A un primo sguardo possono sembrare le sperimentazioni di un giovane architetto visionario, formatosi alla scuola del modernismo internazionale ma chiaramente influenzato dall’estetica dei software di modellazione tridimensionale, oltre che dagli scenari cupi e minacciosi dei videogiochi contemporanei.

E invece le creature architettoniche di Alex Dragulescu, artista rumeno residente negli States, sono state generate da un programma sulla base di un input singolare: le mail spazzatura. Il progetto Spam Architecture, che si inserisce in un filone di ricerca che include anche Spam Plants (forme vegetali generate dalla junk mail) e Respam (progetto di net.art che tenta la mappatura e la collezione della posta indesiderata), è un affascinante tentativo di dare forma visiva all’imponente flusso di dati generato ogni giorno dallo spam nelle nostre caselle di posta.

L’analisi testuale dei dati raccolti (la ricorrenza di una certa parola, la data di arrivo dei messaggi, il numero ip del mittente) permette all’autore di selezionare i parametri per la generazione automatica delle forme architettoniche. Il risultato sono degli edifici grigi e geometrici, caratterizzati da forme aggressive e appuntite, da piani aggettanti alternati a cavità scure e profonde. Forme che, pur non recando alcun segno visibile che riconduca alla natura dei dati utilizzati per la loro generazione, riescono tuttavia ad evocare il carattere aggressivo e fagocitante dello spam, la sua natura subdola e violenta.

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I criteri che ispirano il progetto sono quelli, ben noti, dell’ information visualization , una disciplina che studia le possibili traduzioni visive dei dati (di qualunque genere, da quelli scientifici, a quelli statistici ed economici). L’approccio di Dragulescu però, va chiaramente al di là di una mera traduzione del materiale alfanumerico grezzo in forme e colori. Il suo tentativo, particolarmente riuscito nel caso delle architetture spam-based , è quello di produrre visualizzazioni che siano anche evocative, che tengano conto del fattore artistico ed estetico e non solo di quello tecnico-sperimentale.

È anche il caso, ad esempio, di Extrusions in C Major, che applica i principi dell’ information visualization alla musica, in particolare quella classica, trasformando in immagini il Trio in Do Maggiore per piano, violino e violoncello di Mozart.

L’artista rumeno, che ha appena concluso un Master in Fine Arts all’Università di San Diego, dove dirige il laboratorio Experimental Game Lab, svolge da anni una ricerca a tutto campo sulle possibilità creative della simulazione digitale, sulla scrittura algoritmica e sui modelli computazionali, fondendo con raro equilibrio la sperimentazione sul codice con le esigenze visive, narrative e concettuali proprie della migliore arte contemporanea.

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Tra i suoi progetti più noti va segnalato anche Blogbot, vincitore dell’ IBM New Media Award al Festival for Expanded Media di Stoccarda. Si tratta di un agente software, tuttora in fase di sviluppo, in grado di generare graphic novels sulla base di testi prelevati dai blog. Il bot scandaglia il web alla ricerca di blog che trattino uno specifico argomento e a partire dal materiale raccolto produce un collage dinamico di immagini e stringhe di testo. Il primo risultato di questo progetto si chiama What I Did Last Summer: un racconto visivo sul tema della guerra in Iraq, che unisce i testi di due noti blogger testimoni del conflitto mediorientale con frammenti di immagini prese dal videogioco Civilization 3

Per le prossime versioni del software è prevista l’implementazione di algoritmi basati sulla linguistica computazionale, portando l’analisi del testo a un livello ancora più profondo, quello del significato. Come spiega Dragulescu in una recente intervista, “by analyzing text using computational linguistic methods, you can detect anger and sadness. Turning those into gestures in three dimensions, that would be interesting”.


www.sq.ro

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