Moltiplicandosi all’infinito gli specialisti in rendering si moltiplicano, purtroppo non con la stessa velocità, le sperimentazioni sul 3d. Scultura della materia virtuale e scultura del suono, scansione del tempo fisico e cut-up del tempo cinematografico iniziano a essere manipolate da nuove generazioni di creativi alla ricerca di modalità espressive sempre più integrate.

Progetto(antenna) è un collettivo di sperimentazione audiovisiva che opera dal 2004, composto da Francesco Pedraglio, Fabio Petronilli, Edoardo Pasero e Niccolò Nessi.

Solitamente nelle interviste della sezione audiovisiva di Digimag ci occupiamo prevalentemente di live audiovisivi. In questa occasione abbiamo voluto concentrarci su un gruppo che lavora sulla forma-clip, innanzitutto per la coerenza formale del loro lavoro, ma soprattutto per le soluzioni affascinanti che hanno sviluppato per integrare audio, video, grafica e 3d.

.

Bertram Niessen: innanzitutto vorrei sapere qualcosa di voi: chi siete, da che tipo di esperienze venite, come vi siete trovati a lavorare insieme.

Progetto(antenna): il progetto nasce nel 2004, come tentativo di conciliare 4 diverse sensibilità in un’estetica unitaria, inizialmente indirizzata unicamente verso la sola forma audiovisuale, soprattutto per il suo aspetto formale e compositivo. Presto al supporto video (analogico/digitale) abbiamo sovrapposto dimensioni di grafica e di animazione tridimensionale, in modo da complementare il mezzo digitale del suo corrispettivo virtuale, così da allargare lo spazio d’azione entro il quale poter creare ambienti di visione plurali.

Il progetto ha poi esteso il suo metodo: alla forma video (comunque sempre presente e determinante) è stata affiancata la discussione critico-curatoriale sull’aspetto teorico dei singoli lavori, la componente strutturale, fisico-ambientale, dell’installazione e dell’allestimento come contesto-spazio in cui inserire gli audiovisivi. Abbiamo sviluppato anche la riflessione su elementi performativi alla base di alcuni lavori, in cui il processo e l’evento si impongono sull’oggetto finale, contraendone la forma, ed esigendo, più che altro, la sua semplice documentazione video. Gli ambiti di interesse attorno ai quali ruota il progetto sono molteplici e spaziano dal video all’architettura, dalla fotografia all’animazione 3D.

Un aspetto ricorrente nei nostri lavori, consapevolmente o meno, è l’attenzione rivolta al luogo dell’accadere, allo spazio in sé, non necessariamente pieno e non necessariamente vuoto; un’attenzione all’architettura dello spazio, ai suoi punti di congiuntura e ai suoi flussi d’attività (vedi Slowairport ), non solo come contesto d’azione, bensì anche come oggetto dinamico, punto focale d’interesse.

.

Bertram Niessen: come sviluppate il concept dei vostri video? Partite da una suggestione data da un rendering, da un suono o da un’immagine e da lì costruite il lavoro? Oppure viene prima tutto costruito a tavolino e dal progetto si sviluppa il lavoro?

Progetto(antenna): Il concept dei primi lavori è in realtà più che altro conseguente ai lavori stessi, una sorta di adattamento concettuale dell’oggetto e della sua forma ad un’idea che ne sostenga quanto meno la base. Ultimamente, invece, il ruolo del concetto riveste una nuova e importante funzione: quella di complemento teoretico di dialogo con l’elemento visuale, o materico-visuale, E’ un punto di partenza in virtù del quale ci siamo voluti imporre un maggiore equilibrio tra forma e contenuto, tra significato e significante.

Bertram Niessen: in che modo costruite la sinestesia tra immagini e suono?

Progetto(antenna): La sinestesia è per noi più che altro convivenza stilistica, spesso casuale, altrettanto spesso dettata da esigenze formali. A quello che inizialmente poteva sembrare solo un commento sonoro, una traccia audio a sostenere una struttura visiva, ultimamente si sta pensando di affiancare un lavoro sui suoni ambientali, sulle sonorità e le risonanze acustiche del luogo preso in considerazione.

.

Bertram Niessen: avete mai pensato di lavorare dal vivo? perchè?

Progetto(antenna): lavorare dal vivo sarebbe piuttosto interessante. La performance live ci darebbe di certo la possibilità di lavorare con dei processi in atto, piuttosto che con degli oggetti già confezionati. Tuttavia i nostri lavori attuali hanno come obiettivo proprio quello di creare situazioni di complessità in cui il risultato finale sia sconosciuto, a noi stessi per primi, in quanto prodotto da una pluralità di circostanze in confronto-contrasto tra loro. La fissità dell’oggetto verrebbe quindi bilanciata dalla imprevedibilità del sistema di forze. E comunque non ci precludiamo nulla. La nostra apertura è indefinita e non è detto che prima o poi non ci applicheremo anche alla strutturazione di un lavoro dal vivo.

Bertram Niessen: a cosa state lavorando in questo periodo?

Progetto(antenna): In questo periodo stiamo lavorando a due nuovi progetti: il primo è BON -SAI or How not to be Afraid and Grow Indiscriminately , un’installazione per ALLARMI 2 (www.allarmicomo.com) composta da una struttura concreta di complicazione (un corridoio che si ristringe fino a 70 cm di larghezza e 1 metro e 20 d’altezza) e che si apre in una stanza in cui è proiettato un video performativo rappresentante la costruzione (potatura e invasamento) di un bonsai. L’obbiettivo è una riflessione sul concetto di costrizione positiva (bonsai-spettatore) a partire dal rapporto di coerenza tra una pratica coercitiva e uno spazio di coercizione (bonsaista-struttura).

Il secondo è Tulips, un video basato su una poesia di Silvia Plath. Si tratta di un monologo girato completamente su blueback, in modo da poterci permettere di interpretare le sensazioni che la poesia ci trasmette attraverso la grafica computerizzata; sarà un misto di video, matte painting e 3D. Per la prima volta con Tulips ci troviamo anche ad affrontare il lavoro con l’attore, che non è sicuramente una cosa facile, e se il risultato sarà di buon livello sarà soprattutto grazie all’aiuto di chi ha collaborato con noi.


http://www.progettoantenna.com/

SHARE ONShare on FacebookGoogle+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn