E’ la parabola di una vita, la vicenda di una nazione, il riflesso di una poetica visiva. Dal 15 al 20 febbraio il MoMA di New York ha presentato 9 Drawings for projection, la serie di animazioni realizzate tra il 1989 e il 2003 dall’artista sudafricano William Kentridge (Johannesburg, 1955). Con una tecnica al tempo stesso essenziale e di forte impatto, l’artista traccia il ritratto del proprio paese attraverso una “piccola storia” ricca di connotazioni simboliche.

In un paesaggio magmatico e proteiforme, si sviluppa la saga di tre personaggi immaginari: Soho Eckstein, magnate minerario e ricco possidente, di sua moglie e del di lei amante, Felix Teitlebaum, sognatore e passionale. In una non-narrazione che procede per associazioni e digressioni visive, i corpi si trasformano in colline, stagni, animali, e le costruzioni si sgretolano per fare posto a lande desolate attraversate da masse di poveri diseredati. E mentre Soho schiaccia tutto quello che incontra come un rinoceronte impazzito, Felix vive in uno stato d’ansia che aveva allagato metà della casa, come un pesciolino che vaga senza meta. Ed è soprattutto nell’elemento acquatico che si consuma infatti l’amore fedifrago di Felix e della moglie di Soho, come un flusso vitale che si oppone all’aridità che predomina “al di fuori”, nella terra africana, nelle tensioni sociali dell’apartheid e nei sentimenti di Soho. Sentimenti che però non sono completamente morti e che portano Soho a lottare per avere indietro la moglie.

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La serie, sviluppata lungo un arco di tempo relativamente lungo, non è nata come progetto unitario, ma come una serie di “bozze” per la realizzazione di un lungometraggio mai compiuto. Kentridge parte da un disegno in carboncino, con limitate inserzioni di colore –essenzialmente blu e rosso-, lo fotografa, e lo cancella, lo altera e lo ritocca per procedere al fotogramma successivo, ottenendo così un flusso visivo che racchiude in sé l’intero processo della sua creazione.

In un letterale andirivieni tra il foglio di carta e la macchina fotografica, lo storyboard viene eliminato e l’animazione diventa il frutto di un continuo ripensamento che mantiene traccia delle immagini precedenti e dell’evoluzione del pensiero dell’artista. E i fogli volano anche all’interno del mondo fluttuante di Soho, quasi a marcare un trait d’union tra il rappresentato, l’autore e il pubblico.

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E come ben dimostra il medium utilizzato, tutto è instabile: la fortuna del ricco Soho non può salvarlo dal destino comune a tutti gli uomini, così come il potere brutale di un governo non può trattenere in catene la maggioranza della sua stessa gente. Dal letto d’ospedale dove i medici tentano invano di rianimarlo, Kentridge fa partire il suo protagonista per un viaggio intimistico, che ancora una volta parte dal singolo per arrivare a coprire lo stato di sfruttamento e segregazione di tutta una popolazione.

9 Drawings for Projection. 1989–2003 , Sudafrica. Diretti e animati da William Kentridge. Musica di Phillip Miller.: Johannesburg-2nd Greatest City after Paris ; Monument ; Mine ; Sobriety, Obesity and Growing Old ; Felix in Exile ; History of the Main Complaint ; Weighing… and Wanting ; Stereoscope ; Tide Table . 78 min.


www.moma.org

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