Drawing Restraint 9, il nuovo lavoro di Matthew Barney. Un lungometraggio di 135 min. con colonna sonora curata da Bjork. Due delle menti più interessanti del momento si sono unite in questo progetto, un video permeato di cultura giapponese.

Matthew Barney e Bjork sono i due protagonisti della pellicola, i due Ospiti Occidentali invitati dall’Ospite Giapponese per assistere alla cerimonia del te, punto cruciale del film. L’azione si svolge nell’arco di una giornata. L’arrivo degli ospiti sulla nave, la loro preparazione e vestizione per poter assistere alla cerimonia, il loro incontro, l’amore tra loro due che si trasforma in una mutilazione reciproca. Il film inizia con una splendida sequenza di una donna che incarta dei piccoli pacchi: piena di poeticità, con una colonna sonora che enfatizza i suoi gesti, la sua lentezza e disciplina, la trama prosegue poi con il corteo, composto da alcuni danzatori, che segue l’autocisterna che arriverà alla baleniera, dove poi si incontreranno i due protagonisti e si terrà la cerimonia del te.

Sul ponte della baleniera degli operai stanno costruendo un enorme “vasca” con la forma di un’ellisse barrata al centro, il simbolo distintivo di Barney che si ritrova in quasi tutti i suoi lavori e che in questo caso sarà riempita di un liquido gelatinoso simile a vaselina (il contenuto dell’autocisterna). Sono quindi present tutti gli elementi che ci possiamo aspettare dal genio di Matthew Barney.

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Drawing Restraint 9 è l’ultimo lavoro della serie Drawing Restraint, iniziata nel lontano 1988. I primi capitoli erano performance che terminavano con la creazione di un segno, un disegno, uno schizzo. Il disegno era creato tramite degli sforzi compiuti dall’artista, sforzi ginnici. Barney usava attrezzi per fare ginnastica, si lanciava da trampolini, si arrampicava, compiva azioni finalizzate a immagazzinare forza ed energia e i disegni che ne uscivano erano la rappresentazione di quella stessa forza accumulata e trattenuta. Questa sua scelta, questo modo di esprimersi, gli deriva infatti dalla sua formazione come atleta e dalla sua ossessione per il raggiungimento di un corpo perfetto, ipertrofico.

Drawing Restraint 7 (1993) è invece un video, ambientato in una limousine. I passeggeri sono creature mitologiche, a metà tra un essere umano e un animale, una sorta di centauri. Anche qui Barney è uno degli attori, l’autista della limousine. Questi esseri, all’interno della macchina, lottano tra loro, e con le loro corna e protuberanze lasciano dei segni sul tetto della limousine. Drawing Restraint 7 è uno dei lavori che precedono il primo Cremaster Cycle , il lavoro che ha consacrato questo visionario artista a livello internazionale, realizzato da Barney, il numero 4 (1994).

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La prima impressione che si ha da questo numero 9 però non è delle migliori. Commissionato dal governo giapponese, sembra quasi un esercizio di stile, visto e considerato a quali standard ci aveva abituato Barney. Anche dal suo connubio con Bjork ci si sarebbe aspettato qualcosa di molto più intenso; in realtà le musiche che la bella musicista finlandese ha scritto per questo film non si discostano molto dai suoi ultimi dischi.

Da un punto di vista puramente estetico, dell’immagine, ovviamente c’è poco da criticare; la visionarietà di questo artista è unica e fuori discussione. Gli elementi che ci mostra sono però i soliti, verrebbe da dire. Strani indumenti, che affaticano il corpo, indossati con difficoltà dai due ospiti, oggetti dalle forme organiche, biologiche, che sembrano molli, personaggi enigmatici. Ma il tutto si ferma qui, non si intravedono ulteriori livelli di lettura, un esercizio di stile appunto.

Dopo un lavoro enorme, complesso e affascinante come il Cremaster Cycle, ci si aspettava sinceramente qualcosa per lo meno alla stessa altezza. C’è poco dei vecchi Drawing Restraint in questo nuovo lavoro, e questo non sembra essere un’evoluzione dei capitoli precedenti o del lavoro di Barney nel complesso, al contrario. Sotto la superficie molto curata di questo film, i contenuti non sembrano esserlo altrettanto. I simboli, le metafore appaiono come vuote di significato. Si esce dalla sala molto perplessi, e curiosi a questo punto di vedere il prossimo episodio.


www.drawingrestraint.net

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