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VIEDRAM, TRA VIDEOARTE E SOUND DESIGN
Txt: Francesca Castenetto
Un calendario ricco di appuntamenti è quello che sta aspettando il popolo della notte che il 9 settembre 2006 animerà le strade di Roma dalle ore 21 fino alle prime luci dell’alba. E’ la Notte Bianca, rendez-vous fisso della capitale che sempre più privilegia la creazione contemporanea in tutte le sue forme, dalle arti plastiche alle proiezioni cinematografiche, alla musica.
Tra gli appuntamenti che spiccano nel panorama delle arti visive troviamo VIEDRAM, il Festival di Videodesign organizzato dall’ Istituto Europeo di Design di Roma. L’evento si tiene dalle ore 23 nella sede IED del quartiere Testaccio, in Via Giovanni Branca 122 . Questa è la quarta edizione del festival, e forse anche il coronamento di un lavoro che è partito quasi in sordina per arrivare quest’anno ad avere i patrocini istituzionali del comune di Roma e della Regione Lazio.
VIEDRAM, oltre ad offrire l’opportunità ad artisti emergenti di partecipare ad una stimolante competizione, mira a divenire un osservatorio internazionale sulle tendenze più attuali della produzione videodigitale. L’ideatore e promotore del progetto è Luigi Vernieri, direttore di IED Arti Visive di Roma e art director di numerose campagne pubblicitarie.
E’ lui che ci spiega che importanza assume VIEDRAM nel panorama della capitale. Un’importanza significativa perché a Roma è l’unico evento nel suo genere che offre uno scenario “autogestito”: il plus del festival, infatti, è quello di dare voce e visibilità agli artisti e videomaker che producono prodotti di videodesign a basso costo e stimolarne la produzione.
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La proiezione dell’osservatorio internazionale è seguita da un concerto e da una performance di video e sound design. Grooves e vjing curati da Vernieri, che ha condotto performance di vjing per Coccoluto, Jeff Mills, Kyoto Massive Attack, Koop, Nicola Conte. Al basso Andrea Grossi, alle chitarre Egidio Marchitelli e alle percussioni Pasquale Angelini .
“I linguaggi del video e del sound si intrecciano naturalmente” spiega Luigi Vernieri. “Quattro anni fa si è colta la necessità di coniugare in modo naturale le due discipline. E’ anche per questo che lo IED, che già offre un corso di Videodesign, lancia quest’anno il triennale di Sound Design, una scelta imprescindibile se pensiamo che qualsiasi nostro studente, nella realizzazione di un video, utilizza sia tecniche video che audio”.
Tutto questo riassume anche il significato della produzione videodigitale oggi, che rappresenta sempre più un modo per poter creare un prodotto finito a costi contenuti senza bisogno di attori e troupe. Creatività alla portata di tutti.
Vernieri ci spiega anche in che cosa consiste l’osservatorio internazionale che verrà presentato . “Tutti i video sono stati selezionati in base a criteri di innovazione, creatività e nuovi linguaggi grafici, con una particolare predilezione verso i prodotti più validi realizzati a basso costo – chiarisce Vernieri – I video presentati sono opere di forte impatto visivo e un’importante ritorno estetico realizzati con budget contenuti. Gli stessi criteri vincenti che hanno premiato i video risultati finalisti al concorso”.
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Innovazione e sperimentazione, quindi. Gli stessi elementi che accompagnano un altro progetto targato IED Roma di cui Vernieri è il direttore artistico e che verrà presentato subito dopo l’osservatorio internazionale e la premiazione del concorso. Si tratta del FEFE’ Project , acronimo di Free Entry, Free Exit , un marchio che ha l’obiettivo di riunire creativi operanti nei settori delle arti visive per invitarli a partecipare alle sue iniziative. Lo spirito è quello del collettivo artistico a tema in cui ognuno è coinvolto in prima persona mostrando il proprio punto di vista, la propria interpretazione, il proprio talento. Free Entry, Free Exit, significa appunto prevedere la partecipazione libera di artisti che contribuiscono al progetto o, perlopiù, ad alcune iniziative specifiche.
Organo ufficiale del collettivo è un magazine trimestrale con una linea editoriale nuova e originale. I riferimenti internazionali si ritrovano in progetti editoriali come Rojo e Belio (Spagna) , Espaces (Francia) e, per alcuni versi, Adbusters (USA). L’idea su cui si fonda il Magazine è di stimolare i creativi che ospiterà nelle sue pagine, attraverso l’input di una frase tratta da un film, chiedendo un’interpretazione visiva della stessa estrapolata dal suo contesto di origine. Si fornisce un briefing di prodotto, decontestualizzandolo da una origine commerciale. Questo il filone visual.
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“Il secondo filone del progetto è quello musicale” ci spiega Vernieri “Free entry a musicisti e sound designer a cui è stata presentata la medesima head line del sucessivo numero del magazine. Il CD che viene presentato a VIEDRAM nasce da un’intervista a un “maestro d’ascia” di Monopoli (Bari) che ha ispirato le 10 tracce musicali. Il Briefing è una frase, “Dove vuoi andare? Il più lontano possibile“, tratta da Identità Violate di D.J. Caruso, 2004.
In ogni traccia troviamo diversi modo per fuggire, per andare appunto lontano. E gli artisti sono tra i più disparati, dalla cantante professionista che ha prestato la voce, al trombettista che ha interpretato un pezzo secondo le sue capacità”.



