Settantacinque anni dopo averlo accolto tra le sue meraviglie, Barcellona ricorda il suo illustre ospite viennese Arnold Schönberg con una mostra dedicata al suo personaggio e alla sua produzione artistica e creativa, non solo musicale. Questo evento, tenutosi dall’8 settembre al 1° ottobre 2006 grazie alla Fundació Caixa Catalunya, è stato alloggiato nei sinuosi spazi di Casa Milà, nota anche come La Pedrera, forse la più famosa opera architettonica di Gaudí con la Sagrada Família.

E non a caso: l’originale costruzione fu infatti ultimata, dopo circa cinque anni di fatiche, nel 1911, anno della scomparsa di Mahler e dell’affermazione della modernità musicale che vide in Schönberg uno dei più importanti esponenti. Sempre in quell’anno, il compositore austriaco inaugurava una stretta relazione ideologica e collaborativa con Kandisky e con molti altri poeti, pittori e scrittori impegnati attivamente nelle riflessioni riguardanti le rotture linguistiche e concettuali di quell’importante momento storico.

Il compositore, che per motivi di salute doveva recarsi in un luogo dal clima più clemente, nel 1931 scelse di trasferirsi a Barcellona, città dove già nel 1925 aveva presentato alcune sue opere. Nella mostra alla Pedrera, si poteva vedere una riproduzione del contratto d’affitto della casa di Baixada de Briz 14 (oggi ancora esistente al numero 20-22), nel quartiere Vallcarca. La continuazione della via, che conduce al magico e ancora una volta guadiniano Parc Güell, porta oggi il suo nome.

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Durante la sua permanenza nella città, durata circa nove mesi, Schönberg approfondì i suoi rapporti con musicisti catalani come Pau Casals e Robert Gerhard, l’interesse per i quali aveva contribuito a fargli scegliere come meta Barcellona. Fu qui che, l’8 maggio 1932, nacque inoltre sua figlia Nuria, che divenne poi la sposa di Luigi Nono e che, in un duetto con il pianista Stefan Litwin, la sera di sabato 16 settembre, nel corso degli incontri relazionati con la mostra, ha illustrato la vita e il lavoro di suo padre.

A Barcellona, Schönberg continuò anche a praticare la pittura, producendo nature morte, caricature, ritratti, autoritratti e disegni, alcuni dei quali esposti alla mostra. “L’artista non fa quello che gli altri devono considerare bello, ma solo quello che è necessario per lui”, diceva il compositore, e Keller lo sostiene affermando “Strauss cercava la bellezza, Schönberg la verità”.

E che Schönberg fosse un cercatore è innegabile. Oltre a dedicarsi allo sport e al bricolage, inventava continuamente nuove cose: una macchina futurista che scrivesse da sola partiture musicali (alla mostra era esposto solo il progetto, perché la macchina non venne mai realizzata), una variazione degli scacchi per quattro giocatori evidentemente ispirata dalle pesanti atmosfere dalla guerra mondiale in corso, collezioni di carte, scatolette per ordinare le serie dodecafoniche.

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La mostra Schönberg BARCELONA, ad ingresso gratuito, era piccola ma estremamente curata e suggestiva. Le teche offrivano allo sguardo interessato dei visitatori partiture manoscritte originali, creazioni, disegni, foto e libri che ebbero una forte influenza su Schönberg (come “Seraphita” di Balzac). Vi erano installate inoltre una comoda e accogliente saletta circolare dove ascoltare estratti delle sue opere e una stazione audiovisiva dove ascoltare i contributi di alcuni intellettuali catalani, come i compositori Xavier Benguerel, Josep Soler i Joan Guinjoan e Josep Pons il direttore della Jove Orquestra Nacional de Catalunya.

Il 14, 15 e 16 settembre, sempre presso gli spazi della Pedrera, si è tenuto inoltre un simposio internazionale su Arnold Schönberg e la sua eredità culturale in Catalunya, con conferenze, tavole rotonde e due concerti. All’entrata della mostra erano inoltre in distribuzione gratuitamente libretti informativi con un’edizione più dettagliata dei testi esposti sulle pareti della mostra, una bibliografia selezionata sul compositore e un CD contenente due brani musicali (Op.33b per a piano” e “Supervivent de Varsòvia) e un frammento della conferenza MyEvolution con la voce di Schönberg (tradotto in catalano sul libretto).


www.fundaciocaixacatalunya.org/

www.provincia.torino.it/culturamateriale/en/ecoEnarciso/

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