Ecosostenibilità: un tema sempre più forte della nostra contemporaneità, quasi un imperativo di fronte alle problematiche sempre più pressanti legate alla sopravvivenza del nostro pianeta. Ogni giorno i media lanciano allarmi più inquietanti sui pericoli derivanti dallo sfruttamento tradizionale del nostro ecosistema, che entro il 2050 o poco più si prevede raggiungerà proporzioni insostenibili.

Commercio, finanza, alimentazione, architettura, moda, turismo; l’ecosostenibilità, al confine tra moda e filosofia di vita, coinvolge dunque ormai ogni ambito dell’umano operare sulla scorta di ansie e preoccupazioni catastrofiste post-industriali, ma anche di quelle concrete opportunità di sviluppo che nuovi materiali, tecnologie, risorse e politiche possono rappresentare. Ricerche e applicazioni tutte da verificare, ma che in qualche caso sono già una realtà avviata. Come in Olanda dove è nata recentemente la prima discoteca eco-sostenibile d’Europa. Nel centro cittadino di Rotterdam, si chiama Off Corso, il primo dance-club che si «autoricarica» con il movimento delle persone che ballano in pista, grazie a un pavimento speciale in grado di trasformare l’energia cinetica in energia elettrica.

Presentato lo scorso 14 ottobre dalla sezione olandese del movimento Critical Mass, il progetto, realizzato in collaborazione con l’associazione Enviu, impegnata nell’attivismo ambientale, e lo studio di architettura Döll-Atelier voor Bouwkunst che ha sviluppato la tecnologia, intende «unire divertimento e lifestyle alle ultime idee in fatto di sostenibilità ecologica» per divertirsi certo, ma in modo responsabile. Perché se è vero che nulla si crea e nulla si distrugge allora si può anche ballare alimentando così il nostro fabbisogno energetico. Un modo ironico e intelligente per sfruttare sicuramente al meglio una parte delle nostre energie.

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Si tratta infatti di un dancefloor sospeso su sofisticati cristalli che producono energia «piezoelettrica» se compressi e fatti vibrare. Gli impulsi sono poi convogliati verso un unico generatore, che copre il fabbisogno energetico di tutto il locale. Ma non è finita perché lo spazio interagisce con i suoi ospiti attraverso pareti che mutano colore in base alla temperatura. La direzione artistica inoltre cura con gusto anche la sua programmazione, proponendo buon clubbing e manifestazioni cultural-digitali di tutto rispetto come la versione olandese del noto Resfest.

Off Corso tuttavia sembra già aver aperto la strada a quella che ben presto potrebbe diventare molto più che una trovata originale. Sono infatti già in molti a studiare le possibilità offerte dalla trasformazione di movimento delle persone in energia elettrica.

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Ad esempio in Inghilterra dove Clair Price, del gruppo Facility Architect, in collaborazione con l’università di Hull, sta cercando di realizzare una scala capace di raccogliere le vibrazioni del passaggio umano. L’obiettivo, secondo l’architetto, è «convertire almeno il 50% dei 6/8 watt generati da ogni persona sulle scale». Entro fine anno la Facillity Architect presenterà inoltre i risultati di un progetto a cura dall’ingegnere Jim Gilbert che intende dotare il pavimento di alcune stazioni della metropolitana londinese di generatori a pressione idraulica, capaci ad esempio di trasformare il passaggio quotidiano dei 34 mila passeggeri della Victoria Station in energia sufficiente ad alimentare 6500 lampade a led.

In bilico tra scenari futuribili e fantascientifiche visioni, uomini dunque come riserve energetiche continue. Il vostro futuro lo immaginavate così?.


www.off-corso.nl/

www.enviu.org/index.php?id=38

www.enviu.org/cm/cm_index_site.html

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