniere inossidabili: l’Acqua, che tutto e tutti travolge con il suo impeto, il Fuoco che ardendo la purifica ed il Vento che spazza via tutte le scorie illustrative ed annedottiche di questa meravigliosa opera, restituendocela finalmente pura, incontaminata ed assoluta. Per Romeo and Juliet una nuova chiave di lettura dunque, più attuale che mai, per addentrarci senza paura, nel labirinto profondo delle passioni umane. Sapendo che alla fine, la forza dell’amore saprà spostare davvero il granitico peso delle montagne.” (F.P.)

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Dal canto suo, Mauro Bigonzetti, dall’alto della sua pluriennale esperienza professionale, ora direttore artistico della Fondazione Nazionale Della Danza – Compagnia Aterballetto con sede a Reggio Emilia, ha firmato nella maniera più efficace e caratterizzante la coreografia del testo shakespeariano. “Come le Nozze, come la Sacre , Giulietta e Romeo pulsa da sempre nel mio DNA. Questa storia ha attraversato, con la sua capacità di smuovere le sensibilità, tutte le arti, si è rigenerata in tutte le ambientazioni possibili ed ha sempre indissolubilmente mostrato la sua capacità di attrarci nei vortici delle sue passioni. In essa, è la struttura stessa dell’uomo che viene rappresentata, non tanto i personaggi ma le forze che li sospingono sino ad un atto estremo. È l’amore che scatena le passioni e questo, nonostante le esperienze e le strutture sociali di protezione, ogni volta riporta l’essere umano al suo limite, lo sospinge, ad una velocità incontrollabile, nei luoghi dove è l’anima a decidere, dove riaffiorano gli istinti che si pensano sopiti e che esaltano il valore di un incontro e sfociano nella violenta incoscienza di uno scontro.

Questo viaggiare ad una folle velocità senza però un air-bag in grado di proteggere l’anima, esalta la figura imponderabile del destino. Sono l’amore, la morte, l’ incontro, lo scontro, che daranno forza e forma a questo Romeo and Juliet e la morte, posta all’inizio, nel ribaltamento della struttura drammaturgia classica, mi lascerà libero di affrontare le cause che l’hanno generata, di sondarle e, attraverso la materia coreografica, ritrasmettere come un’umidità corporea il profondo legame di questa storia con le nostre esistenze.” (M.B.)

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La Compagnia Aterballetto è la principale Compagnia di produzione e distribuzione di spettacoli di danza in Italia e la prima realtà stabile di balletto al di fuori delle fondazioni liriche. Una serie di collaborazioni con coreografi prestigiosi, compositori, scenografi, pittori, attori, hanno consolidato nel tempo le qualità di Aterballetto. Formata prevalentemente da danzatori solisti in grado di affrontare tutti gli stili, Aterballetto gode di ampi riconoscimenti anche in campo internazionale: i suoi spettacoli hanno percorso Europa, Americhe, Medio ed Estremo Oriente. Attualmente il repertorio comprende coreografie di Mauro Bigonzetti, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, Itzik Galili, Jacopo Godani, Fabrizio Monteverde e di giovani coreografi europei, ma anche balletti di importanti artisti della coreografia internazionale quali William Forsythe e Jiri Kylia`n.

Sotto la presidenza di Federico Grilli, nel 2003, il Centro Regionale della Danza si è trasformato in Fondazione Nazionale della Danza, nella quale confluiscono attualmente alcune fra le più significative esperienze maturate nell’ambito della Regione e dell’intero Paese. Un’esperienza unica sul territorio nazionale che dà vita al corso di perfezionamento per giovani danzatori, organizza manifestazioni e rassegne, promuove e stimola l’interesse del pubblico verso i linguaggi coreografici.

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I prossimi appuntamenti dal vivo di Romeo an Juliet si terranno in febbraio il 13 al Teatro Goldoni di Livorno , il 25 al Teatro Sociale di Rovigo ed il 28 al Teatro Comunale di Bolzano; a marzo lo spettacolo farà tappa a Biella, Ferrara, Ravenna, Napoli, Forlì, Pisa e Milano , mentre il 14 e 15 aprile sarà la volta di Bologna al Teatro Duse . Invito tutti gli appassionati e non della scena performativa contemporanea e moderna a non mancare alle prossime repliche di questa sperimentazione, di questa rivisitazione rielaborata artisticamente che mutando ma non “coprendo” riesce a creare, a stimolare e a riorganizzare una comunicazione e percezione convenzionale della ricerca coreografica e tecnologica.

Un pò videodanza e un pò scultura, un pò installazione e un pò light-design, tornando indietro con la memoria a quando altri connubi celebri fra arte e danza risultarono produttivi ed inprescindibili; da Merce by Merce by Paik nato dall’incontro fra Nam June Paik e Merce Cunningham alle collaborazioni di Doris Chase con le più importanti compagnie di balletto degli anni settanta. Comunque la storia non è che sia sommersa da sodalizi e sconfinamenti artistici di vario genere e di vari stili, quindi ben venga quando menti creative ed ingegnose si fondono per dar vita a lavori più unici che rari, impareggiabili ed inconfondibili ai nostri occhi. Un “balletto” teatrale, musicale e visionario nel senso percettivo della parola, “opera totale” che ridefinisce lo spazio ed il corpo, contesto e significato.

Nuova luce che plasma e scolpisce le forme, nuova sintesi additiva, vera opera d’arte in continua evoluzione fruibile adesso sul palcoscenico dove il pathos è dinamico e dove il “montaggio delle attrazioni” di Eisenstein sembra riecheggiare dalle quinte. Se la videoscultura prende vita il senso primitivo del movimento si trasforma in tante sequenze a se stanti, quadri cromatici tridimensionali in continua esposizione. E si trasfigura sia il René Clair di Parigi che il Craig primo novecento, nonché uno Svoboda sintetico e psicologico. Ma adesso siamo qui, in Italia, dove Romeo and Juliet hanno la loro tradizione e passione ma finalmente anche una nuova visione e soluzione.


www.studiopesci.it

www.aterballetto.it

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