Se come afferma De Kerkhove siamo nell’era elettrica, allora forse è lecito pensare alle forme della cultura digitale come a una specie di lanterna di Diogene con cui illuminare la nostra “umanità”.

Light up your contemporary, ovvero Transart alla sua sesta edizione sempre tra le città di Treno e Bolzano, sembra incoraggiare questa visione attraverso un programma denso di eventi e performance in cui ricerca, contaminazione e qualità si fondono in un’originale miscela di musica, danza, teatro, arte e nuove tecnologie sullo sfondo di inediti e fascinosi capannoni ferroviari, fabbriche e monumenti storici abbandonati. Dopo una suggestiva partenza (8.09) con l’Arabian Nights dell’Absolut Ensemble in cui la musica occidentale pop/rock si è fusa con le sonorità tipiche del repertorio della tradizione araba, il festival ha dedicato un lungo week end alle contaminazioni tra video arte e musica, presso il suggestivo forte di Fortezza. La videoarte è infatti uno dei nuclei centrali della manifestazione, che della multimedialità e dell’innovazione ha voluto fare il suo tema portante con un’attenzione particolare alla sperimentazione musicale contemporanea.

La magnifica cornice della Fortezza ha ospitato quindi il primo dei tre racconti monografici degli Skoltz_Kolgen duo di videoartisti e live media performer canadesi tra i più conosciuti e apprezzati del panorama internazionale. Silent Room è un video poema composto da 16 “tableaux vivants” , evocazione di 16 stanze di un albergo immaginario. Premiato al New York Independent Film e Video Festival nel 2004, si compone di 16 sequenze di suoni e immagini che conducono lo spettatore nella psiche e nello stato emotivo di esseri umani che appaiono come fantasmi di sé.

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“La nostra sfida è rendere sensuali degli scheletri informatici creando uno spazio visivo con una credibilità tale che le persone, quando vi sono immerse, credano che possa essere autentico tanto da arrivare a toccarlo, anche se è solo una dimensione astratta e figurativa.” Questo l’assunto di Dominique T. Skoltz e Herman W. Kolgen, la cui poliedrica produzione artistica trova un punto cardinale nelle performance audiovisive esplorando la connessione intrinseca tra suono e immagine.

Il ritratto dedicato a Skoltz e Kolgen alla scoperta della sensualità del digitale, è proseguito con altre due date bolzanine, nella prima delle quali è stato presentato ASKAA (già precedentemente portato in Italia dal festival Mixed Media di Milano dello scorso Maggio 2006) un lavoro che catapulta lo spettatore in una serra virtuale popolata da piante virtuali che si moltiplicano all’infinito sulle tracce di suoni microtonali, elaborati in un random pre-determinato dagli artisti. ASKAA e’ un ecosistema che reagisce alla musica e cresce sotto lo stimolo di impulsi sonori. Simulando i processi vegetativi, immagini organiche di vegetazione in esplosione traboccano dagli schermi e invadono l’ambiente. Il ciclo dedicato ai due artisti canadesi si è concluso con Epiderm, in cui la scienza diventa strumento di indagine artistica, tra suono e visione, conducendo lo spettatore in un viaggio curvilineo che dalla pelle induce ad una iperrealtà infinitesimale.

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Imperano i sensi anche nell’installazione La fleur de la Peau di Mathieu Briand, giovane artista francese, da sempre impegnato a sfidare i convenzionali criteri del linguaggio visivo, e della coreografa Prue Lang; La fleur de la Peau, presentato in prima italiana all’interno del festival trentino è una tappa fondamentale del percorso sperimentale intrapreso dall’artista, che si articola intorno a due frontiere: da una parte la nozione di interdisciplinarietà, dall’altra quella di esperienza.

Una casa, uno spazio sospeso, un’ atmosfera nebulosa tagliata solo da un laser verde che segue le tracce di una musica ipnotica. Un moto ondoso provocato da movimenti improvvisi di danzatori cresce poco a poco attorno agli spettatori, mentre la normale percezione si annulla e la mente si apre a nuovi orizzonti sensoriali.

Sul fronte musicale il festival è proseguto con una serata introdotta dalle note della storica arpa elettrica di Zeena Parkins, preludio per il campionario di suoni che i Matmos hanno poi dedicato a dieci personaggi del mondo dell’arte, della filosofia, della storia, della musica, per reinventarne la personalità. Patricia Highsmith, Valerie Solanas, Ludwig Wittgenstein, Darby Crash, William Burroughs, Re Ludovico II di Bavaria rivivranno infatti nella tensione di un suono carico di ironia e ambiguità.

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Punti di vista, è invece il titolo della mostra che raccoglie opere di Anri Sala, Christian Jankowski, Eva Marisaldi, Annika Larson, Aernout Mik e Diego Perrone: sospese tra storie personali e ricerche sociali, le opere in video qui presentate sono vere epifanie d’arte contemporanea. Tra sperimentazioni a cavallo fra musica e architettiura, live music e celebrazioni di anniversari illustri (quest’anno per il centenario della nascita di Samuel Beckett), l’asse del festival si allunga da Rovereto a nord fino ad Innsbruck per poi reimmergersi tra visioni e suoni con Matthew Barney e il suo Drawing Restraint, ultimo film realizzato in collaborazione con Björk , che ne è anche co-protagonista. 

Impossibile dunque documentare nella sua complessità un festival che ha senza dubbio il merito di essere riuscito a creare una piattaforma di cultura contemporanea interregionale e transfrontaliera, grazie alla partecipazione di artisti di calibro internazionale, all’appoggio degli enti territoriali e alle collaborazioni con i più rinomati festival europei.

Transart è riuscito inoltre nell’impresa, cui molti ambiscono, di coinvolgere soprattutto un pubblico eterogeneo e sempre più motivato da un’offerta culturale seria e qualificata, grazie anche a un politica di prezzi decisamente ragionevole. Il festival prosegue fino all’8 ottobre con le gli ambienti sonori di Benedict Mason, le magnetiche improvvisazioni di Bob Ostertag e Pierre Hebért, le coreografie di Veronica Riz. Per approfondimenti Radio Tandem di Bolzano dedica al festival alcuni speciali ascoltabili e scaricabili sul podcast Alto Adige Cultura.


www.transart.it/_Bottom.aspx?pid=30&tabindex=0&tabid=659

http://podcasting.provinz.bz.it/cultura/index.php?cat=cultura

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