Camp Darfur, piantato su una lingua di terra a Better Word Island, è la ricostruzione nel mondo virtuale di Second Life di un campo di rifugiati del Darfur.

Nasce dal lavoro collaborativo di alcuni membri del network Omidyar.net che alcuni mesi fa hanno deciso di creare all’interno di questo mondo virtuale un luogo di riflessione e presa di coscienza sulla violenza e le atrocità che si stanno compiendo in Darfur, la regione occidentale del Sudan.

Sono stati messi a disposizione un pezzo di terra a Better World Island e le proprie conoscenze per la ricostruzione di uno spazio 3D sul modello di un campo profughi, con l’obiettivo di dare informazioni sul genocidio in corso, raccogliere fondi, creare link alle principali associazioni e campagne che si occupano del Darfur.

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A tre anni dall’inizio della crisi, secondo alcuni dati recenti del World Food Program, delle Nazioni Unite e della Coalition for International Justice, 3.5 milioni di persone sono ridotte alla fame, 2.500.000 hanno dovuto lasciare le proprie case e rifugiarsi nei campi profughi, 400.000 sono state uccise dalla brutalità delle milizie Janjaweed con il supporto del governo. E’ una situazione che presenta caratteristiche analoghe al genocidio in Ruanda del 2004, con villaggi rasi al suolo, stupri sulle donne, distruzione sistematica delle riserve di acqua e cibo che aggrava ancor più la situazione.

In tutto il mondo si sono costituite centinaia di associazioni che operano per far prendere coscienza alla collettività di questo genocidio e richiedere un intervento più incisivo dei governi per salvare la popolazione civile. Camp Darfur promuove le iniziative della Save Darfur Coalition che raccoglie negli Stati Uniti centinaia di organizzazioni umanitarie, pacifiste e per la difesa dei diritti umani.

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Cammino tra le tende di Camp Darfur, c’è documentazione informativa da leggere, mostre di foto, poster con brevi e incisive storie di rifugiati, cartine per localizzare la regione, la ricostruzioni di angoli di un vero campo come la cucina e la tenda con gli aiuti umanitari, i sacchi di riso, i pacchi della Croce Rossa. Grandi tabelloni presentano slide show con immagini dei luoghi del genocidio, dei villaggi in fiamme, i volti dei profughi, dei bambini, gli annunci delle campagne.

E’ principalmente uno spazio di esposizione per prendere coscienza di ciò che sta accadendo. “Basically a group of better world scouts believed that it was time to make this situation real for people” mi dice In Kenzo, uno dei costruttori di Camp Darfur, “People do not want to think about it or believe that this is happening in 2006”.

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La intervisto a ManorMeta, un centro di meditazione proprio di fronte a Camp Darfur. “ManorMeta is a meditation space, our hermitage and gathering space for better world design, it’s also our living experiment in what it means to be a participant in a better world” dice In Kenzo. Lo spazio è un fantastico esempio di architettura creativa in SL, in continua evoluzione, forme fluide, superfici trasparenti. E’ il luogo di incontro dei Better World Scout e chiedo qualche informazione su questo gruppo: “better world scouts came from a few of our group on the Omidyar Network who shared a vision for worldchanging. Sue Stonebender built the island and helped the group come together”.

“Chi ha costruito Camp Darfur oltre a te”, le chiedo. In Kenzo: “Zeke Poutine, Riversong Garden , Jamie Neutra and I did most of it”. Non pensiamo a qualche fanatico giocatore che passa le giornate in rete e perde il contatto con la realtà. Loro stessi sono tra gli organizzatori degli eventi che si stanno svolgendo a sostegno del Darfur assolutamente nel mondo reale. Hanno appena terminato un live camp a San Francisco e a Los Angeles dove ha suonato anche Dj Spooky, hanno trascorso cinque giorni spiegando il genocidio in corso sul web in streaming, e il prossimo evento annunciato è una grande manifestazione a Washington DC. L’esperienze di organizzazione di Camp Darfur in SL deriva da quella di questi eventi reali, 15 tende, poster, foto, video, conferenze e dibattiti.

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Qui ci sono link attivi ai principali siti di riferimento delle organizzazioni legate a SaveDarfur ed è possibile agire anche concretamente in prima persona e unirsi alla Million Voices Campaign per spedire un milione di cartoline firmate al presidente Bush invitandolo a supportare iniziative multi-nazionali a sostegno della popolazione del Darfur. E’ una esperienza in evoluzione mi spiega In Kenzo: ” we have not put all of the interactive elements in at Camp Darfur in SL yet, we hosted a film festival for four days with FilmAid International. The video walls will come up this week and that will make the experience more real”.

Un interessante esperimento di come comunicare in SL su un tema così difficile, concorda In Kenzo, “it’s not easy to know how to talk about it, especially with kids…..in the virtual world our challenge was making it real while not making it a bloodfest”. “genocide is a difficult issue to address and we’ve received a mostly warm response from those who visit….but there’s also some reactionary frustration and outright hatred and violence thrown at this island for what we do”. A meno di un mese dalla sua apertura Camp Darfur è stato visitato da centinaia di persone, ma anche distrutto dall’intervento di un avatar poi identificato e bannato dalla Linden.

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E’ un intreccio forte tra mondo virtuale e mondo reale, l’uno per parlare dell’altro. Lo spazio virtuale come laboratorio per costruire qualcosa di migliore. Le grandi foto dei campi profughi che fanno da sfondo alla tendopoli ricostruita in 3D dilatano lo spazio virtuale verso quello reale, percettivamente come scenografie, ma anche metaforicamente, come finestra sul mondo reale e i suoi drammi visto anche da qui dentro.

In Kenzo deve tornare in un live camp, ci salutiamo, ma prima lancia un invito aperto a tutti per collaborare alle iniziative del progetto Better Worl Island: “we feature organic spaces all around……encourage everyone to get involved, not only in camp darfur but by bringing their passions and projects to Better World Island. The people who have built this island are extraordinary in so many ways and there are many good ideas floating around here. This is just the beginning.”

E’ vero, è solo l’inizio.


www.internetlandscape.it

http://www.savedarfur.org/home

http://www.millionvoicesfordarfur.org/

http://www.omidyar.net/group/bwi/

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