Onoxo è un progetto di media design sperimentale realizzato dal croato Vedran Kolac, software artist, vj e motion designer, membro del collettivo Strukt Visual Network.

Dal 2002 i suoi interessi si concentrano sulla produzione video e grafica e sulla ricerca nell’ambito della generazione di visuals, con strumenti quali Action Script e l’ambiente di sviluppo di software vvvv, ultimo arrivato ma subito diventato punto di riferimento per tutti coloro che si esprimono attraverso la pratica audiovisiva generaiva in tempo reale e che amano mettere mano a un tipo di linguaggio che, a detta di loro stessi, risulta essere semplice, immediato ed estremamente potente. I lavori e i live visuals generativi di Onoxo, rivelano quindi una dimensione organica contaminata da fredde architetture in costante movimento, che riflettono l’abilità del giovane croato nell’integrare le potenzialità dei due software sopra indicati, insieme però ad altri capisaldi quali Max Msp, Processing e Pure Data.

Interessato ultimamente anche all’interaction design in tempo reale mediante l’utilizzo di Arduino, il talentuoso Onoxo è passato negli ultimi mesi un paio di volte in Italia: la prima al festival Interferenze, con alcuni screening curati da Valentina Tanni, ma soprattutto la seconda al festival Club to Club di Torino chiamato per un vjset dai ragazzi di Todo. Lo abbiamo quindi incontrato dopo il suo live set al Jam Club di Torino, sinceramente uno dei capitolo di vjing più dinamici, originali ed esteticamente affascinanti che abbiamo visto ultimamente a livello internazionale.

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Silvia Bianchi: Di che tipo di software ti servi per i tuoi live?

Vedran Kolac: Il software che ho utilizzato ieri sera è scritto in vvvv, e si basa sull’implementazione di questo linguaggio con altri fonti quali foto, suono e video. Ho realizzato la versione che uso in base alle esigenze del mixaggio live in forma generativa. Al momento mi stò concentrando sulla creazione di un nuovo software in Flash, che sarà scritto in action script, e avrà una struttura simile a quello che utilizzo adesso, ma che sarà anche web-based e quindi accessibile tramite il mio website. Credo che in questo modo molte persone in più possano vedere il tuo lavoro, il tuo pubblico è più ampio e allo stesso tempo puoi decidere che acceda a una parte del tuo lavoro, semplicemente consentendogli di uploadare le grafiche e di suonare con quelle, oppure lasciando usare il programma come un vj tutorial.

È molto difficile trovare programmi che lavorano con Flash in modo generativo, quelli che esistono in genere assomigliano di più a dei player, mentre per me è molto importante che il lavoro continui a essere concentrato sui metodi generativi e che possa essere controllato tramite un controller. Preferisco non avere troppi parametri video da controllare, mi piace lavorare sulla generazione e non limitarmi a lavorare sugli effetti dei video come fanno molti software per vj, che spesso hanno poi talmente tanti effetti che si rischia di non usarne nessuno.

La mia idea è di creare swf e di far si che uploadandoli lo user possa lavorare sui parametri direttamente dall’interfaccia del software e cambiare così il source in modo semplice e diretto. Così come il software che utilizzo adesso, utilizza come materiale di partenza per la generazione grafiche vettoriali e foto, il nuovo software utilizzerà come formanti plastici gli oggetti in flash.

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Silvia Bianchi: Ho trovato lo sviluppo del tuo lavoro molto bello, ciò che mi colpisce sempre dei lavori generativi è lo sviluppo che trovano nel corso della serata e come sia divertente utilizzarli.

Vedran Kolac: Il lavoro video è molto lineare. Nel generativo invece non c’è una time-line, non devi preoccuparti di avere il controllo del video, è più simile a fare musica. Nel caso del software che ho utilizzato ieri il punto di partenza sono foto e grafiche realizzate in photoshop di cui controllo attraverso i knob del controller il movimento, i colori, la composizione….

È tutto molto immediato e fluido, con un software di questo tipo puoi lavorare sulle immagini in diretta suonando come il dj, senza essere troppo subordinato a come procede la selezione musicale.

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Silvia Bianchi: Ho visto a proposito che il software che utilizzi ha un rilevatore di suono.

Vedran Kolac: Si, il software sfrutta l’audio ma cerco di controllare questa cosa e di limitare la determinazione sonora per evitare che ci siano troppi stacchi e che il risultato sia troppo piatto. Se la generazione fosse controllata esclusivamente dall’audio il risultato sarebbe meno fluido e le distorsioni del suono produrrebbero degli effetti dissonanti. Così preferisco avere l’ultima parola controllando in modo manuale le modalità di uscita del segnale video, il risultato appare così più spontaneo.

Silvia Bianchi: Hai altri progetti con altri artisti o lavori sempre solo?

Vedran Kolac: Al momento stò lavorando con un mio amico architetto alla realizzazione di responsive architecture, un software in grado di applicare il metodo generativo all’architettura. Abbiamo già lavorato insieme in passato alla realizzazione di un club show per il quale producevo grafiche specifiche caratterizzate da un estetica simile a quella del lavoro che hai visto ieri, molto pulita e minimale e lui le tracce audio; tuttavia in realtà in questo momento, piuttosto che lavorare sulla produzione di performance audio/video o di videoclip, preferisco concentrare il mio lavoro sullo sviluppo di questo tipo di sofware. Trovo che la programmazione sia la parte del processo più interessante.

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Silvia Bianchi: Tu sei di Zagabria, ci sono molte persone attive nel campo del generativo in Croazia?

Vedran Kolac: In realtà conosco pochissime persone che lavorano sul generativo in questo senso; la maggior parte di coloro che sono attivi nel campo dei new media si occupano in realtà di installazioni e quindi si relazionano comunque all’interattività ma attraverso un altro persorso. Ci sono delle persone e delle organizzazioni che si occupano di arte digitale e di tutto ciò che concerne il video a Zagabria e il loro impegno è molto prezioso; una di questa è Confusion, un gruppo dedito da anni alla promozione della visual culture e attivo nel supportare il lavoro di chi si muove in questo campo .

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C’è poi il Multimedia Institute di Zagabria, una piattaforma molto importante, che offre agli artisti un grande aiuto per la pubblicazione e per la realizzazione di mostre e installazioni. Ogni anno a luglio poi a Zagabria si tiene lo Sloboda stvaralastvu, un festival di arte, scienza e tecnologia all’interno del quale abbiamo una sezione dedicata al vjing chiamata Videoskop.

Questa parte del festival si concentra sull’idea di promuevere il vjing come una disciplina a se stante e di presentare la scena vj locale a un pubblico più ampio. Videoskop è realizzato con il supporto di Confusion e del Multimedia Institute di Zagabria, con i quali stiamo già lavorando alla preparazione dell’edizione di quest’anno, cercando di trasformare il festival in un appuntamento per il vjing internazionale.


www.onoxo.net

http://vvvv.org/tiki-index.php

www.mi2.hr/

www.myspace.com/confusionhr

www.slobodastvaralastvu.net/FrontPageEn

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