Negli ultimi mesi in molti se ne sono occupati, tante le testate che ne hanno parlato per varie ragioni e a vario titolo. Gli utenti hanno espresso le proprie opinioni e reclami su forume e riviste online, così mi sono chiesta cosa sia davvero Myspace e cosa pensino a tal proposito coloro che sembrano trarne maggiore vantaggio: musicisti, dj, vj e filmaker.

Che sia una community, un sito dedicato al social networking, una chat o addirittura, come è stata definita, una trappola per adolescenti, la fine della privacy o una forma evoluta di self promotion o di spam, MySpace si è proposto fin dall’inizio come strumento sociale, scegliendo come claim ‘a place for friends’, puntando quindi sull’amicizia, uno dei sentimenti più nobili e personali dell’uomo.

La mia ricerca su MySpace inizia dalla definizione di Wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/MySpace, che definisce Myspace come un sito dedicato al ‘social networking’ che permette un utilizzo interattivo del network da parte degli utenti, che hanno la possibilità di mettere in rete il proprio profilo personale, i propri blog, foto, video, musica e condividere tutto ciò con altri utenti, facendo amicizia e promuovendo se stessi tramite un sistema di mailing interno.

Attualmente, sempre secondo le notizie riportate da Wikipedia, sembra essere il quarto sito più visitato al mondo in lingua inglese e il sesto tra quelli di tutte le lingue e, a Settembre 2006, contava qualcosa come 106 milioni di account registrati.

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Secondo BusinessWeekhttp://www.businessweek.com/magazine/content/05_50/b3963001.htm, siti come MySpace e il suo antenato Buzz-Oven, servono a stabilire delle identità sociali, rappresentano un luogo dove creare un po’ di interesse intorno a ciò che si fa realmente, formando una rete di amicizie e contatti che sarebbe complesso stabilire in modi differenti.

Fin dall’inizio Myspace si è caratterizzato per essere diventato una vera casa per musicisti, dj e cantanti esordienti, ma anche filmaker e artisti di vario genere in cerca di una possibilità; nello stesso tempo è sempre stato tenuto sotto stretta osservazione come canale di promozione privilegiato per interessi commerciali, anche se per le aziende è difficile l’accesso a questo tipo di network.

Le domande: di chi è MySpace e soprattutto chi è Tom, sorgono spontaneamente a chiunque si registri a MySpace, dato che la sua foto compare subito nei top friend del tuo account appena creato. Esistono due storie a riguardo. Secondo la prima, Tom Anderson è un musicista di Santa Monica-California, con un diploma in arte cinematografica, che in collaborazione con Chris DeWolfe della Xdrive Inc. ha progettato un sito dove i musicisti potessero scambiarsi la propria musica e dove i fans potessero chattare con i loro artisti preferiti. Anderson si occupava di musica e cinema e aveva diversi amici a Hollywood, tra modelle, attori e musicisti che ha invitato ad aggiungersi alla community online. Nel giro di un anno tutte le star dei teenagers avevano una loro pagina su MySpace. Da lì il successo, poi l’interesse delle grandi multinazionali, fino a diventare il fenomeno che oggi rappresenta.

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Secondo altre fonti invece, MySpace sarebbe di proprietà di Spam 2.0 e Tom Anderson non sarebbe altro che il prodotto di un lavoro di PR, una sorta di mascotte creata per dare un’idea di familiarità al sito di un’azienda che si occupa di pop-up advertising, spam, spyware etc.. La maggior parte degli utenti crede che MySpace sia nato a casa di Tom, mentre per altri MySpace non sarebbe altro che una geniale bugia, una nuova forma di spam evoluto.

Creato quindi da Chris DeWolfe, che fino al 2001 ha lavorato per la Xdrive Technologies Inc., Tom Anderson il volto ufficiale di MySpace appunto, sarebbe il copyeditor del dipartimento di marketing dell’azienda di DeWolfe. Il MySpace che noi conosciamo sarebbe nato nel 2002 dopo il lancio di Friendster, un altro social networking di successo.

E sempre su questa linea ci sono altre pagine, che elencano quelle che sono state riportate da più siti come le cose che non sai riguardo a MySpace, http://www.banfacebook.com/myspace/what-you-did-not-know-about-myspace/ , tra cui leggiamo che non è un successo così spontaneo come sembra.

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Anche la rivista PcWorld non ama MySpace e il 15 settembre 2006, lo ha messo in prima posizione, nella classifica annuale dei peggiori siti del mondo (http://www.pcworld.com/article/id,127116-page,8-c,sites/article.html). Non intendo però dilungarmi sull’aspetto economico e sulle questioni ad esso connesse, nè alle varie polemiche sui minori che occupano spazio nei portali Usa (http://www.consumeraffairs.com/news04/2006/06/ftc_myspace.html), quanto piuttosto analizzare le potenzialità di questo networking per dj e musicisti, vj e filmaker, famosi e non, che a quanto pare riescono a sfruttare al meglio i servizi di MySpace.

Sembra che sia stata la presenza di celebrità e personaggi famosi uno dei motivi del successo di MySpace. Nello stesso tempo, la sezione musicale di MySpace ha aiutato diversi artisti a dare una svolta alla loro carriera, grazie alla popolarità ottenuta. Altre volte si è trattato più che altro di leggende, come sembra nel caso delle voci riportate da alcuni giornali, sul successo della cantante pop Lily Allen.

Esistono già diversi libri in commercio dedicati a MySpace (http://ask-leo.com/store/Books/MySpace), e c’è anche chi, come il The Wall Street Journal, ne annuncia la fine e l’abbandono da parte di molti utenti proprio a causa del suo successo, in un network troppo grande e poco ‘personale’.

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E’difficile in realtà avere un’opinione precisa sull’argomento, anche alla luce delle riflessioni che abbiamo riportato, perchè molto spesso qualcosa creato per uno scopo si trasforma involontariamente in qualcosa di molto diverso dall’idea originale e trattandosi in questo caso di persone reali, tutto è possibile.

Abbiamo chiesto un’opinione a molti musicisti, dj, vj e filmaker di ogni parte del mondo cosa ne pensano e il mese prossimo avremo tutte le loro risposte. In un’indagine unica nel suo genere, fatta per la prima volta in ITalia direttamente dall’interno di MySpace, per conoscere in modo diretto idee e opinioni, progetti e vantaggi, strategie e sogni, di una nuova generazione di artisti che si autopromuvono e condividono le proprie releases audio-video nel grande mare di Internet.

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