Il 23 settembre 2006 si è svolta l’inaugurazione di Further Processing presso la Galleria Mediemturn di Graz, un’altro raro tentativo, come lo sono stati C.Stem (Torino) e Bitform (New York) di far emergere dall’oscuro mondo underground, le pratiche generative e la creazione di sistemi per la produzione creativa.

La mostra ha presentato dieci posizioni centrali di altrettanti dieci artisti sul tema della generative art e software art attribuendo al linguaggio di programmazione Processing un ruolo accentratore fondamentale. Processing è un ambiente di sviluppo creato da Ben Fry e C.E.B. Reas nel 2001 al MIT Media Lab nell’ambito del corso di computational design tenuto da John Maeda. Curatore e partecipante alla mostra è Marius Watz, che grazie al supporto della galleria Kunstverein Medienturn, ha costituito questa collettiva coinvolgendo tra i più importanti e famosi artisti dell’ambito.

Gli artisti in questione sono: Pablo Miranda Carranza, Fabio Franchino, Ben Fry, Golan Levin, Lia, Mark Napier, C.E.B. Reas, Karsten Schmidt, Martin Wattenberg, Marius Watz.

La mostra si è svolta nel modo più tradizionale, con un incontro con i giornalisti e l’inaugurazione a seguire, e l’esposizione rimarrà per circa 2 mesi, per dare la possibilità a eventuali collezionisti di acquistare le opere. L’unica differenza da una mostra tradizionale sono proprio le opere, che per la maggior parte sono impalpabili e forse fuori posto dentro una galleria. Si tratta infatti di una mostra di processi e non di oggetti.

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Ciascun artista ha mostrato una propria modalità nel definire un sistema composto da regole. L’esposizione è stat divisa in due zone ben distinte: una dedicata alla visualizzazione dei dati, mentre l’altra alla generative-art più stretta, quella con un approccio più edonistico all’estetica.

Nella zona dedicata alla visualizzazione dati possiamo ammirare i famori software di Ben Fry, Isometric Blocks e di Golan Levin, The Dumpster, prodotta dal Whitney Museum: entrambe le opere sono accomunate da un’elevata complessità tecnica, mentre differiscono nel tema visualizzato. Isometric Block mostra in varie modalità la complessità del codice genetico per blocchi, mentre l’opera di Levin mostra in tempo reale i commenti di centinaia di blogs che fanno riferimenti alle relazioni interpersonali, nel quale è interessante scoprire le enormi similitudini di frasi e parole di migliaia di ragazzi sparsi per il mondo, quando devono parlare delle proprie relazioni amorose.

Pablo Miranda Carranza sperimenta con i principi architettonici, creando sistemi di visualizzazione di oggetti evoluti secondo le regole genetiche, mentre Martin Wattenberg con Thinking Machine mostra all’utente il processo di calcolo dei giocatori in una partita a scacchi, concludendo così la zona data-visualization.

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Nella zona dedicata alla generative-art ci sono i lavori di C.E.B. Reas, Karsten Schmidt (aka toxi), Marius Watz, Mark Napier, Lia e Fabio Franchino. In questa zona ciascun artista fa uso di sistemi per la formalizzazione di un estetica, utilizzando tuttavia una propria linea stilistica decisamente tangibile.

Further Processing è stato quindi un altro piccolo capitolo di un libro fatto prevalentemente di sforzi di appassionati e addetti ai lavori, per far emergere una pratica che nel futuro prossimo avrà un ruolo molto importante, sia nell’arte che nell’espressione creativa che soprattutto nella vita quotidiana di ciascuno di noi.


http://medienturm.at/mt.php?id=2&sid=225&k=full&_pid=399

www.steirischerherbst.at/2006/english/calendar/calendar.php?eid=45

www.proce55ing.net/

www.cstem.it

www.bitforms.com/#id=34&num=1

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