Future Fashion Show: Vestire Il Futuro

FUTURE FASHION SHOW: VESTIRE IL FUTURO

Txt: Simona Brusa

 

 

Il Future Fashion Show, sfilata-happening di tecnologie indossabil, si è tenuto a Pisa dal 20 al 21 maggio nell’ambito del convegno Le invasioni tecnologiche, incontro-dibattito attorno all’influenza delle nuove tecnologie sul pensiero, la comunicazione e la scienza.

L’evento, sponsorizzato da Viaggio Telecom, è stato mirabilmente curato da CuteCircuit e ha visto la presenza dei maggiori nomi che animano la scena della sperimentazione attorno alle wearable technologies (tecnologie indossabili). Le maggiori scuole internazionali, che includono programmi di interaction design e sperimentazione avanzate con le nuove tecnologie (ITP New York, Banff Centre Canada, Central Saint Martin London, Media Lab, Fabrica, Interaction Ivrea), sono state ampiamente rappresentate sulla scena della sfilata e nella mostra tenutasi alla Stazione Leopolda di Pisa il giorno successivo.

I lavori presentati alla mostra sono stati divisi in 4 categorie: Communicative , Adaptive, Fun ed Expressive. Nella categoria Adaptive (indumenti che si adattano al contesto in costante mutazione e rendono la nostra vita più confortevole e sicura) colpisce la mia attenzione (re)connect di Kate Hartman (Interactive Telecommunications Program, NYU, USA), una giacca di felpa dalle abbondanti proporzioni dotata di tessuto conduttivo, stecche e piccoli motori che producono vibrazioni. Un’idea semplice ma molto pertinente al concetto di abito come protezione dal mondo esterno: in questo caso la giacca funziona da schermo per il caos circostante. Assumendo delle pose naturali, come l’atto di tenere le braccia coserte, l’indossatore chiude il circuito interno attivando una sottile vibrazione che agisce sulla parte superiore del corpo. La diffusa sensazione aptica aiuta a concentrarsi su se stessi e sulle proprie sensazioni, a chiudersi nell’intimo del proprio spazio fisico e mentale.

Interessante nella categoria Fun (indumenti che rendono le attività quotidiane più divertenti e piacevoli) Hearwear di Younghui Kim e Milena Berry (Absurdee LLC, e Missing Pixel LLC, USA), un’altra esplorazione della relazione abito-spazio esterno. In questo caso si tratta di una linea di abiti e accessori che si trasformano in “schermi” per la visualizzazione grafica del rumore ambientale. Un modulo di riconoscimento del suono, abilmente nascosto nel tessuto, registra il livello di rumore circostante, ne riconosce il pattern e lo trasforma in un’attraente sequenza di luce emessa dai fili elettroluminescenti intessuti nella stoffa. Il concetto è proposto in due declinazioni, una borsa sportiva e un’elegante gonna.

Tra gli abiti della categoria Expressive (indumenti che rendono le attività quotidiane più divertenti e piacevoli) merita una menzione speciale The Soft Electric di Grace Kim (Interactive Telecommunications Program, NYU, USA). Questo progetto è il risultato di una tesi che esplora l’estetica emergente delle tecnologie indossabili. Grace Kim concentra la sua attenzione sulla tecnologia come ornamento e crea un bellissimo capelet, tessendo e ricamando a mano feltro e fili conduttivi, che accendono piccoli LEDs quando il fermaglio frontale è chiuso. Semplice, funzionale ed esteticamente molto piacevole ed equilibrato.

WhiSpiral di Elena Corchero e Stefan Agamanolis (Media Lab Europe, Ireland) esplora l’indumento come relazione e memoria. La bellissima stola spiraliforme nasconde nel soffice tessuto 9 piccoli moduli di registrazione capaci di immagazzinare brevi messaggi (10 secondi), che si possono riascoltare al tocco di una semplice carezza. L’idea poetica è che questo accessorio-memoria, materiale e immateriale al contempo, possa costiture l’ideale regalo di addio per una persona cara.

Il processo di esplorazione artistica del connubio tecnologia-moda, iniziato in Italia dall’Interaction Design Institute di Ivrea, ha trovato una naturale continuazione nel Future Fashion Show di Pisa, introducendo a un più vasto pubblico la tematica degli smart clothes e delle wearable technologies . L’augurio è che questa manifestazione sia solo il preludio e che il dibattito attorno a design, moda e nuove tecnologie non si fermi qui ma trovi presto un altro palco e un pubblico ancor più vasto.

 

 

www.cutecircuit.com

www.cutecircuit.com/now/futurefashion-catalog/

www.katehartman.com/projects/reconnect/index.htm

www.absurdee.com/HearWear/

www.iamgracie.com/thesis/

http://web.media.mit.edu/~stefan/hc/projects/whispiral/

 

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