Sonic Acts è un festival di arte elettronica ormai storico che si tiene in quel di Amsterdam, muovendosi tra conferenze, concerti e performances. Quest’anno si è tenuto presso due location storiche di Amsterdam, il Paradiso e il De Balie, annoverando tra i lecturers presenti personaggi del calibro di Arjen Mulde, Ben Fry, Golan Levin e Casey Reas e tra i performers gruppi come i Granular Synthesis.

Abbiamo scambiato qualche parola con Lucas van der Velden e Gideon Kiers; il primo è il direttore artistico del festival mentre il secondo è uno dei tre curatori della rassegna; insieme hanno curato anche il dvd Sonic Atcs XI, undicesimo capitolo di una collana editoriale di Dvd che raccolgono il meglio della produzione audio-video ospitata annualmente all’interno del festival o che verrà ospitata in futuro. Tra le altre cose i due fanno anche parte di Telcosystems, progetto artistico per la costruzione di sistemi collaborativi dedicati all’audiovisivo, a testimoniare la vitalità e la versatilità di questo terreno di sperimentazione e dei protagonisti che lo abitano, capaci ormai di muoversi con disinvoltura attraverso differenti piattaforme di analisi e diffusione, siano essere festival, Dvd, riviste o progetti in rete.

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Guardando con attenzione il Dvd Sonic Acts XI, un primo impatto positivo arriva da Karl Klomp/Toktek con una distorsione curiosa, divertente e inquietante di un loop televisivo molto semplice che, seppure non utilizzi un linguaggio particolarmente innovativo, l’equilibrio tra rumore, lirismo e ironia è talmente ben bilanciato da essere un piccolo bijou. Altro punto forte del dvd è ROTOR composed output #3 di Brecht Debackere e Boris Debackere, viaggio immobile al centro di una macchina sferica in fiamme: immersivo e potente. Di 200 Nanowebbers dei Semiconductors su musica di Double Adaptor avevamo già avuto modo di parlare in un’intervista di qualche mese fa su DigiMag, e il pubblico più attento di Milano ha avuto l’opportunità di vederlo in una mostra organizzata da Care Of: spazi (neurali?) tessuti in n dimensioni che vibrano al suono di percussioni incongrue.

Ma forse l’opera più incisiva dell’intero DVD è Berlin, di Karl Kliem/Dienststelle su musica di Alva Noto e Ryuichi Sakamoto. E scusate se è poco. Una sfera pulsa su mari filamentosi, e ogni elemento sonoro è evidenziato in modo diretto da un avvenimento video. Il che, tra l’altro, è caratteristico del lavoro di Dienststelle (se vi interessa la sinestesia stretta cucinata in modo minimale cercatevi tutti i suoi lavori, anche se chi era presente al Dissonanze di quest’anno ne ha avuto un più che soddisfacente assaggio nella rassegna audio-video curata da Digicult).

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Un capitolo a parte meritano le documentazioni di performance e installazioni, che riescono ad essere interessanti soprattutto se si tiene presente il divario che esiste sempre tra esserci e non esserci. Interessante in questo senso la registrazione di Ursunography di Jaap Blonk e Golan Levin, esibizione testual-vocal-visuale con dettatura futurista di fonemi che viaggiano in video attorno alla testa del performer. Molto promettente anche la documentazione di 4413 di Mateusz Herczka, istallazione che prevede la proiezione su widescreen di immagini di un allucinogeno viaggio artificiale nel paesaggio olandese…purtroppo, come per tutte le installazioni, dovremmo essere lì; speriamo di vederla passare ad queste parti al più presto. Lo stesso discorso si può fare per FELD dei Granular-Synthesis, infilata di schermi per attacchi epilettici che non si riesce a godere, ovviamente, a pieno su uno schermo normale.

In ogni modo, un DVD che offre veramente una panoramica interessante e differenziata (anche se non esaustiva) del mondo dell’audiovisivo contemporaneo. L’unica nota un po’ dolorosa è costituita dai desktop set audiovisivi di net-artistica memoria (ZNC Browser 2.0 di Peter Luining e OSX Tiger %Desktop Live di Jodi) che, a mio parere, non riescono ancora a emanciparsi dall’esperienza degli anni ’90 e dal feticismo per il panorama-desktop.

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Bertram Niessen: Come avete scelto gli artisti presenti all’interno del Dvd? Qual’è il concept che sta alle spalle di questa precisa selezione?

Lucas e Gideon: Abbiamo scelto di presentare un largo range di computerworks audiovisivi che, secondo noi, meritavano un’attenzione speciale. Praticamente tutti gli artisti presenti sul DVD hanno suonato al festival in anni recenti o sono sulla nostra lista per il futuro. L’idea era quella di fornire una panoramica dello stato attuale dell'(audio)visual / live cinema / computer art. Ovviamente, un altro criterio per noi è stato quello di far vedere opere che ci piacciono e che ci interessa promuovere.

Bertram Niessen: Cosa pensate della scena internazionale dell’arte audiovisiva elettronica? Pensate che ci sia un rafforzamento delle pratiche dal vivo?

Lucas e Gideon: Sicuramente pensiamo che questa sia un’area estremamente viva e stimolante. Anche se sono stati fatti molti progressi negli ultimi anni, c’è da fare ancora un sacco di strada. Questo sia in termini di contesti (ovvero ambienti ottimali per proiettare/esibirsi), in termini di tecnologia (strumenti per l’audio/video in realtime), in termini di presentazione (comunicazione con un coinvolgimento effettivo del pubblico) e, ovviamente, in termini di qualità (composizione, originalità). Divenendo la tecnologia sempre più economica e semplice da usare, sempre più persone hanno accesso a strumenti di produzione e il campo si allarga o, come hai detto tu, si rafforza. Allo stesso tempo non bisogna dimenticare che non si tratta di un campo nuovo: l’arte elettronica audiovisiva è stata con noi per 50 anni. Quindi, come festival, sentiamo anche la responsabilità di mostrare sia agli artisti che al pubblico da dove provengono.

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Bertram Niessen: Voi siete artisti e curatori allo stesso tempo. Pensate che questa condizione abbia modificato le vostre scelte? E se sì, come?

Lucas e Gideon: Si, siamo entrambi parte di Telcosystems ed è fantastico avere la possibilità di promuovere le cose che per noi sono importanti. Organizzare un festival, mettere insieme un DVD o un libro, è in un certo senso la stessa cosa; è’ un modo fantastico per incontrare altri artisti e mostrare al mondo cose che non ha mai visto e che ha bisogno di vedere urgentemente. Nel dvd i progetti si distinguono sulla base della capacità di integrare una ricerca audiovisiva interessante con la costruzione di un percorso narrativo.


www.sonicacts.com

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