II 25 e 26 novembre, presso il museo d’Arte Contemporanea Villa Croce di Genova si è svolto il convegno-mostra Mappe Resistenti , Azioni artistiche nel territorio urbano interconnesso, evento curato da Alessandro Ludovico, Gianfranco Pangrazio, Tommaso Tozzi e Marco Villani.

L’intento dei curatori è stato quello di raccogliere una panoramica su una certa produzione a cavallo tra arte ed attivismo che si occupa di “cartografare”, in una accezione ampia e piuttosto relativa, le trasformazioni del paesaggio contemporaneo sviluppando forme di rappresentazioni critiche delle relazioni di potere nell’ambito del capitalismo globalizzato, senza trascurare anche una visione più storica sulle influenze che hanno segnato questa produzione. Opere di figure quali Giuseppe Chiari, Vincenzo Agnetti, nonchè l’ultimo film di Guy Debord, “In girum imus nocte et consumimur igni” affiancano le istallazioni di 01.org, Cartografia Resistente e Les Flottants.

I tre collettivi hanno presentato lavori che in qualche modo si avvalgono di locative media. Nel caso di 01.org, il duo di artisti presenta una istallazione ottenuta mappando costantemente i loro spostamenti con il GPS per un anno e restituendoli sotto forma di database cartografico. Il lavoro dei carrarini Les Flottants è un geo-blog dove attraverso una serie di tag territoriali è stato ricostruito il percorso della manifestazione di Genova 2001, collegando ai vari luoghi una serie di parole chiave. Parole che vengono riprodotte sullo schermo con dimensione variabile secondo la frequenza con cui vengono usate nelle descrizioni, creando delle nuvole di concetti all’incrocio tra eventi e luoghi.

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Il collettivo fiorentino Cartografia Resistente ha presentato invece Triangolazione, una serie di tre derive compiute nella periferia nord della città, di cui i partecipanti hanno ricomposto la narrazione attraverso il sito www.cartografiaresistente.org, che ha raccolto impressioni scritte, fotografie e suoni. Da qui il gruppo ha selezionato immagini, testi ed elaborazioni grafiche per l’installazione presentata a Genova. Il progetto, pur elaborando una chiara sensibilità artistica, si propone sostanzialmente di sviluppare uno strumento politico di riappropriazione della descrizione del territorio secondo una prospettiva dal basso e Open Source.

Nel corso dei due giorni il convegno ha affrontato una vasta serie analisi critiche e testimonianze di strategie, creando continue e interessanti connessioni tra argomenti e pratiche apparentemente distanti ma legate dalla comune esigenza di cartografare una emergente geografia di reti.

Il primo giorno gli interventi di Nicola Bucci , Sandro Ricaldone e Tommaso Tozzi hanno aiutato a focalizzare la vastità del campo di influenze che va dal pensiero filosofico di questo secolo al ruolo delle avanguardie storiche, dal panorama delle cartografie emozionali e mentali fino ai paradigmi della net art. Raffaele Scelsi ha rievocato l’esperienza fondamentale di Decoder nel dischiudere al panorama culturale italiano l’esplorazione delle cybergeografie.

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Andrea Natella ha presentato l’ultimo progetto di Guerrilla Marketing, “azienda” romana che si riappropria delle strategie del marketing per usarle come strumento di disvelamento sui meccanismi del potere, e il controverso sito Where-next dove è possibile scommettere sul luogo del prossimo attentato terroristico. Massimiliano Menconi ha presentato il progetto WikiArtPedia, data base sull’arte a carattere enciclopedico, sviluppato dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, mentre Arturo Di Corinto è stato il portavoce di Open Polis Community, un sistema che permette di accedere alle informazioni sui 140.000 politici eletti in Italia e incrementare e collegare ulteriori informazioni, ancora una volta secondo pratiche diffuse ed aperte a tutti i cittadini.

Tra gli interventi più appassionati ed appassionanti quello di Vittore Baroni, figura cardine delle controculture italiane dagli anni ottanta ad oggi, che ha proposto una ricostruzione delle pratiche della mail art accompagnata da una carrellata di lavori grafici, mappe, diagrammi e altre rappresentazioni che hanno tentato di disegnare nuove forme e modalità di relazione nell’ambito dell’azione artistica, e tracciando una affascinante mappa di relazioni tra le più disparate figure da Maciunas a Harry Smith, da Fluxus a Luther Blisset, dal progetto Trax alla creazione di NSK da parte dei Llaibach. L’intervento di Baroni ha delineato chiaramente come la mail art abbia anticipato in era pre-digitale l’insorgere dei paradigmi della net-art.

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Il convegno si è chiuso con l’intervento di Brian Holmes, californiano trapiantato a Parigi, collaboratore di Bureau D’etudes, che ha affrontato il tema della nuova geografia prodotta dalle reti, individuate come le strutture dominanti del potere culturale, economico e militare. Holmes ha introdotto il suo intervento citando Frederic Jameson che agli inizi degli anni Ottanta sollecita una “estetica della mappatura cognitiva” per risolvere l’incapacità delle nostre menti di mappare la grande rete multinazionale globale e di comunicazione globale decentrata in cui ci troviamo intrappolati come soggetti individuali.

Nel corso di una serrata esposizione ha presentato esempi di mappe che si collocano in un panorama piuttosto ampio, ordinandole secondo quattro punti cardinali, mappe di potere contrapposte a mappe di sciame (swarm), mappe di disseminazione contrapposte a mappe di costituzione. Da una parte rappresentazioni che cercano di esplicitare complessi nodi di relazione attraverso cui si strutturano i processi dominanti dell’economia e dei poteri militari, come nel caso delle note mappe di Bureau D’Etudes sul World Government, dall’altro l’autorganizzazione che produce effetti di massa in tempo reale, come descritto da Howard Rheingold.

Infine, un acuto intervento fuori programma di Antonio Caronia ha suggerito una ulteriore apertura tematica sulla dimensione temporale come aspetto da approfondire nella lettura della complessa realtà della network society.


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