Nato a Nova Gorica (Slovenia) nel 2000, cresciuto negli anni fino ad attraversare il confine e a incorporare (dal 2005) una serie di eventi curati dal Dams di Gorizia e oggi giunto alla sua settima edizione, Pixxelpoint non è semplicemente uno dei tanti festival di arti digitali sparsi in giro per il mondo.

L’iniziativa, infatti, vive e rispecchia positivamente tutte le contraddizioni di crescere su una frontiera che fino a qualche anno fa era quasi una cortina di ferro, e che oggi sta lentamente crollando, avvicinando due paesi molto diversi per storia, cultura e per interesse nei confronti dei media digitali. Saltellare di qua e di là dal confine per inseguire eventi che si sviluppano a poche centinaia di metri di distanza è un’esperienza abbastanza unica, che da al festival una atmosfera inconfondibile.

L’edizione di quest’anno, intitolata Dresscode, ha presentato, nelle parole del curatore Igor Spanjol, “work that deals with the formal, aesthetic and socio-cultural aspects of the digital media and will critically debate key events at the intersection of fashion and new media technology”. Come ogni anno, il festival ha affiancato una selezione di progetti presentati in risposta a un “call” internazionale (al centro Mostovna) e una mostra di artisti invitati per l’occasione (alla Mestna Galerija di Nova Gorica).

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Fra questi, Vuk Cosic e Matej Andraž Vogrincic hanno presentato un nuovo progetto di grande efficacia, History Homme (2006). I due si fingono fondatori di una casa di moda, la History, dedicata a studiare e a riprodurre gli abiti indossati dai protagonisti di alcuni momenti chiave della storia recente, nella convinzione che ci sia una relazione tra la “grande storia” e la cultura della moda che ad essa si intreccia. Il risultato sono 4 lavori (uno per ogni stagione) che affiancano all’immagine fotografica di alcuni momenti chiave della storia recente frammenti dei tessuti indossati dai loro protagonisti. La collezione invernale, ad esempio, ripropone le stoffe indossate da Churchill, Roosevelt e Stalin alla conferenza di Yalta nell’inverno del 1943, proponendo ai suoi clienti il “Churchill Camel” piuttosto che lo “Stalin Red”, mentre la collezione estiva ripropone la celebre fotografia di Eddie Adams del vietcong freddato da un poliziotto nell’estate del 1968.

Interessante anche il video dell’operazione Daspu, realizzata da Tadej Pogacar e dal collettivo brasiliano CODE:RED in occasione della 27a Biennale di San Paolo. Daspu è una vera casa di moda gestita da prostitute, che in Brasile sta avendo molto successo attirando una notevole attenzione da parte dei media. Presentandone i lavori all’interno delle proprie mostre, CODE:RED intende esplorare il mondo della prostituzione e le varie forme di economia che in esso prendono vita. Non poteva mancare, infine, il lavoro di Regina Möller, che dai tardi anni Novanta produce abiti (embodiment) e una rivista di moda (regina) come opere d’arte, riflettendo sulla costruzione dell’identità femminile e sui costrutti culturali su cui moda e arte si fondano.

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Sul versante italiano, l’evento organizzato dal DAMS di Gorizia ha preso quest’anno il nome di Pixxelmusic, con l’intento di svincolarsi parzialmente dai temi annuali del festival e costituire una sorta di osservatorio sui rapporti tra musica e immagine in movimento, dal cinema delle origini ai giorni nostri. La giornata del 29 novembre si è aperta con una proiezione organizzata dagli studenti, che hanno riflettuto sul rapporto tra cinema e musica da Melies a Chris Cunningham accompagnando le proiezioni con musica live.

Tra gli interventi del pomeriggio, moderati da Cristiano Poian e Paolo Peverini si è soffermato sul genere del mesh-up e sulle trasformazioni che quest’ultimo sta introducendo nel genere del videoclip, mentre gli sloveni Marko Milosavljevic e Saša Šavel hanno riflettuto sulla dignità artistica dei video musicali. Molto interessante, in particolare, l’intervento della seconda, che ha notato come, nella particolare realtà produttiva slovena degli anni Ottanta e Novanta, il genere del videoclip si sia affermato subito come genere artistico, coinvolgendo videoartisti e performer che appartenevano alla stessa realtà underground da cui provenivano i gruppi musicali e rifiutando da subito lo statuto di “commercial” attribuito al videoclip sin dalle sue origini. Fra gli esempi portati dalla Šavel, ricordiamo almeno i video dei BAST realizzati da Davide Grassi, in particolare Ron’s Story (2002), di fatto la documentazione di una performance dell’americano Ron Athey.

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Una bella rivelazione sono stati, infine, i lavori dei due artisti presenti alla giornata. L’olandese Ries Straver ha mostrato una selezione dei suoi video, da Fuck Television (trasmesso anche da Blob) a una serie di riflessioni sull’errore analogico o informatico (Plugin Out e Colorbars) fino a Crocodiles in Venice (2005), il trailer di un finto disaster movie hollywoodiano in cui si immagina una Venezia funestata dai coccodrilli. I video di Straver, che lavora a Fabrica, si muovono con disinvoltura fra arte, estetica pubblicitaria e videoclip, mettendo in collisione diversi codici comunicativi e privilegiando canali alternativi di comunicazione.

Il tardo pomeriggio è stato invece dedicato al regista Roberto Nanni, che da più di vent’anni porta avanti un lavoro estremamente rigoroso e caratterizzato dall’uso quasi esclusivo del super 8. Nanni ha proiettato L’amore vincitore. Conversazione con Derek Jarman (1993), un’intervista realizzata con il regista di Blue poco prima della morte, e un corto ispirato alla figura di Steve Brown, tastierista dei leggendari Tuxedomoon – di cui Nanni ha diretto diversi videoclip. Una narrazione intimista e lirica, quella di Nanni, che lavora con grande pazienza sulla postproduzione dell’immagine e che cerca costantemente di far dipendere quest’ultima dal flusso sonoro.

La serata si è conclusa al club Fly, che ha visto alternarsi sul palco Scuola Furano e IRDP, seguiti da Spiller e Putch1. Nulla di eccezionale, ma il teorema di Pixxelmusic è stato dimostrato: la relazione tra suono e immagine continua, e sta vivendo uno dei suoi momenti migliori…


www.pixxelpoint.org/

www.pixxelmusic.com/

www.aksioma.org/bast/

www.riesstraver.com/

www.crocodilesinvenice.com

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