Le gif animate (Graphics Interchange Format ) sono l’emblema di un certo tipo di estetica vintage applicata alla rete. Un’estetica retrò e nostalgica, fatta di forme semplici, una ristretta tavola di colori, la griglia dei pixel ben in vista. Il formato, uno dei primi a consentire l’inserimento, seppur minimo, di elementi animati all’interno delle pagine web, è in uso sin dagli albori di Internet.

Mai completamente scomparso, anche se surclassato, specie per quanto riguarda il diffuso elemento-banner, da formati più avanzati come Flash, è protagonista di un movimento di recupero e rivalutazione. Movimento che comprende un vasto complesso di forme e formati ritenuti ormai obsoleti: i frame, i font tridimensionali, i file midi, i bottoni e l’aspetto austero delle home page 1994 style . Quel lessico dilettantesco e amatoriale, lontano dalle raffinatezze del web design contemporaneo, che l’artista russa Olia Lialina ha efficacemente definito ” vernacolare “.

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Oggi una mostra, intitolata semplicemente The Gif Show (dal 3 maggio al 3 giugno presso la Rx Gallery di San Francisco) celebra il ritorno delle gif animate, che con la loro leggerezza , il loro carattere “open source” e accessibile, sia tecnicamente che a livello concettuale (non necessitano di software proprietari, di banda larga, né di particolari abilità tecniche o di programmazione), si propongono come piattaforma creativa inedita. A presentare lo show una pagina di Myspace, il popolare servizio statunitense di social networking , che colpisce per l’aspetto iper-cinetico, introducendo efficacemente all’atmosfera della mostra.

Un gruppo di dodici artisti, chiamati a raccolta da Marisa S. Olson , anche lei artista oltre che curatrice e redattrice di Rhizome.org, indagano le potenzialità di questo formato grafico attraverso semplici gif, ma anche video, animazioni, stampe e sculture. Interpretando con piglio ironico tutto il fascino low-tech del linguaggio grafico delle gif, ben descritto dalle parole di Tom Moody , uno dei partecipanti, che scrive sul suo blog: ” Le gif hanno uno charm speciale, minimale come il garage rock “.

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Ecco allora le nuvolette che scorrono su sfondo celeste di Cory Arcangel in un mod dello storico Supermario; Olia Lialina nei panni di una danzante Animated Gif Model ; le sculture patchwork intrise di psichedelia di Loveid ; l’immaginario pop-arcobaleno di Paperrad; la folla di piccoli esseri animati che corre in loop in Marathon di Guthrie Lonergan; le icone del rock in disfacimento da glitch di Matt Smear . E poi, ancora, Abe Linkoln, Peter Baldes, Michael Bell-Smith, Jimpunk e Paul Slocum. Completerà lo show la performance musicale degli Eats Tapes, duo statunitense che mescola disivoltamente acid house, techno ed electro, con i visuals di Nate Boyce , indagatore degli alterazioni della percezione.

Lampeggianti e coloratissime, queste immagini rozzamente cinematiche esprimono un’estetica punkeggiante e orgogliosamente kitsch, che riafferma, senza il bisogno di proclami ma con l’energia della creatività senza lacci e classificazioni, tutto il potenziale insito nell’ artigianalità digitale.


www.myspace.com/gifshow

http://lifeofmo.blogspot.com

www.rxgallery.com

www.rhizome.org

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