Il Rec festival, tenutosi a Madrid il 25 dello scorso febbraio, ha visto in questa sua prima edizione la partecipazione di uno svariato numero di artisti provenienti da tutta Europa oltre ad una massiva presenza degli artisti locali. Il festival si è svolto nella forma di una maratona di dodici ore in cui ventiquattro dj ed altrettanti vj si sono alternati testa a testa sui due palchi fornendo un’ottima panoramica sulle ultime produzioni europee.

Il RecMadrid, organizzato e prodotto da Nak e Tektun Tv e finanziato completamente dal Comune di Madrid, è il primo festival che la città ha dedicato in modo così esclusivo e completo ad audio e video. Il festival si và perfettamente ad inserire in un più ampio scenario europeo in cui l’importanza crescente dell’arte elettronica genera sempre più manifestazioni atte a valorizzare l’immagine quanto il suono. Tra questi ho avuto modo di incontrare sia il gruppo inglese degli Addictive Tv, i romani HFR-Lab e infine la crew di grafici Giraffen Toast.

Con tutti loro ho avuto modo di discutere sullo stato attuale della produzione audiovisiva internazionale, sia nel campo dei live media che in quello forse più fresco del Vjing, facendomi raccontare le loro esperienze e i loro percorsi, le differenti attitudini e approcci alla gestione grafica, visuale e sonora di un prodotto audio-video.

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In questo senso il lavoro degli Addictive Tv, presenti con il loro live AV a Rec, ha sintetizzato perfettamente le potenzialità derivabili dalla costruzione di un live in cui audio e video sono l’uno necessario per l’altro ai fini del coinvolgimento del pubblico e del visual-entertainment. Gli addictive Tv, sono una crew di produttori e audio/video artists londinesi attivi da anni nella scena del vjing internazionale attraverso non solo le loro performance ma anche i loro lavori per la TV, la produzione di DVD ed il festival Optronica.Leader internazionali nella produzione audiovideo e nel VJ-ing , il loro progetto Mixmasters è ogni anno trasmesso sul canale inglese ITV1 channel. Grazie alla partecipazione di molti artisti di fama internazionale Mixmasters rappresenta oggi la più grande collezione di lavori di questo genere offrendo una panoramica globale sulla scena del VJ-ing.

Silvia Bianchi: Come avete visto cambiare negli ultimi anni la scena del VJ-ing europea ed internazionale?

Addictive Tv: Negli ultimi anni la scena è mutata perchè ci sono stati forti cambiamenti della tecnologia a disposizione, l’uscita di nuovi software, la diffusione di strumenti per la manipolazione delle immagini come il dvj… la strumentazione che è oggi disponibile sul mercato non lo era fino a qualche anno fa. Siamo in un momento in cui gruppi di persone, come i creatori di Resolume, si dedicano completamente alla creazione e al miglioramento di prodotti per il vjing. Tutti questi fenomeni hanno portato a una naturale evoluzione e diffusione del live-media e del vjing, accompagnati anche dalla forte spinte delle aziende che si muovono nel settore.

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Silvia Bianchi: Qual’è il vostro rapporto con l’Inghilterra e con la scena locale?

Addictive Tv: Negli ultimi anni ci siamo dedicati molto all’organizzazione di progetti legati alla promozione delle produzioni audiovideo, in Inghilterra come all’estero, grazie anche alla collaborazione con i media e le istituzioni. Dal 2001 abbiamo lavorato insieme a Cinefeel al progetto The Audiovisual Lounge. In queste serate, che in partenza si tenevano a Londra e poi sono state riproposte anche a ShoreDitch e Parigi racchiudevamo insieme DJ:VJ sets, live AV ed installazioni con la finalità di creare un multi-media lounge.

Lo scopo era sensibilizzare le persone tanto da far si che coloro che venivano alle serate fossero veramente interessati a ciò che lì veniva fatto, è stata una bellissima esperienza, abbiamo riscosso un grande successo di pubblico con partecipazioni da tutta l’Inghilterra. L’anno scorso ci siamo occupati invece dell’organizzazione del festival Optronica, un evento nato con la finalità di concentrarsi proprio sulla convergenza tra visual e musica elettronica. Per il festival, che è nato dalla collaborazione con il National Film Theatre e il British Film Institute, siamo riusciti ad ottenere come location l‘IMAX cinema di Londra, dando la possibilità ad artisti come Dj Spooky e i Plaid di esibirsi, durante una tre giorni dedicata completamente alle live audiovisual performances, sullo schermo più grande di Inghilterra.

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Silvia Bianchi: Qual’è il vostro rapporto con il vjing e quale quello con il live-media?

Addictive Tv: Pensiamo che le due cose siano ugualmente interessanti e importanti. Il Club non può garantire al VJ uno sviluppo totale delle sue capacità perchè spesso questo si trova in un posizione frustrante costretto a lavorare con un DJ con il quale non c’è sintonia. In questo senso il Live Media dona una crescita ulteriore al VJ permettendogli di dedicarsi al completamento della performance. Ultimamente anche noi ci stiamo concentrando più sul Live Media, lavorando insieme già in preproduzione i cut audio oltre che video e abbiamo costruito un vero e proprio show: nel live si vede il materiale elaborato in forma di vere e proprie tracce audiovideo in cui, ad esempio, un concerto jazz è riproposto sotto forma di un jazz remix virtuale con una vera e propria orchestra al lavoro.

L’esperienza del vjing ci ha portato con il tempo ad accrescere il nostro lavoro a punto tale da voler provare anche altre forme di contaminazione di audio e video come ad esempio il Live Cinema. Ultimamente stiamo portando in tour anche un progetto dal nome The eye of the pilot in cui al nostro lavoro si aggiunge quello del chitarrista Alejandro de Valera: il progetto è un remix musicale e visuale del fantastico archivio personale in 8mm del pilota Raymond Lamy, girato durante i suoi viaggi negli anni 50. Questo nuovo fenomeno ha creato grande curiosità da parte anche dei festival di cinema, che avevano poco considerato fino a questo momento il fenomeno del Vjing ma che adesso iniziano a dimostrare sempre più interesse e sensibilità. 

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Gli Hfr-lab sono due ragazzi romani che vivono da quattro anni a Londra, dove lavorano come grafici e video-maker. L’ Heterogeneous Field of Research è uno studio creativo che coinvolge l’utilizzo di diversi media come generatori di idee eterogenee, un laboratorio dove vari tipi di ricerca si contaminano ed evolvono. Nel loro lavoro, caratterizzato da un’ estetica impeccabile, le immagini si fondono con la grafica che scompone e ricompone i paesaggi donandogli una vita propria rarefatta ed intangibile.

Silvia Bianchi: Mi parlate del progetto che state presentando ultimamente?

HFR-lab: Il progetto si chiama Cityscan, e comprende una serie di produzioni in cui il video è solo uno degli out-put. Il lavoro è frutto di un processo artistico che ha dato vita a installazioni, live performance e a un dvd interattivo centrato sullo studio dello spazio urbano e delle sue possibili rielaborazioni digitali.Cityscan si configura come un audio/video in cui le immagini sono una vera e propria visualizzazione della musica, ha girato molti festival di vjing e video per concludersi con la pubblicazione sul dvd come prodotto finito.

Silvia Bianchi: Posso chiedervi come lavorate dal vivo.

HFR-lab: Usiamo 2 portatili, 2 usb controllers e un V4 video mixer. Lavoriamo con Final Cut perchè crediamo che la qualità delle immagini sia fondamentale, infatti le immagini che utilizziamo sono tutte girate in formato High Definition. Le clip che utilizziamo sono montate su un tempo in 4/4 così da poter seguire la musica anche se utilizzate per il VJ-set ed integrano il lavoro effetuato con il software di montaggio con le grafiche in flash, così che il risultato sia fluido e compatto.

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Silvia Bianchi: Il vostro lavoro è incentrato in generale sullo studio del paesaggio?

HFR-lab: Si, al momento ci stiamo dedicando ad un altro progetto, Bit-Scapes, commissionatoci dal festival Lovebytes di Sheffield, in cui abbiamo lavorato manipolando le immagini girate in un viaggio nel ovest dell’ Australia. L’installazione si sviluppa su tre schermi sul quale le immagini sono elaborate in modo differente con il fine di esplorare il concetto di riproduzione digitale e manipolazione. Ogni schermo rappresenta uno stato differente della metamorfosi modificando continuamente l’immagine registrata.

Abbiamo voluto dare alle grafiche e alle animazioni dei comportamenti organici, in modo che seguissero la naturalità del paesaggio creando una sorta di composizione audio-visuale, volevamo che gli elementi sembrassero coesistere in una nuova “biosfera digitale” . Per questo abbiamo aggiunto al nostro lavoro quello di un programmatore che si è occupato di garantire che la riproduzione digitale rielaborasse l’immagine sulla base di parametri provenienti dalla natura prima dell immagine. 

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Un’altra interessante realtà presente in questa edizione del Rec è rappresentata dai GiraffenToast, una crew di grafici con sede ad Amburgo che negli ultimi anni ha prodotto video-clip per artisti come Funk-storum, Matthew Herbert e City Centre Offices, con i quali appaiono nella compilation Mixmasters prodotta da Addictive Tv.

Combinando arte multimediale e illustrazione, i loro vj-set rappresentano uno splendido esempio di come le immagini possono unirsi alle animazioni.

Silvia Bianchi: Posso chiedervi che tipo di approccio avete al VJing e come lavorate dal vivo?

Giraffen Toast: Abbiamo iniziato a produrre video sei anni fa, frequentando la scuola d’arte ad Amburgo dove ci siamo diplomati in video produzione. Al momento lavoriamo tutti come grafici e animatori 3D. Nei nostri live uniamo al video la nostra passione per la grafica integrando il lavoro fatto con Final Cut con le clip in Flash. Ci piace lavorare in modo tematico e preparare set in cui audio e video siano in relazione. Spesso ci occupiamo anche dell’audio dei nostri set, aggiungendo con traktor le tracce audio all’interno dei visual.

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Silvia Bianchi: Posso chiedervi qual’è lo scenario dei festival in Germania?

Giraffen Toast: Negli ultimi anni l’interesse per il vj-ing in Germania è aumentato molto, abbiamo avuto la possibilità di presentare il nostro lavoro in molti festival sia di video che di cinema. In generale si può dire che nei festival è aumentato l’interesse per le produzioni audio-video e tutte le forme di visual art. C’è in qualche modo un’interesse crescente per l’arte elettronica e tutte le sue conseguenze, come dimostrano festival quali il Bitfilm-festival di Amburgo, che ha dedicato nella sua ultima edizione una sezione speciale al VJ-ing.


www.addictive.com

www.cinefeel.org

www.optronica.org

www.hfr-lab.com

www.lovebytes.org.uk

www.giraffentoast.com

www.bitfilm-festival.org

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