Recentemente ospitati al Festival delle Colline Torinesi, Fanny & Alexander non è solo una compagnia di teatro sperimentale. Sono attori, scrittori, performers, fotografi, video maker. Un duo che brilla per volitività e per goliardia, certo dai tratti decisamente cervellotici. Nati a Ravenna nel 1992 dal connubio artistico di Luigi de Angelis e Chiara Lagani, I Fanny & Alexander hanno all’attivo una quarantina di eventi tra spettacoli teatrali, installazioni, performance, mostre fotografiche, produzioni video e cinematografiche. Dal 1999 collabora con loro anche il fotografo Enrico Fedrigoli.

Portati all’attenzione del pubblico e della critica per i progetti, Romeo e Giulietta (1999), Requiem (2001), Alice vietato > di 18 anni, Ada e cronache Familiari, si distinguono per un uso onnivoro di qualsiasi mezzo espressivo, il linguaggio, i media o le strumentazioni tecnologiche. Definirli solo teatranti non dà merito alla loro bulimia creativa: fotografie, video, oggetti parlanti, suoni fuori campo, un amore smodato per i giochi linguistici (anagrammi, sciarade, rebus) sono gli ingredienti principali della loro messa in scena. I temi sono rubati al mondo dell’infanzia e alla sua fine: un’infanzia schizoide e un suo collasso prematuro.

Sia la scelta del loro nome, così come i titoli letterari da cui liberamente sono tratte le loro opere, i colori, le ambientazioni, le scenografie testimoniano questa loro attenzione ossessiva. Il nome Funny & Alexander riprende il titolo di uno degli ultimi film del grande regista Ingmar Bergman, che parla, non a caso, di due giovani adolescenti alle prese con l’interruzione brusca della loro giovinezza.

.

Così Alice vietato > di 18 anni, tratto dal romanzo di Lewis Carroll, come la stessa Chiara Lagani descrive, “è un’impeccabile struttura del terrore e del fantastico”. Un dispositivo scenico e narrativo tutto in soggettiva come proiezione deforme della protagonista, che fonde sogno e realtà. E’ la mania dell’infanzia che guida la visione di Alice. Un’infanzia letta nella sua delirante onnipotenza, nemica e fraudolenta. La saga Ada, Cronache familiare , parimenti, si ispira alla vicenda dei due fratelli Ada e Van, e la loro relazione incestuosa, durata tutta la vita, narrata dallo scrittore russo Nabokov nel romanzo Ada o Ardore. L’Heliogabalus ultimo progetto del duo affronta il paradosso dell’adolescente regnante: l’imperatore romano Marco Aurelio Antonio, invasato dal culto del sole El-Galab, chiamato a governare a 14 anni e ucciso a 18 dai suoi pretori. Storia allucinata che aveva già colpito la fantasia errante di Antonin Artaud.

Ma questa, sebbene nodale, è solo una delle linee di ricerca degli speleologi ravennati, sempre sulle tracce, ingigantite dal blow-up scenico, delle sottili perversioni della nevrosi post-moderna: l’amore e i suoi rovesci, una pornografia esibita, morbosa e patinata, il terrore della fiaba, l’amnesia del frammento. Ricorda il loro lavoro, nel gusto e nelle tinte, quella tendenza letteraria definita negli anni ’90 come nevroromanticismo . Ma questa è solo una notazione.

.

Oltre al carattere deciso delle loro tematiche, quello che colpisce è la loro metodologia, nomade, sempre in fieri, multiforme, che trova nella cornice scenica solo una della tante soluzioni. Installazioni video, continui commenti testuali e arricchimenti alla drammaturgia che si rinnova di volta in volta, performance musicali, una documentazione fotografica che diventa essa stessa narrazione, conferenze, rendono il lavoro di Fanny & Alexander materia viva, un magma che si espande in mille rivoli.

Ada, Cronache familiari, rappresentata quasi per intero al festival torinese, è una libera rivisitazione del racconto Ada e Ardore di Nabokov. Suddivisa in otto piece o “dimore”, l’opera mette in scena, in modalità episodica, vari momenti topici del racconto, slegati da un ordine cronologico e narrativamente autonomi. Sei gli episodi, in “prima assoluta” messi in scena a Torino in un unico percorso: gli spettacoli Aqua Marina , Ardis I , Ardis II , e Vaniada , costellati dalle videoinstallazioni Villa Venus e Lucinda Museum, al loro debutto. Ma non solo. A tutto questo si è aggiunta una mostra fotografica di Enrico Fedrigoli e la presentazione della due pubblicazioni: un libro gioco e Ada, romanzo per enigmi in 7 dimore, composto di giochi di parole, enigmi, sciarade che ripropongono le dinamiche e gli incastri del lavoro teatrale.


www.fannyalexander.org/archivio/index.html

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn